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Campionati del mondo


La Svizzera ritrova il suo Messi per affrontare l’Argentina




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Shaqiri (Daniel Christen/EQ Images)

La seconda rete segnata da Xherdan Shaqiri, autore di una tripletta contro l'Honduras

(Daniel Christen/EQ Images)

“Shaqiri salva la Svizzera”, “Shaqiri libera la Svizzera”: la stampa elvetica esalta l’attaccante che, con le sue tre reti contro l’Honduras, permette alla nazionale di accedere agli ottavi di finale contro l’Argentina. I commentatori tessono anche le lodi dell’allenatore Ottmar Hitzfeld.

 “Il re della giungla”, “il nostro Messi”: il Blick si entusiasma per la prestazione di Xherdan Shaqiri, autore delle tre reti segnate dalla Svizzera contro l’Honduras, mercoledì a Manaus. “Shaqiri è il nostro uomo per i momenti eccezionali”. Grazie a lui, la Svizzera “ha potuto raggiungere in modo sovrano il suo traguardo minimo. Quattro anni fa, la nazionale era inciampata sull’ostacolo dell’Honduras. Ora questo ostacolo è stato invece sormontato con piede leggero”.

“Le pressioni erano enormi, le premesse e le condizioni difficili. Ma, dopo la disfatta contro la Francia, gli svizzeri si sono ripresi. Hanno superato brillantemente questa prova di carattere, questo esame di maturità”, loda ancora il giornale svizzero-tedesco. La selezione elvetica “ha dimostrato di aver classe e sostanza. Di essere una squadra in grado di profilarsi a livello mondiale”. 

Il Blick rende omaggio anche al lavoro dell’allenatore Ottmar Hitzfeld, che lascerà il suo incarico dopo questi campionati del mondo in Brasile. “Ancora una volta ha mostrato di aver un buon fiuto e ha saputo scegliere la tattica giusta. La volpe riesce così ad addolcire da solo la fine della sua carriera”. 

Il viaggio prosegue 

“Prova superata”, costatano soddisfatti anche il Tages-Anzeiger e il Bund nel loro commento comune. “Il viaggio dei giocatori svizzeri continua, così come volevano e come avevano promesso di fare. São Paolo sarà la prossima destinazione. Ottavi di finale martedì contro Messi, scusate, contro l’Argentina”.

“I primi dieci giorni a questi mondiali sono stati una dura lotta, tra sofferenza e speranza, una prova per i nervi fino all’ultimo momento. Nei primi due incontri, gli svizzeri hanno commesso troppi sbagli, sia dal profilo del gioco che da quello tattico, per poter giustificare rapidamente il loro diritto ad un posto negli ottavi di finale”, rilevano i due quotidiani. “Ma ora hanno superato il peggio. A partire da questo momento possono giocare più leggeri, la pressione pesa sulle spalle degli avversari, come ha detto Ottmar Hitzfeld”. 

I due giornali tracciano già un bilancio dell’era dell’allenatore della selezione svizzera, che lascerà il suo incarico dopo questi mondiali. “Hitzfeld ha avuto tre anni e mezzo di tempo per costruire questa squadra secondo i suoi desideri. I risultati parlano per lui, visto che, in 30 partite sotto la sua guida, la Svizzera ha perso solo 4 volte. Ma le esibizioni della nazionale hanno suscitato delle riserve, poiché non hanno mai entusiasmato veramente, salvo nelle partite amichevoli contro la Germania e il Brasile”. 

Realismo prudente 

“Superando l’ostacolo Honduras, Ottmar Hitzfeld si è già ora offerto un’uscita serena. Anche se la Svizzera dovesse piegarsi di fronte all’Argentina di Messi martedì prossimo, nessuno lo farà pesare al selezionatore tedesco. Il pedigree dell’avversario lo proibisce”, afferma La Liberté. “Hitzfeld aveva come missione di far durare il piacere della Svizzera oltre il primo turno dei campionati del mondo. E vi è riuscito”. 

“La sua ossessione per il dettaglio e il suo realismo prudente offrono alla nazionale un ottavo di finale di prestigio contro l’Argentina, se non di più. Prima della partenza dei giocatori dall’aeroporto di Kloten, tutti avrebbero firmato per un simile scenario”, aggiunge il giornale friburghese, sottolineando però come “sotto la vernice contabile, questa selezione, considerata la più dotata mai messa in campo finora dalla Svizzera, non sia mai riuscita a mostrare tutte le sue capacità”. 

Verso una vera dimensione 

“Avanti dunque”, scrive il Corriere del Ticino. “È già il momento di dimenticare l’umiliazione subita dai francesi per abbracciare un’inebriante felicità che ci fa gridare al mondo il nostro orgoglio di poter continuare il cammino in questa Coppa del mondo, mentre tanta aristocrazia del calcio – Spagna, Inghilterra e Italia i nomi eccellenti dei naufraghi – ha già fatto le valigie per tornare a casa”.

“Diamo atto a Ottmar Hitzfeld di aver azzeccato ancora una volta, come contro l’Ecuador al debutto, le mosse vincenti, e a qualche stella della nostra squadra di essersi spogliata di un briciolo di supponenza, rivestendo la tuta da operaio che meglio si adatta al nostro patrimonio genetico”, rileva il giornale ticinese, secondo il quale, anche se “alla fine i conti fortunatamente tornano”, il passaggio di turno ancora “non consente di assegnare ai nostri la patente di eroi nazionali”. 

Gruppo E

Risultati di mercoledì 25 giugno:

Svizzera – Honduras 3:0

Francia – Ecuador 0:0

Classifica finale:

Francia 7 punti

Svizzera 6

Ecuador 4

Honduras 0

È però possibile, prosegue il Corriere del Ticino che “questa vittoria, e la maniera in cui è maturata, possa rinsaldare ulteriormente i rapporti all’interno di un gruppo che si è dimostrato forte, riuscendo a sopravvivere alla tempesta di una battuta d’arresto di ampie proporzioni che avrebbe invece potuto produrre sfracelli. Liberata dal peso di dover raggiungere un obiettivo sbandierato ai quattro venti, la Svizzera adesso può davvero trovare la sua nuova, vera dimensione”. 

Appuntamento con la storia 

“La torrida notte di Manaus celebra la samba rossocrociata in versione amazzonica, in attesa del tango in casa Messi. Più forti delle proibitive condizioni climatiche, in palla quanto basta per venire a capo di un compito affatto proibitivo. Sfruttando finalmente la vena di Shaqiri, assurto da protagonista mancato a Messi rossocrociato, forse proprio perché stimolato dall’avvicinarsi della sida con la Pulce argentina”, s’infiamma La Regione

“È un primo passo, un atto dovuto. Di una squadra degna del Mondiale conquistato con una certa baldanza e uscita dal luogo comune della piccola Svizzera che è già bello che partecipa. Sottrattasi in tempo utile al profilo basso che ci avrebbe fatto ripiombare indietro nel tempo, dopo aver faticato tanto per allinearci al mondo che avanza”, aggiunge il giornale ticinese. 

“L’ha fatta crescere, Hitzfeld. Le ha conferito un’identità e una credibilità che torneranno utili al suo successore Vlado Petkovic ma che intanto si gode ancora lui. Mancava il grande risultato, a bilancio. I giocatori gliel’hanno regalato in quella che avrebbe potuto essere la sua ultima partita. Se ne godrà un’altra, invece. A cuor leggero, con l’obiettivo minimo raggiunto e la voglia di provare a stupire. Con la storia a tiro.”

swissinfo.ch

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