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A un anno dall’esposizione universale


Matteo Renzi mette la faccia per difendere Expo 2015


Di Michele Novaga, Milano


Il premier Matteo Renzi ha cercato di rassicurare gli italiani durante la sua visita a Milano: «Lo Stato è più grande e forte dei ladri» (AFP)

Il premier Matteo Renzi ha cercato di rassicurare gli italiani durante la sua visita a Milano: «Lo Stato è più grande e forte dei ladri»

(AFP)

Il premier italiano è sceso in campo, nel pieno della bufera giudiziaria, per difendere l’esposizione universale dal malaffare e da chi – come Beppe Grillo – chiede a gran voce l’interruzione dei lavori. Per Matteo Renzi, l’Expo 2015 «deve diventare il fiore all’occhiello» di un’Italia di cui essere «orgogliosi».

A Milano cittadini, istituzioni e addetti ai lavori lo aspettavano da tempo. Ma la visita di Matteo Renzi, avvenuta all’indomani dell’arresto di sette persone, tra politici, imprenditori e manager, accusate di aver attribuito gli appalti dell’Expo 2015 in cambio di tangenti, è stata molto diversa da quella di aprile.

In quell’occasione il premier italiano aveva accuratamente evitato di rilasciare qualsiasi dichiarazione sull’Expo, dribblando i giornalisti.

Stavolta invece si è apertamente schierato a fianco dell’esposizione universale, un cantiere da 13 miliardi di euro, che potrebbe accogliere oltre 20 milioni di visitatori. «Lo Stato è più grande e forte dei ladri», ha dichiarato Matteo Renzi. Per arrivare pronti all’appuntamento, ha poi precisato, serve l’aiuto di tutti. Anche di quegli imprenditori che ha incontrato proprio nella sede della Camera di Commercio cittadina. «Chiedo una mano al tessuto produttivo milanese. Serve uno sforzo in più affinché cambi il clima nel nostro paese e torni la speranza».

Il governo italiano farà la sua parte, ha garantito Matteo Renzi. «Da qui al 2015, dovrà fare le riforme che servono per diventare un paese orgoglioso del passato e geloso del proprio futuro. L’Expo non va considerata come un fatto burocratico ma identitario».

Un impegno a parole, alle quali hanno fatto seguito i fatti. Il premier italiano ha affidato all’ex pubblico ministero Raffaele Cantone, nominato in marzo presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, il compito di ripulire il cantiere dell’Expo da questa nuova “tangentopoli”.

Grillo chiede lo stop dei lavori

La presa di posizione di Renzi ha incassato l’appoggio di quasi tutte le forze politiche italiane – incluse quelle di partiti come Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che in Parlamento non esitano ad opporsi al governo.

Ha fatto però eccezione il leader il Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, che forte dei sondaggi sulle elezioni europee che lo vedono in ascesa, ha chiesto alla magistratura l’interruzione dei lavori, «perché in ballo ci sono ancora 4-5 miliardi».

«Dobbiamo aprire gli occhi, l’Expo non è stata pensata per dare un’immagine dell’Italia al mondo. L’hanno fatta per riciclare denaro, è un’associazione a delinquere alla luce del sole», ha tuonato Grillo. E in piena campagna per le elezioni europee, non ha risparmiato critiche dirette nemmeno nei confronti di altri politici, invitando l’Autorità anticorruzione ad occuparsi a tempo pieno dei partiti, ad iniziare quello democratico, di cui Matteo Renzi è segretario.

Le indagini proseguono

Intanto sul fronte delle indagini, emergono nuovi particolari e altri casi di appalti truccati.

Expo Milano 2015

L’esposizione universale di Milano è in programma dal 1° maggio al 31 ottobre 2015.

Il tema di Expo 2015, “Nutrire il pianeta – Energia per la vita”, mira ad affrontare il problema della nutrizione per l’uomo, nel rispetto della Terra, da cui attinge le sue risorse.

I paesi partecipanti sono chiamati a presentare le loro competenze nei settori dell’agricoltura, della produzione industriale, del commercio di prodotti alimentari e della ricerca scientifica, in modo da trovare dei modelli per assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione sana, sufficiente e sostenibile.

All’esposizione universale sono attesi almeno 20 milioni di persone, di cui 5 milioni provenienti dall’estero.

Gli indagati avrebbero cercato di mettere le mani oltre che sugli appalti dei lavori della piastra - la grande area di oltre un milione di metri quadrati alla periferia Nord di Milano dove sorgerà il sito espositivo - anche sulla costruzione dei padiglioni degli Stati.

E soprattutto spuntano dettagli sul ruolo svolto dal manager Angelo Paris, già sostituito dai vertici dell'Expo da Marco Rettighieri ex direttore generale della Lyon-Turin Ferroviaire. Paris si dichiara estraneo ai fatti, ma le intercettazioni che lo coinvolgono non lasciano adito a molte interpretazioni: «Io vi faccio fare tutti i lavori che volete. Basta che mi facciate fare carriera».

Il 15 maggio la Procura regionale della Corte dei Conti per la Lombardia ha inoltre avviato un’indagine per accertare possibili profili di danno erariale nella gestione delle gare di appalto per l’Expo ed è stato istituito un pool di magistrati contabili guidato dal procuratore Antonio Caruso. L’obiettivo del governo è quello fare il possibile affinché Milano, e l’Italia, arrivino pronti all’appuntamento del 2015.

BIE e Svizzera: avanti a tutto Expo

A rassicurare e appoggiare i vertici dell’Expo nel seguito dei lavori, vi è anche Vicente Loscertales, segretario dell’Ufficio internazionale delle esposizioni (BIE).  

Nei giorni scorsi, durante la sua visita ai cantieri, il diplomatico spagnolo ha sottolineato che l’Expo sarà un successo. «L’Italia è il paese della creatività, del senso estetico e del bello. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia e sapevo fin dall’inizio che questa esposizione avrebbe avuto un cammino un po’ movimentato. Questo colpo ricevuto non deve però pregiudicare il buon lavoro svolto fino a qui».

Loscertales ha poi voluto rassicurare sull’impatto internazionale delle vicende giudiziarie: «Milano è una vetrina troppo importante e i Paesi aderenti mantengono inalterati i loro progetti e i loro investimenti».

Anche da parte Svizzera giungono voci rassicuranti. “Le autorità italiane hanno il controllo sui cantieri di Expo e le indagini e i numerosi controlli dimostrano la volontà di ridurre le infiltrazioni. La Svizzera segue con la massima attenzione gli sviluppi di questa indagine”, ha commentato a swissinfo.ch Andrea Arcidiacono di Presenza Svizzera.

Dopo il successo registrato durante la prima tappa del Giro del Gusto organizzata a Milano dal 30 aprile all’11 maggio, in cui il Villaggio svizzero nel parco Sempione ha accolto 60mila visitatori, a luglio cominceranno i lavori di costruzione di Confooderatio Helvetica, il padiglione svizzero tutto da mangiare che sorgerà proprio accanto a quello italiano.  

swissinfo.ch



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