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Candidati al Consiglio federale “Ciò non dovrebbe succedere a un professionista”

Ritratto Pierre Maudet, Ignazio Cassis, Isabelle Moret

I tre candidati al Consiglio federale: Pierre Maudet, Ignazio Cassis e Isabelle Moret (da sinistra a destra).

(Keystone)

Chi sarà eletto in settembre nel governo svizzero, per sostituire il ministro dimissionario Didier Burkhalter? Attualmente sono in lizza due candidati e una candidata del Partito liberale radicale (PLR). “Per loro si tratta ora di non far più nessuno sbaglio”, rileva il politologo Marc Balsiger.   

Dopo le scelte adottate dalle sezioni cantonali del PLR, la corsa finale per staccare un seggio nell’esecutivo federale dovrebbe giocarsi tra questi tre candidati: 

Isabelle Moret: La consigliera nazionale vodese figura dal 2006 nella Camera del popolo. La 46enne giurista ha già fatto parte per sette anni del parlamento cantonale vodese. Rappresentante del suo partito nella Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, Isabelle Moret parla, oltre al francese, anche tedesco e italiano. 

Ignazio Cassis: Il 56enne consigliere nazionale ticinese ha studiato medicina e figura dal 2007 in Parlamento. Il presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale padroneggia il tedesco e il francese, oltre alla lingua materna italiana. I suoi legami con le assicurazioni sanitarie – è tra l’altro presidente dell’associazione Curafutura – gli hanno attirato delle critiche nelle ultime settimane. 

Pierre Maudet: Il 39enne consigliere di Stato ginevrino ha bruciato le tappe nella sua carriera politica. A 21 anni è entrato nel parlamento della città di Ginevra e a 29 anni è già stato eletto nell’esecutivo municipale. Dal 2012 fa parte del governo cantonale. 

Già ancora prima dell’annuncio della loro candidatura, questi tre rappresentanti del PLR si trovano sotto i riflettori dei media. Di quali aspetti devono ora tener conto per aumentare le loro chance di successo nella corsa finale per il seggio vacante. Il giornalista della televisione svizzero-tedesca SRF Sven Epiney ha girato alcune domande allo specialista di campagne elettorali Marc Balsiger.

Mark Balsiger, specialista di campagne elettorali.

(zvg)

SRF: Un candidato a una poltrona governativa dovrebbe far ricorso alla consulenza di un coach o di un esperto di relazioni pubbliche? 

Marc Balsiger: Probabilmente è ancora più importante rivolgersi a un collega di partito di grande esperienza e di cui ci si può fidare. Le campagne per le elezioni in governo sono spesso caratterizzate da molte menzogne. 

SRF: Alcuni papabili si trovano già da settimane sotto i riflettori. Hanno già commesso degli errori? 

M.B.: Negli ultimi giorni sono emersi degli sbagli piuttosto grandi. Ignazio Cassis si è espresso in modo poco abile sulle candidature femminili, affermando che si sentirebbe a disagio se questo fosse l’unico criterio di scelta. Ciò non dovrebbe succedere a un professionista. Sul Tages-Anzeiger e il Bund si è letto che Isabelle Moret è entrata a far parte di un gruppo di lobby per l’industria dell’armamento, affermando di aver voluto soltanto raccogliervi delle informazioni. Una cosa poco chiara. 

SRF: Sarebbero opportuni dei corsi di retorica per affrontare le apparizioni pubbliche? 

M.B.: È importante che i candidati mostrino sicurezza nelle loro apparizioni. Alcuni di loro hanno già seguito da tempo corsi di questo tipo. Sia Isabelle Moret che Ignazio Cassis figurano già da oltre 10 anni nel Parlamento svizzero. 

SRF: I consiglieri federali non vengono eletti dal popolo, ma dal Parlamento. Cosa possono fare per piazzarsi in buona posizione? 

M.B.: I candidati vengono scelti dai 246 parlamentari. È quindi un vantaggio essere ben radicati in Parlamento, farsi conoscere come partner affidabili e non aver calpestato i piedi di troppi colleghi.



Traduzione di Armando Mombelli

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