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La crescita economica della Svizzera si sta moderatamente riassestando. Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) ha corretto al rialzo le sue stime per l'anno in corso.

Il prodotto interno lordo dovrebbe espandersi dell'1,6%, contro l'1,0% pronosticato in giugno. Anche nel mercato del lavoro si delinea una lenta ripresa.

Dopo un anno segnato dall'abolizione del tasso di cambio minimo dell'euro da parte della Banca nazionale svizzera, nel gennaio 2015, le condizioni quadro dell'economia confederata sono migliorate a vista d'occhio, scrive il KOF in un comunicato odierno.

Tuttavia, l'industria è stata decisamente più colpita dal rincaro del franco rispetto a quanto si pensava, sottolinea il KOF riferendosi ai dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (UST) sullo sviluppo del settore nello scorso anno. Un'evoluzione ancora peggiore è stata registrata per le banche, sostengo i ricercatori zurighesi. In tale contesto, la pressione per una maggiore ottimizzazione dei processi rimane necessaria per le società svizzere.

I bassi profitti nei settori industriali e in quello finanziario, l'evoluzione esitante del commercio con l'estero e un clima di consumo pessimistico continueranno a pesare sul mercato del lavoro. Tuttavia, il KOF prevede una leggera ripresa su questo fronte nel corso del secondo semestre di quest'anno e parla nel comunicato di un "lento aumento dell'occupazione".

Riferendosi alla congiuntura internazionale i ricercatori zurighesi si attendono un miglioramento in Europa, il primo partner commerciale della Svizzera. Ma si dovrà aspettare il prossimo anno per vedere una chiara crescita delle esportazioni.

Per il 2017, il KOF prevede un'accelerazione della crescita rispetto all'anno in corso con una progressione del PIL dell'1,8%. Si tratta di una previsione rivista leggermente al ribasso rispetto a quella dello scorso giugno (+1,9%).

sda-ats

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