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Profughi che ricevono aiuti alimentari ala periferia di Mayom, nel Sud Sudan.

Keystone/AP WFP/CHALLISS MCDONOUGH

(sda-ats)

La Svizzera metterà a disposizione 15 milioni di franchi per lottare contro la carestia, in particolare in Sud Sudan.

È la risposta di Berna all'appello lanciato dal Segretario generale delle Nazioni Unite due giorni fa, precisa un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

L'Aiuto umanitario della Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) sbloccherà i 15 milioni dal fondo per le emergenze umanitarie. La somma servirà a venire in aiuto alla popolazione del Sud Sudan, ma anche di Somalia, Nigeria e Yemen minacciati dalla carestia. I soldi saranno ripartiti fra varie organizzazioni e azioni attive nella regione.

"Circa 100'000 persone soffrono già la carestia nel Sud Sudan e altri paesi della regione sono minacciate", ha sottolineato Didier Burkhalter citato nel comunicato. La Svizzera è già attiva nella regione da anni. "L'aiuto umanitario della DSC ha aumentato il suo contributo con l'aumento dei bisogni sul posto", ha precisato André Huber, capo della divisione umanitaria per l'Africa.

I 15 milioni si aggiungono ai 50 milioni che la DSC mette a disposizione per i quattro paesi minacciati. Per il solo Sud Sudan l'aiuto ammonta a 20 milioni di franchi nel 2017 ed è destinata a progetti nel settore dell'acqua, della protezione dei civili e della sicurezza alimentare. In parte la somma serve a sostenere le attività del Comitato internazionale della Croce Rossa e delle agenzie dell'ONU. La DSC inoltre conduce un progetto a Aweil, nel nord del paese, per l'accesso all'acqua potabile.

SDA-ATS