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Conferenza internazionale sul clima COP23: giovani e clima, cronaca di una serata animata

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punto di vista

di Gaëlle Talandier, Marine Decrey e Sandro Benz, membri della delegazione di Swiss Youth for Climate alla COP23

L’altro giorno sono stata invitata da un’amica d’infanzia, Julie, al compleanno del suo ragazzo, Guillaume. Sarebbero stati presenti tutti gli amici di Guillaume e mi spaventava un po’ l’idea di incontrare quelle persone gioviali e simpatiche, ma ferventi sostenitrici dell’automobile in quanto simbolo della loro libertà individuale. Io che mi sento libera con l’autobus, senza i problemi di parcheggio e senza lo stress del traffico, mi chiedevo come avrei potuto trascorrere una buona serata con quel gruppo. Ma Julie ha insistito perché partecipassi e così, per amicizia, ho ceduto.

Alle 20 e 17 avevo superato con successo la fase delle presentazioni e dei primi scambi cordiali. Un paio di bicchieri avevano contribuito a facilitare le discussioni. È a quel punto che Guillaume, pieno di buona volontà, ha iniziato a fare domande sulle mie attività:

Ho visto su Facebook che andrai alla COP23. Ma pensavo che la COP21 avesse già risolto la questione del cambiamento climatico. Perché c’è bisogno di una COP23?

- C’è una COP [Conferenza delle Parti] ogni anno dal 1995. Questa è la 23°. È vero: la COP21 ha permesso di adottare l’Accordo di Parigi, ma bisogna ancora fissare le regole per la sua messa in atto. Ora si deve passare dalla strategia alle azioni concrete. È questo lo scopo della COP23.

Ok, d’accordo. Ma tu, quale credibilità hai per parteciparvi? Voglio dire, non sei mica una diplomatica!

Swiss Youth for Climate

Fondata nel 2015, è un’organizzazione senza scopo di lucro politicamente neutrale che ha come obiettivo principale quello di dare voce alla gioventù nel dibattito politico sul cambiamento climatico.

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- E in effetti ci vado con un’associazione, Swiss Youth for Climate, e il nostro obiettivo è di portare la voce dei giovani sulla questione del cambiamento climatico. I giovani rappresentano il 50% della popolazione mondiale. La nostra generazione è la prima a subire le conseguenze del cambiamento climatico e l’ultima a poter agire. È dunque estremamente importante essere presenti. D’altronde, alcune tematiche quali l’educazione e la sensibilizzazione al cambiamento climatico sono nell’agenda dei negoziati della COP23. Si tratta di temi che toccano da vicino la nostra generazione.

- Certo, ma se siamo l’ultima generazione a poter agire, perché ostinarsi? Personalmente, se mi annunciassero che ho un tumore e che mi rimangono soltanto sei mesi di vita, approfitterei della vita invece di rimanere nella mia camera di ospedale!

- Non puoi paragonare il cambiamento climatico a un tumore incurabile. Ed è un po’ egoista pensare in questo modo. Se oggi consumi più risorse naturali di quelle che la natura può produrre, crei una disuguaglianza tra le generazioni attuali e quelle future, visto che subiranno le conseguenze di tale consumo eccessivo. E questo mentre esistono delle soluzioni che permettono a tutte le generazioni, a quelle di oggi come a quelle di domani, di vivere bene e con il minor impatto possibile sull’ambiente. Tenere conto di tutto questo si chiama equità intergenerazionale.

- Ah, d’accordo. Il cambiamento climatico è quindi una sorta di grave influenza, giusto? E la COP23 sarebbe il rimedio miracoloso?

- Non credo che sarà un rimedio miracoloso, ma farà forse abbassare un po’ la febbre. Sai, la COP non è soltanto un’occasione per discutere delle riduzioni delle emissioni di CO2, ma affronta anche una serie di tematiche legate al cambiamento climatico. Si parla della situazione delle donne, dei popoli indigeni, di salute, della relazione tra paesi ricchi e poveri, di giustizia climatica e ovviamente pure di finanziamento. Tutto questo richiederà evidentemente del tempo e bisognerà trovare dei compromessi. Ma ne vale la pena, non credi?

Hai davvero una risposta a tutto. Ma sinceramente, pensi davvero di poter salvare il pianeta?

- Non so se da sola riuscirò a salvare il pianeta. Ma agendo al mio livello, e se tutte le persone presenti questa sera faranno lo stesso, ci possiamo senza dubbio riuscire!

Conclusione: il cambiamento climatico riguarda tutti noi e le soluzioni per affrontarlo sono molteplici. In seno a Swiss Youth for ClimateLink esterno contribuiamo a mostrare che queste soluzioni sono anche un’opportunità per creare una società più equa e resiliente. Lanciamo però anche un appello alle nostre istituzioni: siate ambiziose e offrite ai giovani un posto al vostro fianco per costruire il mondo di domani.

Le opinioni espresse sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.

COP23

La 23° conferenza sul clima (COP23Link esterno) si tiene a Bonn dal 6 al 17 novembre 2017. Il suo obiettivo è di progredire nell’elaborazione delle regole di applicazione dell’Accordo di Parigi sul clima, in vista di una sua adozione nel 2018. L’accordo internazionale mira a limitare il riscaldamento del pianeta a meno di 2°C rispetto ai valori preindustriali.

La Svizzera sosterrà in particolare «un rafforzamento dei meccanismi di mercato e lo sviluppo di approcci settoriali, segnatamente per l’agricoltura, l’aviazione e i trasporti marittimi», indica l’Ufficio federale per l’ambienteLink esterno.

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