A circa dieci giorni dalle elezioni federali, i Verdi sono sempre davanti al PPD, ma di soli 0,1 punti percentuali. Secondo quanto emerge dal quarto barometro elettorale dell'anno della SSR.

Si profila dunque un testa a testa tra la formazione ecologista e i popolari-democratici per assicurarsi il ruolo di quarta forza politica a livello nazionale.

L'onda verde non sembra comunque aver perso vigore durante le ultime settimane. Anzi, stando alle più recenti intenzioni di voto pubblicate oggi, il partito è in ulteriore crescita di consensi e otterrebbe il miglior risultato della sua storia, incamerando il 10,7% delle preferenze. Si tratta di oltre un punto percentuale in più rispetto al massimo raggiunto alle urne nel 2007 (9,6%), e di 0,2 punti percentuali in più rispetto al rilevamento di un mese fa.

I Verdi guadagnerebbero 3,6 punti in confronto a quattro anni fa. Sembra quindi possibile che siano in grado di scavalcare il PPD, che al contrario è ancora in frenata. I popolari-democratici, dati in calo dall'11,6% al 10,6%, sono comunque in leggero rialzo rispetto al precedente barometro elettorale (+0,4 punti).

Va tuttavia ricordato che queste cifre si riferiscono alle elezioni per il Consiglio nazionale. Agli Stati invece, grazie alle sue roccaforti a livello cantonale, il PPD, al contrario dei Verdi, dovrebbe continuare ad avere un peso importante.

Bene pure Verdi liberali, male PLR

Continuano nel loro slancio anche i Verdi liberali, che passerebbero dal 4,6% di quattro anni fa al 7,3%. Se si sommassero ipoteticamente i voti dei due partiti di estrazione ambientalista, che comunque mantengono ovviamente posizioni divergenti su molti aspetti, si otterrebbe una quota ben superiore a quella del PLR. In casa liberale-radicale la situazione è peggiorata nelle ultime settimane (15,2%, -1,2 punti rispetto a quattro anni fa), senza alcuna minaccia seria alle spalle ma senza neppure la possibilità reale di impensierire il PS. Per i socialisti (18,2%, -0,6 punti), i cambiamenti in paragone alle federali del 2015 si annunciano minimi.

Davanti a tutti resta ovviamente l'UDC, pur se in perdita di velocità rispetto alla storica vittoria di quattro anni fa, quando ottenne il 29,4% dei consensi. Il rallentamento è ora stimato dalla SSR in 2,1 punti percentuali al 27,3%, un dato simile a quello del 2011, ma leggermente superiore a quello di un mese fa (26,8).

Se l'UDC non è in piena forma, è sempre allarme in seno al PBD. Il declino di quest'ultimo schieramento sembra confermarsi, tanto che i borghesi-democratici attualmente sono al 2,8%, contro il 4,1% delle ultime federali. In poche parole, stanno perdendo quasi un terzo del loro elettorato. Dal canto suo, il Partito evangelico perde 0,1 punti e si attesta all'1,8%.

il sondaggio, condotto online tra il 26 settembre e il 2 ottobre, ha coinvolto 12'107 elettori. il margine di errore è di 1,4 punti percentuali.

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