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Ambasciatore svizzero in Brasile


«Le Olimpiadi saranno una boccata di ossigeno per il popolo brasiliano»


Di Alexander Thoele, Brasília


André Regli è ambasciatore della Svizzera in Brasile dal 2013. (swissando.com.br/)

André Regli è ambasciatore della Svizzera in Brasile dal 2013.

(swissando.com.br/)

Così come per i Campionati del mondo di calcio, anche i Giochi olimpici in Brasile saranno un successo. È l’opinione di André Regli, ambasciatore svizzero in Brasile. Nell’intervista a swissinfo.ch, il diplomatico si esprime sulla crisi politica ed economica nel paese e spiega quello che manca al mercato brasiliano per diventare più interessante agli occhi degli investitori svizzeri.

swissinfo.ch: Come vede l’attuale crisi politica in Brasile?

André Regli: È senza dubbio la peggior crisi degli ultimi vent’anni. È una crisi politica molto grave sullo sfondo di una profonda crisi economica.

swissinfo.ch: La Svizzera è preoccupata della situazione nel paese?

Biografia

André Regli, 58 anni, è nato ad Altdorf, nel canton Uri.

Ha studiato diritto all’Università di Friburgo.

È ambasciatore della Svizzera in Brasile dal settembre 2013.

In precedenza ha rappresentato la Confederazione in Cile e in Repubblica ceca.

A. R.: Siamo degli osservatori attenti. E siamo pure degli osservatori preoccupati siccome il Brasile è un partner molto importante per la Svizzera. È di gran lunga quello più importante in America latina per ciò che riguarda il commercio e gli investimenti. La Svizzera fa parte dei dieci principali investitori in Brasile.

Dal 2008 intratteniamo un partenariato strategico con il quale lanciamo numerosi dialoghi: politico, con diversi incontri all’anno, economico e finanziario. C’è anche un dialogo nei settori della scienza e della tecnologia. Negli ultimi cinque o sei anni le relazioni tra il Brasile e la Svizzera si sono fortemente intensificate. È per questa ragione che la Svizzera ha interesse che il Brasile recuperi il più velocemente possibile.

swissinfo.ch: Quando ha definito la sua strategia con i paesi BRICS, la Svizzera puntava sulle buone prospettive economiche del Brasile. Oggi il paese sta vivendo una delle peggiori recessioni della sua storia. Cosa non ha funzionato?

A. R.: Secondo me si è trattato di una crisi annunciata. La causa sta nella fine del ciclo delle materie prime provocata dal rallentamento della crescita in Cina. Ne è conseguito un forte calo dei redditi. Il deficit pubblico è fortemente aumentato, così come l’inflazione e la disoccupazione.

swissinfo.ch: Con tutti questi problemi, il Brasile ha smesso di essere interessante per gli investimenti svizzeri? Le cifre ufficiali mostrano che la Svizzera è passata dal 4° all’8° rango dei principali investitori in Brasile…

A. R.: Non sono d’accordo. Ho parlato con numerosi imprenditori svizzeri. Ancora ieri ho mangiato con il presidente di Novartis. Tutte le grandi aziende svizzere sono in Brasile già da parecchio tempo. Ciò mostra che sono presenti a lungo termine. Non è perché c’è una crisi che se ne andranno.

Agli imprenditori interessati a venire in Brasile ho sempre detto che non è un paese per principianti in cui si guadagnano soldi facili. Bisogna stabilirsi e investire a lungo termine. Gli investitori svizzeri la pensano allo stesso modo. È logico che ci siano delle aziende che soffrono a causa di questa crisi. Ma altre ne traggono profitto visto che il real è molto basso. Vengono e investono in modo anticiclico, acquistando delle imprese brasiliane per mettere un piede in questo mercato.

swissinfo.ch: Può fare alcuni esempi di nuovi investimenti svizzeri?

A. R.: Emmi [prodotti lattieri] ha acquistato un’azienda brasiliana. Hero [alimentazione] ha fatto lo stesso. L’aeroporto di Zurigo, già presente, intende aumentare la sua partecipazione negli aeroporti brasiliani. Lindt & Sprüngli [cioccolato] è un nuovo arrivato che ha investito molto nel corso degli ultimi due anni.

swissinfo.ch: Quali sono le difficoltà incontrate da investitori e imprese svizzeri in Brasile?

