L'età minima per guardare un film o acquistare un videogioco va uniformata a livello nazionale. È quanto prevede una nuova legge in materia inviata oggi in consultazione dal Consiglio federale fino al 24 giugno.

Lo scopo è di meglio proteggere i minorenni dai contenuti mediali inadeguati. Attualmente non esistono norme federali in materia. La competenza di legiferare spetta pertanto ai Cantoni. Per quel che concerne i film - proiezioni cinematografiche, acquisto di DVD e Blu-ray - esiste una Commissione svizzera del film e della tutela dei giovani che formula raccomandazioni in merito all'età minima. Se praticamente tutti i Cantoni vi hanno aderito (solo Ticino e Zurigo non lo hanno fatto), soltanto i due Basilea, Neuchâtel, Vaud e Vallese hanno disposizioni legali in materia.

Nei videogiochi si è assistito a una autoregolamentazione a livello europeo tramite il sistema PEGI. Esso indica l'età a partire dalla quale un videogame è adeguato. Attualmente oltre il 90% dei giochi è venduto con l'etichetta PEGI. Tuttavia, anche qui sono solo i due Basilea, Neuchâtel, Vaud e Vallese ad aver emanato disposizioni legali. Insomma, le regolamentazioni in materia di protezione dei minori per film e videogiochi sono in Svizzera molto frammentarie e eterogenee. Presentano anche diverse lacune e carenze a livello normativo nonché problemi sul piano esecutivo, sottolinea il governo. Da qui la necessità di agire a livello federale. L'obiettivo, afferma il governo, è "proteggere i minorenni da rappresentazioni di cruda violenza o di natura sessuale e da altri contenuti inadeguati, che potrebbero nuocere al loro sviluppo".

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