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Il consigliere federale Didier Burkhalter è giunto oggi a Tunisi, dove ha avuto colloqui col presidente tunisino Beji Caid Essebsi e il ministro degli esteri Khemaies Jhinaoui.

Insieme a quest'ultimo, Burkhalter ha firmato un documento che rafforza il sostegno della Confederazione nella transizione democratica del Paese nordafricano.

Presente in Tunisia dal 2011, la Svizzera continuerà a sostenerla attraverso un programma per gli anni 2017-2020 che sta per essere adottato, indica una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Burkhalter ha ribadito i legami d'amicizia che uniscono i due Stati, mettendo l'accento sull'impegno della Confederazione nei confronti delle nuove generazioni e delle regioni più svantaggiate. "Appoggiare la creazione di posti di lavoro per i giovani tunisini è anche nell'interesse della Svizzera", ha detto il capo del DFAE.

La politica migratoria e la prevenzione dell'estremismo violento sono stati altri temi al centro delle discussioni. Inoltre, la visita ha permesso di fare il punto sulla restituzione dei beni illeciti del regime dell'ex presidente Ben Ali: 60 milioni di franchi sono bloccati nella Confederazione. Burkhalter ha affermato che la Svizzera aspettava la fine dei procedimenti giudiziari in Tunisia contro le persone responsabili dell'appropriazione di fondi.

sda-ats

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