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La consigliera nazionale Céline Amaudruz

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Le revoche dell'obbligo di possedere un visto per entrare nello spazio Schengen decise dall'UE devono continuare ad essere applicate anche dalla Svizzera.

È quanto ritiene la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che, con 15 voti contro 9, invita il plenum a respingere una iniziativa parlamentare di Céline Amaudruz (UDC/GE).

Nel suo atto parlamentare, la consigliera nazionale ginevrina chiede che la Svizzera continui ad esigere il visto per tutte le persone che provengano da uno Paese con il quale non è stato ancora concluso un accordo di riammissione.

Per Amaudruz , la situazione attuale "è molto svantaggiosa per la Svizzera". In mancanza di un accordo di riammissione, le persone chiamate a lasciare il territorio europeo possono facilmente stabilirsi in Svizzera, sapendo che la Confederazione non può rimandarli a casa.

In una nota pubblicata oggi, la CIP-N, "riconoscendo la problematica", sottolinea l'importanza di osservare gli obblighi internazionali. La richiesta di Amaudruz comporterebbe infatti il non rispetto degli accordi di Schengen.

La commissione è anche contraria a concludere accordi di riammissione con Paesi non democratici e in cui sono state riscontrate violazioni dei diritti umani: si darebbe un segnale politico sbagliato, afferma.

sda-ats

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