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Confine sotto pressione


Migrazione: situazione sempre più critica alla frontiera sud


Di Daniele Mariani e RSI (TG del 8.8.2015)


La stazione di Como il 5 agosto 2016. (Keystone)

La stazione di Como il 5 agosto 2016.

(Keystone)

Sono ormai quasi mezzo migliaio i migranti accampati nei pressi della stazione di Como. Negli ultimi giorni le guardie di confine elvetiche hanno riconsegnato alle autorità italiane oltre mille persone, un numero record.

Nei primi sette giorni di agosto sono stati registrati in Ticino 1'681 ingressi illegali, 300 in più rispetto alla settimana precedente, stando a quanto reso noto dalle guardie di confine svizzere. E si moltiplicano pure le riammissioni in Italia: 1'275 persone sono infatti state riconsegnate alle autorità della Penisola.

Molte di loro vorrebbero solo transitare in Svizzera per raggiungere il Nord Europa, senza chiedere asilo nella Confederazione. Da più parti giungono intanto richieste affinché Berna crei un corridoio umanitario, per permettere a queste persone di attraversare la Svizzera. Due parlamentari comaschi hanno domandato al ministro degli esteri Paolo Gentiloni di attivarsi in tal senso presso le autorità elvetiche. Interpellato dal giornale svizzero Le Temps, il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, della Lega, ha però già sottolineato che «la Svizzera non può diventare un corridoio».

Non mancano le critiche nei confronti della Confederazione, accusata di respingere anche minorenni non accompagnati. «I minori li prendiamo a carico tutti, perché oltre confine non accade?», ha deplorato l’assessore comasco alle politiche sociali Bruno Magatti, intervistato da La Stampa.

Questa situazione sta mettendo sempre più sotto pressione la città di Como, che teme di veder sorgere sul suo territorio un campo come quello di Calais, in Francia. Le strutture d’accoglienza nella città lariana sono piene e molte persone respinte alla frontiera svizzera non possono far altro che cercare rifugi di fortuna. Sono ormai circa 500 le persone accampate nei pressi della stazione di Como. I volontari fanno il possibile per venire in aiuto a questa gente, ma non basta. «Ora che i numeri sono diventati importanti e stabili non si può pensare di andare avanti con i volontari», ha aggiunto lo stesso Magatti, chiedendo una risposta strutturata dello Stato. Il Ministero dell'Interno italiano e la prefettura sono al lavoro per individuare una struttura per ospitarli.

La situazione è critica anche a Milano, dove vi sono ormai oltre 3'000 migranti, un record assoluto, stando a quanto riporta ancora La Stampa. Ad essere chiusa, ricorda il quotidiano torinese, non è infatti solo la frontiera con la Svizzera, ma anche quella con la Francia a Ventimiglia. Le strutture d’accoglienza scoppiano, e la città cerca di arrangiarsi come può, dando ad esempio un tetto a un centinaio di persone in una palestra. 

La Svizzera dovrebbe aprire un corridoio umanitario per permettere ai migranti bloccati in Italia di recarsi nel Nord Europa? Dite la vostra.

swissinfo.ch

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