A. R.: Come sempre, la burocrazia. L’eventuale nuovo governo dovrà lavorare su questo aspetto. L’importazione di prodotti farmaceutici, ad esempio, è un grande problema: lavorare con l’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria è molto complicato. Ciò è dovuto in gran parte alla mancanza di personale qualificato. Penso che questo aumenti di molto i costi. Praticamente tutti gli investitori svizzeri mi dicono che è molto difficile trovare manodopera qualificata.

swissinfo.ch: Pensa che l'atmosfera delle Olimpiadi verrà contaminato dalla crisi?

A. R.: Nelle settimane prima dell’apertura non abbiamo percepito alcun entusiasmo, soprattutto qui a Brasilia. Di recente, tutti gli edifici ufficiali del paese sono stati illuminati con i colori giallo e verde. Credo che l'atmosfera migliorerà poco a poco. Tre settimane prima della Coppa del mondo di calcio non c’era ancora entusiasmo. Poi però le cose sono cambiate. Penso anche che le Olimpiadi saranno una boccata di ossigeno per il popolo brasiliano in questa situazione economica difficile.

swissinfo.ch: Un successo dei Giochi olimpici in Brasile potrebbe rappresentare un argomento per convincere gli elettori svizzeri ad accettare le Olimpiadi invernali?

A. R.: Ogni paese trae beneficio da questi grandi avvenimenti. Lo stesso varrà per Rio de Janeiro, visto che nel mondo verranno trasmesse immagini meravigliose. I Giochi sono una fantastica piattaforma per mostrare che val la pena visitare il paese.

Un evento di questo genere potrebbe aiutare la Svizzera a migliorare le sue infrastrutture, principalmente nel settore dei trasporti pubblici. Sono convinto che saremmo capaci di organizzare delle Olimpiadi sostenibili come ha fatto, ad esempio, la Norvegia.

swissinfo.ch: Tra il 2014 e il 2016, la Svizzera porta avanti una campagna per rafforzare la sua immagine in Brasile, persino sostenendo il carnevale. Quali sono i risultati finora?

A. R.: Lo sapremo con precisione fra due anni, al termine di un sondaggio di opinione. Un’inchiesta precedente aveva mostrato che il 56% delle persone interrogate non conosceva la Svizzera. Vogliamo approfittare di questi due grandi avvenimenti sportivi - il Mondiale di calcio e le Olimpiadi - per guadagnare visibilità.

I risultati sono stati buoni durante la Coppa del mondo. La Casa svizzera è stata eletta la miglior “public viewing” di Rio de Janeiro. Penso che la Casa svizzera 2 avrà un successo ancora maggiore durante i Giochi poiché avremo delle attrazioni che piacciono ai brasiliani.

Tra questi due avvenimenti sportivi abbiamo anche fatto il carnevale. Tra l’altro, organizziamo più di venti eventi in altri luoghi per mostrare che la Svizzera è anche un paese innovativo, di scienza e di tecnologia, come pure un paese umanitario. Credo che ciò avrà un effetto.

Relazioni bilaterali

Con il 14% delle importazioni e il 33% delle esportazioni della Svizzera in America latina, il Brasile è il partner commerciale più importante della Confederazione in questa regione del mondo (davanti al Messico e all’Argentina).

In seguito alla crisi finanziaria ed economica, il commercio del Brasile è calato drasticamente nel 2009. Dopo un recupero l’anno successivo, il commercio bilaterale ha continuato la sua flessione. Una delle cause è la riduzione del prezzo delle materie prime sul mercato mondiale.

Esportazioni svizzere verso il Brasile (2015): prodotti farmaceutici, vitamine, prodotti chimici, macchine, apparecchi elettronici, strumenti di precisione, orologi e gioielli. Valore: 2,05 miliardi di franchi (-1,4% rispetto al 2014).

Importazioni (2015): pietre e metalli preziosi, prodotti agricoli, pesce, metalli e combustibili. Valore: 1,43 miliardi (-10,7%).

Investimenti svizzeri in Brasile: 13,6 miliardi di franchi (fine 2014).

Investimenti brasiliani in Svizzera: 157 milioni di franchi.


Traduzione di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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