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Borsa svizzera chiude in forte calo, SMI -2,85%

Giornata nera per la Borsa svizzera sulla scia del crollo di Wall Street ieri sera e dei mercati asiatici stamattina. L'SMI ha chiuso con una contrazione del 2,85% a 8'639.19 punti, l'SPI del 2,64% a 10'201.83 punti, entrambi vicini ai minimi di giornata.

Tutto ciò in seguito ai timori legati a un aumento dei tassi d'interesse più forte delle attese negli Stati Uniti e agli effetti sulla congiuntura del perdurare della disputa commerciale tra USA e Cina. Ma la lista delle preoccupazioni è lunga: si possono citare anche il debito italiano, l'aumento delle misure protezionistiche, il rallentamento della crescita in Cina, la Brexit o le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Nulla di nuovo, ma a peggiorare la situazione sono state le parole del presidente americano Donald Trump, in disaccordo con la politica di rialzi graduali dei tassi da parte della Federal Reserve, il quale ha sostenuto ieri che la banca centrale statunitense "è impazzita".

Tra le blue chip elvetiche, tutte negative eccetto Sika (+0,08% a 127.70 franchi), fortemente penalizzati i bancari, con Julius Bär che ha perso il 3,71% a 45.20 franchi, UBS il 3,55% a 14.13 franchi e Credit Suisse il 3,32% a 13.38 franchi. Pesanti pure gli assicurativi, con Zurich scesa del 3,77% a 301.20 franchi, Swiss Life del 2,99% a 360.70 franchi e Swiss Re del 2,62% a 88.50 franchi.

Sotto forte pressione anche i pesi massimi difensivi: Roche ha ceduto il 3,75% a 234.75 franchi, Novartis il 3,61% a 81.46 franchi e Nestlé il 2,53% a 78.70 franchi. Ha lasciato sul terreno oltre due punti percentuali pure Adecco (-2,35% a 48.68 franchi).

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