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Si apre questa sera con l'ultimo film di Jonathan Demme "Dove eravamo rimasti", con protagonista Meryl Streep, il 68mo Festival del Film di Locarno, in programma fino al 15 agosto.

La città sulle rive del Lago Maggiore per dieci giorni si animerà di appassionati, ospiti, film, incontri e proposte. A caratterizzare questa edizione, numerose sezioni e ritorni importanti, come quelli di Hong Sangsoo, Zulawski e Iosseliani, e una retrospettiva dedicata a Sam Peckinpah. Una vera "casa delle immagini", come ha spiegato Carlo Chatrian, direttore artistico della kermesse.

"Il Festival sarà la casa delle immagini - ha detto Chatrian - Penso che oggi la figura della casa ritorni in modo forte. La casa al cinema è stata rappresentata in tanti modi, dall'epoca del Neorealismo all'epoca della Nouvelle Vague. Oggi mi sembra che la figura della casa ritorni riempita di un valore affettivo: mi vengono in mente tutte quelle persone che la casa non l'hanno più, o che la devono abbandonare. Ecco, il cinema è specchio del mondo e ci racconta le correnti di fondo che lo agitano".

Una delle sezioni storiche del Festival è quella dedicata ai Cineasti del presente, fucina del cinema del futuro. "I registi giovani che quest'anno arriveranno a Locarno ci raccontano il mondo in tutte le sue declinazioni - sottolinea il direttore artistico di Locarno 68 - In questa sezione ci sono film dal carattere più direttamente esistenziale, dei documentari che parlano delle tante tragedie che toccano il nostro fragile pianeta, e film che guardano al passato per farci capire il presente".

Focus estremamente attuale di questa edizione è quello organizzato per presentare e raccontare il cinema del Maghreb: "La sezione si chiama 'Open Doors' - spiega Chatrian - ed è un laboratorio di coproduzioni che esiste da una quindicina d'anni e quest'anno è appunto il Maghreb con progetti di film che arrivano dalla Tunisia, dal Marocco, dalla Libia e dall'Algeria. Ne abbiamo selezionati dodici".

"I registi e i produttori saranno a Locarno per incontrare altri registi e per far sì che i loro progetti di film vedano la luce - continua il direttore artistico - Ci sarà modo di parlare anche delle cosiddette primavere arabe che hanno sconvolto la realtà sociale e politica di quelle nazioni, e che hanno avuto anche nel cinema un potente catalizzatore di emozioni e di racconti. Sarà una bella occasione per esplorare questa regione" conclude Chatrian.

sda-ats

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