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Pedagogia e democrazia diretta


Un'iniziativa popolare per smuovere la diatriba sulle lingue







 Altre lingue: 4  Lingue: 4

Il cantone di Zurigo imboccherà la via, su cui si sta dirigendo Turgovia, di una sola lingua straniera, invece di due, nel programma di insegnamento delle scuole primarie? Se sì, sarà il francese o l'inglese?

La globalizzazione ha avuto un forte impatto anche sull'insegnamento delle lingue seconde in Svizzera: in molti cantoni tedescofoni si comincia dall'inglese e solo al quinto anno delle elementari si studia anche il francese, che è lingua nazionale.   (Keystone)

La globalizzazione ha avuto un forte impatto anche sull'insegnamento delle lingue seconde in Svizzera: in molti cantoni tedescofoni si comincia dall'inglese e solo al quinto anno delle elementari si studia anche il francese, che è lingua nazionale.  

(Keystone)

"Ci siamo resi conto che alla maggior parte degli alunni delle scuole primarie, l'insegnamento di due lingue straniere non porta granché. Hanno solo due lezioni alla settimana per ognuna, l'inglese e il francese, e ciò non è abbastanza intenso per imparare una lingua", dice l'ex deputato cantonale zurighese ed ex docente Hanspeter Amstutz.

Il politico conservatore partecipa alla raccolta delle firme per un'iniziativa popolare che chiede di insegnare una sola lingua nelle scuole primarie del cantone.

Attualmente nella Svizzera tedesca il dibattito sulla questione del numero di lingue che dovrebbe essere insegnato ai giovani allievi si allarga. E aumenta anche l'emozionalità: l'inglese, lingua internazionale, sembra essere preferito al francese, lingua nazionale che è stata tradizionalmente insegnata per motivi di coesione del paese.

Una diatriba pedagogica e politica

Secondo Amstutz, gli allievi eccellenti riescono a gestire due lingue, ma la maggioranza degli scolari ha grosse difficoltà. Inoltre, i due idiomi stranieri costituiscono un fardello anche per gli insegnanti, aggiunge il maestro in pensione.

Attualmente gli scolari del cantone di Zurigo imparano l'inglese dall'età di 7 anni e il francese da 11 anni. L'iniziativa "Più qualità – una lingua straniera nella scuola primaria" non mette in discussione il principio secondo cui nel corso della scuola dell'obbligo si debbano imparare due lingue straniere, bensì il momento in cui ciò deve avvenire, precisa Hanspeter Amstutz.

Lui e gli altri promotori dell'iniziativa, tra cui diverse associazioni cantonali di insegnanti, sostengono che se una lingua straniera è stata introdotta adeguatamente alle elementari, una seconda lingua sarà imparata più velocemente alle medie che se entrambe fossero state introdotte nella scuola primaria.

Il testo dell'iniziativa non stipula quale delle due lingue straniere dovrebbe essere insegnata nella scuola primaria. Non va comunque dimenticato che Zurigo è stato proprio il primo cantone della Svizzera tedesca a relegare il francese al secondo posto, dando la preferenza all'inglese, nell'ordine di insegnamento delle lingue straniere. Un passo poi emulato dalla maggior parte dei cantoni tedescofoni.

Rivelatrice del crescente disinteresse per la seconda lingua nazionale nella Svizzera tedesca è anche la recente decisione di sopprimere una delle due cattedre di letteratura francese all'università di Zurigo, motivata da un numero insufficiente di studenti. Una decisione che ha rafforzato le rimostranze dei sostenitori della lingua di Molière, secondo i quali così si demotivano ulteriormente gli allievi a scegliere il francese tra le materie opzionali al liceo. 

Il popolo nuovamente giudice

Normalmente a Zurigo è il Consiglio dell'educazione – un organo del Dicastero dell'istruzione pubblica ­ che si occupa delle questioni pedagogiche. Dato che l'insegnamento delle lingue straniere nella scuola primaria è iscritto nella legge cantonale sull'educazione, questa dovrebbe essere poi modificata dal parlamento. Con un'iniziativa popolare si scavalca questo iter.

"Abbiamo semplicemente ritenuto che la politica dell'istruzione fosse immobilizzata e che tutta la problematica delle lingue straniere fosse diventata una questione di prestigio per i politici dell'istruzione, tra cui i direttori cantonali della pubblica educazione. Noi pensiamo che sia necessaria una discussione politica", afferma l'ex docente.

