Passare direttamente al contenuto
Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]

Svizzera, vetrina della democrazia (3)


Dopo 40 anni si fa luce nel villaggio di Surrein



Di Stephanie Hess, Surrein




Anche Surrein avrà ben presto i suoi lampioni come tutti i centri abitati della Svizzera. (Keystone)

Anche Surrein avrà ben presto i suoi lampioni come tutti i centri abitati della Svizzera.

(Keystone)

Gli abitanti di Surrein, un piccolo villaggio di montagna del canton Grigioni, hanno respinto per quattro decenni la proposta di istallare dei lampioni. Ora hanno cambiato idea e ben presto le loro strade saranno illuminate durante la notte. Con la luce scompare non solo l’oscurità, ma anche un elemento di originalità del villaggio.

L’oscurità è quasi totale a Surrein. Non riuscirei a vedere una persona, nemmeno se si trovasse a pochi passi da me. Si intravedono solo un paio di luci distanti dal colore arancione. Sono delle lanterne che segnalano un cantiere. Anche il silenzio è quasi totale. A parte il rumore in lontananza del Reno che scorre lungo la valle. 

Questo articolo fa parte di Dear Democracy , la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta

La storia: a Surrein gli abitanti si sono opposti per decenni alle proposte di istallare dei lampioni. Solo ora la luce artificiale rischiarerà le notti anche nel villaggio del canton Grigioni.

Surrein, che conta 250 abitanti, è l’ultimo villaggio svizzero che non dispone ancora di un’illuminazione artificiale. Le luci intermittenti del cantiere preannunciano però il prossimo cambiamento: questa peculiarità sta per finire, il villaggio entra in una nuova era. Nei buchi scavati nella pavimentazione stradale verranno istallati dei cavi elettrici. 

Entro la fine dell’anno, le poche strade del villaggio saranno ricoperte con un nuovo strato di asfalto e riceveranno anche un proprio nome. Finora gli indirizzi degli abitanti venivano indicati solo con il nome del quartiere. In futuro si chiameranno Via Planatsch, Via Encarden, Via Plazzas, Via Giachengina e Via Reids. E saranno dotate di moderni lampioni – per la prima volta nella storia del villaggio. 

Inquinamento luminoso 

Il primo tentativo di istallare dei lampioni a Surrein, una frazione del Comune di Sumvitg, risale al 1977. Gli abitanti hanno però rifiutato questa proposta in votazione. Troppo cari i costi dell’elettricità, troppo brutti i lampioni, che avrebbero deturpato l’immagine del villaggio.

Luce e nuove strade - Surrein sta compiendo un grande passo verso la modernità. (swissinfo.ch)

Luce e nuove strade - Surrein sta compiendo un grande passo verso la modernità.

(swissinfo.ch)

Un secondo voto si è tenuto negli anni ’90. Gli argomenti contrari sono però rimasti gli stessi e il villaggio è rimasto nell’oscurità. Negli anni 2000 si è aggiunto un altro argomento, diventato di moda: l’inquinamento luminoso. I lampioni avrebbero reso più difficile ammirare il cielo stellato e la via lattea. Anche gli animali apprezzerebbero le notti oscure a Surrein. La nuova proposta è stata quindi respinta a sua volta. 

Questa primavera però, 40 anni dopo la prima votazione, il consiglio comunale si è finalmente pronunciato a favore dei lampioni. 

“Era ora”, dichiara Otto Deplazes, presidente della frazione di Surrein, favorevole all’illuminazione notturna. Per Deplazes, che mi accoglie nella sala di esposizione della sua ditta di costruzione di stufe e caminetti, è una questione di modernità e di progresso. Ai suoi occhi, non si può rimanere sempre rivolti verso il passato, neppure in un villaggio isolato come Surrein. 

Proprio qui, dove vivono sempre meno persone, poiché non vi sono molte possibilità di lavoro. “Con l’oscurità si voleva essere anche originali”, sostiene Deplazes. A suo avviso, si può però fare a meno di questa originalità misantropica. Tanto più che, soprattutto durante le notti invernali, bisogna sempre camminare con un lampadina per non mettere i piedi in un buco o inciampare sulla neve. “Tutto questo non mi mancherà”. 

