Coinvolgere ancora di più il popolo in politica estera, rafforzando in questo modo la legittimità democratica del diritto internazionale.

È l'obiettivo che si prefigge il Consiglio federale nel suo messaggio alle Camere adottato oggi in cui propone l'introduzione del referendum obbligatorio per quei trattati internazionali i quali, per importanza, si trovano allo stesso livello della Costituzione federale. Per l'esecutivo, la modifica costituzionale (all'articolo 140, "Referendum obbligatorio") comporterà un limitato incremento degli oggetti in votazione.

Il progetto governativo realizza diversi interventi parlamentari sul tema adottati negli scorsi anni. Una chiara maggioranza dei partecipanti alla consultazione, precisa una nota odierna dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), si è espressa a favore del disegno di legge.

Attualmente sono sottoposti a referendum facoltativo i trattati internazionali di durata indeterminata e non denunciabili, quelli che prevedono l'adesione a un'organizzazione internazionale, oppure che includono disposizioni importanti che contengono norme di diritto o per l'attuazione dei quali è necessaria l'emanazione di leggi federali. Sottostanno a referendum obbligatorio, invece, l'adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva, come la Nato, o a comunità sovranazionali, vedi l'Ue.

Per l'esecutivo, il progetto non crea un nuovo diritto di referendum: è infatti opinione diffusa che il referendum obbligatorio per trattati internazionali a carattere costituzionale faccia già oggi parte del diritto costituzionale non scritto (referendum obbligatorio sui generis).

Secondo il Consiglio federale, però, concretizzare la nozione di "carattere costituzionale" mediante un elenco esemplificativo nella Costituzione ne migliorerebbe l'applicazione pratica, creando maggiore certezza del diritto.

Stando al progetto, sottostanno al voto di popolo e cantoni, i trattati internazionali che contengono disposizioni riguardanti il catalogo dei diritti fondamentali, di cittadinanza e i diritti politici, il rapporto tra Confederazione e Cantoni e le competenze della Confederazione, le linee fondamentali dell'organizzazione e della procedura delle autorità federali.

Non è la prima volta che il Governo si occupa di questo argomento. Nel 2010, presentando il controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Accordi internazionali: decida il popolo!", il Consiglio federale aveva proposto di sottoporre obbligatoriamente al popolo, mediante una modifica costituzionale, i trattati internazionali che contenevano disposizioni "che richiedono o equivalgono a una modifica della Costituzione federale". Il Parlamento aveva però respinto questa soluzione.

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