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Contagiati in isolamento Coronavirus: e se non rispetto la quarantena?

persone con mascherine

In Svizzera, le persone infette devono rimanere in isolamento per almeno dieci giorni.

(Keystone / Alexander Becher)

Sul treno un passeggero tossisce volutamente in faccia ad altri. Una persona infetta fugge dalla quarantena. Oppure un viaggiatore si reca in una zona rossa in Italia e poi rientra in Svizzera. A cosa va incontro chi non rispetta le misure sanitarie contro il coronavirus?

Secondo il Codice penale svizzeroLink esterno è vietato propagare, "con animo abietto", una malattia dell'essere umano pericolosa e trasmissibile. I trasgressori sono puniti con una pena detentiva da uno a cinque anni.

Anche la Legge federale sulle epidemieLink esterno prevede delle disposizioni penali, ad esempio nei confronti di una persona che "si sottrae a una sorveglianza medica ordinata dall'autorità", ovvero a una quarantena che per il coronavirus è di almeno dieci giorni.

Ma che cosa significa concretamente?

Fino a 5'000 franchi di multa

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) conferma che il coronavirus è una "malattia pericolosa" ai sensi dell'articolo 231Link esterno del Codice penale.

Ad essere decisiva è però la fattispecie soggettiva, puntualizza l'UFSP. Per essere punita, la diffusione di una malattia dev'essere l'obiettivo principale dell'azione (dolo) e la persona deve aver agito con "animo abietto". Condizioni che difficilmente si applicano a qualcuno che decide di lasciare anticipatamente l'isolamento domestico. In pratica, l'articolo 231 del Codice penale è irrilevante nel caso del coronavirus, indica l'UFSP in una risposta scritta a swissinfo.ch.

Tuttavia, chi si sottrae volontariamente a una quarantena ordinata dall'autorità può essere sanzionato con una multa fino a 5'000 franchi ai sensi della legge sulle epidemie (articolo 83Link esterno). La competenza per un'eventuale sanzione è del Ministero pubblico, puntualizza lo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC), responsabile della gestione della crisi di coronavirus in Ticino. Finora, nel cantone a sud delle Alpi non si sono registrati casi del genere.

Le multe si applicano anche a chi organizza eventi vietati. Il 28 febbraio, il governo svizzero ha proibito tutte le manifestazioni che radunerebbero più di mille persone contemporaneamente.

Colpo di tosse impunito

Il fatto di scatenare il panico tossendo in faccia a qualcuno non è invece contemplato dalla legge sulle epidemie, osserva l'UFSP, il quale rammenta che le raccomandazioniLink esterno del governo non sono giuridicamente vincolanti.

Il semplice tossire in direzione di terzi non è sufficiente per adempiere i presupposti del reato di pubblica intimidazione previsto dall'articolo 258Link esterno del Codice penale, aggiunge l'SMCC.

E se una persona si recasse in una cosiddetta 'zona rossa' per ragioni prorogabili o non lavorative? "In Svizzera e nell’ordinamento giuridico elvetico, il concetto di zona rossa non è contemplato. La domanda andrebbe rivolta alle autorità italiane. Se ad ogni modo sul nostro territorio dovessero essere decretati dei provvedimenti ai sensi dell’articolo 40 della legge sulle epidemie, eventuali violazioni sono passibili di contravvenzione", scrive l'SMCC.

Prigione in Italia e Russia

In Svizzera, la legislazione sembra più clemente rispetto ad altri paesi.

In Italia, il decreto del governo dell'8 marzo - che elenca le misure di contenimento del coronavirus - prevede sanzioni in caso di mancato rispetto della distanza di un metro tra persone e di violazione delle limitazioni agli spostamenti e degli obblighi imposti a bar, ristoranti, negozi e centri commerciali, scrive il Sole 24 ORELink esterno.

Sulla carta, le sanzioni prevedono anche l'arresto, osserva il quotidiano di Milano. Ad esempio, chi viola le limitazioni agli spostamenti va incontro a una pena detentiva fino a 3 mesi e a un'ammenda fino a 206 euro.

"Sono per il pugno duro rispetto ad atteggiamenti non tollerabili. Per esempio, persone che risultano positive che se ne vanno in giro", ha affermato il ministro della salute, Roberto Speranza, citato dal giornale.

A Hong Kong, chi non rispetta la quarantena rischia sei mesi di prigione e una multa pari a circa 3'200 franchi.

La città di Mosca ha dal canto suo comunicato che il mancato rispetto delle misure di confinamento può comportare una multa di 80'000 rubli (circa 1'000 franchi). Nel caso in cui la trasgressione abbia comportato la morte di una persona è prevista una pena detentiva fino a cinque anni.

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