Nel corso delle prime quattro votazioni, sono stati in modo particolare gli abitanti più anziani ad opporsi ai lampioni. Innanzitutto per questioni di soldi. E poi, forse, per nostalgia, poiché finora si è sempre vissuto così. 

Magnifico cielo stellato 

Nella primavera di quest’anno sono stati piuttosto gli abitanti più giovani a difendere l’oscurità. Anche i figli, ormai adulti, di Otto Deplazes figuravano tra gli oppositori. I sostenitori dell’oscurità non hanno però quasi preso parte all’assemblea comunale: con 84 voti contro 3, i partecipanti hanno quindi deciso di istallare i lampioni.

Uno dei tre oppositori è stato Simon Jacomet, artista e disegnatore di sci che vive in fondo al villaggio e che sta costruendo una seconda casa a Surrein. Jacomet ci tiene a conservare un vasto panorama dinnanzi alla sua nuova dimora. Le finestre saranno situate a diversi metri di altezza, in modo da poter ammirare le montagne circostanti e il cielo stellato durante la notte. 

Gli duole il pensiero di perdere questa intensa visione dal momento in cui saranno istallati i lampioni. “Il cielo stellato che possiamo contemplare oggi da Surrein è una cosa magnifica. La gente di Zurigo sarebbe disposta a pagare caro per godere della tranquillità di cui possiamo approfittare qui da noi.   

A suo avviso, molti abitanti si sono espressi in favore dei lampioni per non passare per retrogradi. “Se i media avessero parlato prima di questa storia, il voto avrebbe forse avuto un risultato diverso”. La gente del villaggio avrebbe preso coscienza del fatto che l’oscurità significa anche tranquillità e riposo. 

Ora la notte diventerà invece chiara. O un po’ più chiara: a Surrein saranno istallate lampade a basso consumo di energia. Di notte rifletteranno solo una luce diffusa. Si illumineranno solo se qualcuno si avvicina.

Ad esempio, se qualcuno si dirige verso la Ustria Placi Pign, l’osteria di legno situata alla fine del villaggio. La gerente, Claudia Maissen, si rallegra per l’arrivo dei lampioni. “Soprattutto pensando al coro della parrocchia”. Le prove del coro si concludono alle 22.00. I lampioni saranno programmati a basso regime di luce solo a partire dalle 22.10, in modo da permettere ai membri del coro di tornare a casa lungo strade illuminate. 

Claudia Maissen è contenta anche per se stessa. D’ora in poi non dovrà più camminare nel buio per tornare a casa dopo il lavoro – anche se la sua abitazione si trova a poca distanza dal ristorante. “Con la luce mi sentirò molto più sicura”. 


Traduzione di Armando Mombelli, swissinfo.ch

Diritto d'autore

Tutti i diritti sono riservati. Il contenuto del sito web presso swissinfo.ch è protetto da diritto d’autore. Esso è destinato esclusivamente a uso privato. Qualunque utilizzo dei contenuti del sito web diverso da quello previsto in precedenza, in particolare la distribuzione, la modifica, la trasmissione, la conservazione e la copia richiede la previa autorizzazione scritta di swissinfo.ch. Per informazioni relative a tale utilizzo dei contenuti del sito web, si prega di contattarci all’indirizzo contact@swissinfo.ch.

Per quanto riguarda l'uso a fini privati, è consentito solo utilizzare un collegamento ipertestuale a un contenuto specifico e di aggiungerlo al proprio sito web o a un sito web di terzi. Il contenuto del sito web swissinfo.ch può essere incorporato solo in un ambiente privo di annunci pubblicitari e senza alcuna modifica. In particolare, è concessa una licenza di base non esclusiva e non trasferibile, limitata a un solo scaricamento e salvataggio dei dati scaricati su dispositivi privati e valida per tutto il software, le cartelle, i dati e il loro contenuto forniti per lo scaricamento dal sito swissinfo.ch. Tutti gli altri diritti restano di proprietà di swissinfo.ch. In particolare, è vietata la vendita o l'uso commerciale di questi dati.

×