L'iniziativa è stata consegnata alle autorità cantonali il 26 febbraio, con 9'270 firme. Per la riuscita ne occorrevano 6'000. La validità è stata confermata il 14 marzo. L'elettorato zurighese sarà dunque chiamato a votare sulla questione. Non sarà del resto la prima volta. Nel novembre 2006, un'iniziativa analoga è stata respinta dal 59% dei votanti.

Ma Hanspeter Amstutz pensa che adesso la situazione sia diversa, perché ora "abbiamo una decina di anni di esperienza di insegnamento di due lingue straniere alle elementari e la gente è disillusa".

Martin Wendelspiess, capo dell'Ufficio cantonale della scuola obbligatoria quando sono state consegnate le firme, è invece convinto che le due lingue straniere alle elementari siano la soluzione corretta. "Siamo convinti che la maggior parte dei bambini ne tragga beneficio. Certo vi sono alcuni individui per i quali rappresentano un sovraccarico, ma questo succede per qualsiasi disciplina. Taluni sono sovraccaricati dalle lezioni di sport, ma non le aboliamo", ha detto in un'intervista poco prima di andare in pensione, alla fine di maggio. "Se i cantoni non si metteranno d'accordo su questo, allora si arriverà a una soluzione centralizzata da parte del governo federale", ha aggiunto.

Il braccio di ferro si fa serrato

Quello zurighese non è d'altronde un caso isolato. La vertenza sulle due lingue straniere alle elementari tiene banco quasi ovunque nella Svizzera tedesca e anche in altri cantoni si voterà su iniziative popolari simili a quella zurighese. Non è però detto che superino lo scoglio delle urne: laddove si è votato su proposte analoghe negli ultimi anni, le iniziative sono state bocciate.

Intanto, tuttavia, il caso di Turgovia, dove sono le autorità a progettare di mantenere solo l'insegnamento dell'inglese alle elementari e rinviare quello del francese alla scuola secondaria , ha surriscaldato gli animi. Nei cantoni francofoni – dove il tedesco è tuttora insegnato ovunque come prima lingua straniera – molti hanno visto nel piano turgoviese una pericolosa falla nella coesione nazionale. Una lettura condivisa dal governo federale, che si prepara ad intervenire se Turgovia decidesse definitivamente di stralciare la seconda lingua nazionale dai programmi d'insegnamento delle elementari.

La tipica politica svizzera del compromesso appare sempre più… compromessa e il braccio di ferro nei prossimi mesi non si allenterà facilmente. 

Battaglia emblematica nel cantone trilingue

Il ricorso alla democrazia diretta da parte della maggioranza tedescofona per privilegiare l'inglese ed estromettere dalla scuola primaria una lingua nazionale minoritaria è stato messo in atto anche nell'unico cantone trilingue della Svizzera: i Grigioni. Qui, nel mirino dell'iniziativa popolare "Solo una lingua straniera nelle scuole elementari" ci sono i due idiomi minoritari del cantone, ossia il romancio e l'italiano.

Nei Grigioni dalla terza elementare è insegnata una seconda lingua cantonale e dalla quinta classe è insegnato l'inglese. L'iniziativa chiede che alle elementari sia obbligatoria una sola lingua seconda: il tedesco nelle aree romanciofone ed italofone, l'inglese nelle aree tedescofone.

Non si sa però ancora se l'iniziativa sarà sottoposta al voto popolare. Il parlamento grigione l'aveva invalidata, giudicandola contraria al diritto federale e alla Costituzione cantonale. Un parere sconfessato dal Tribunale amministrativo dei Grigioni che l'ha giudicata valida. Contro questa sentenza la Pro Grigioni Italiano ha inoltrato un ricorso alla Corte suprema, attualmente pendente. La sentenza del Tribunale federale è attesa con grande interesse anche nel resto della Svizzera, poiché potrebbe avere ripercussioni fondamentali per tutti i cantoni.

Come si spiega che la difficoltà di imparare due lingue seconde alle elementari è lamentata solo in cantoni della Svizzera tedesca? Dateci la vostra opinione.


(Traduzione dall'inglese e adattamento: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch

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