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Potrebbe avere ormai i giorni contati la carriera politica dell'ex presidente dei deputati brasiliani, Eduardo Cunha, arcirivale dell'ex presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, della quale a suo tempo aveva autorizzato il procedimento di impeachment.

Lunedì prossimo una sessione plenaria della Camera deciderà se far decadere o meno il mandato parlamentare di Cunha, alleato di partito del capo di Stato, Michel Temer, e finora considerato uno dei politici più spregiudicati e influenti del Paese sudamericano.

La maggioranza assoluta degli onorevoli (sono necessari almeno 257 voti) si è già dichiarata favorevole all'allontanamento definitivo dell'ex speaker, che a luglio aveva rassegnato le dimissioni proprio con l'obiettivo di salvare almeno il mandato parlamentare.

Il politico è accusato di aver mentito alla Commissione parlamentare d'inchiesta sullo scandalo Petrobras, affermando di non possedere conti bancari all'estero.

La perdita del suo mandato - secondo alcuni analisti - sarebbe la logica conclusione della grave crisi istituzionale provocata dallo stesso Cunha a seguito del suo sì alla messa in stato di accusa di Rousseff.

sda-ats

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