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Le foto di tre dei caduti del CICR in Afganistan

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Circa 500 persone si sono raccolte oggi a Ginevra per ricordare i sei membri del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) uccisi l'altro ieri in Afghanistan.

L'organizzazione umanitaria ha indicato di voler riprendere le attività nel Paese a favore dei milioni di profughi interni.

Lo ha detto il responsabile della regione Asia/Pacifico parlando ai partecipanti alla marcia commemorativa. Il ritorno alle operazioni avverrà garantendo il più possibile la sicurezza degli impiegati, ha assicurato. Per il momento la priorità del CICR è ritrovare due membri dell'organizzazione che accompagnavano le sei vittime e che risultano tuttora scomparsi.

Il direttore delle operazioni Dominik Stillhart andrà in Afghanistan la settimana prossima, in particolare per incontrare le famiglie delle vittime.

L'imboscata tesa al convoglio della Croce Rossa non è stata ancora rivendicata. I talebani hanno preso le distanze dall'attacco, e secondo le autorità della provincia di Jawzjan, esso sarebbe opera dell'autoproclamato Stato islamico (Isis).

Commentando l'accaduto Thomas Glass, portavoce del CICR nella capitale afghana, l'altro ieri ha indicato che "sospenderemo le nostre operazioni per almeno una settimana, e forse di più. Noi abbiamo il dovere di assistere i più bisognosi in Afghanistan, ma non lo possiamo fare al prezzo della vita dei membri del nostro staff. Prima di riprendere a lavorare, dobbiamo capire quindi cosa c'è veramente dietro a quanto è successo, e perché".

SDA-ATS

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