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100 anni OSE


Giovani svizzeri dell’estero in viaggio per Berna


Di Christian Raaflaub, Neuchâtel


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I giovani partecipanti al campo estivo "cultura, storia e politica" hanno visitato in questi giorni anche l'organizzazione umanitaria Terre des Hommes. (swisscommunity.ch)

I giovani partecipanti al campo estivo "cultura, storia e politica" hanno visitato in questi giorni anche l'organizzazione umanitaria Terre des Hommes.

(swisscommunity.ch)

Un viaggio di due settimane alla scoperta della Svizzera: questo il programma offerto dall’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE), in occasione del suo 100esimo anniversario, a 129 giovani connazionali espatriati. Partendo dalle quattro regioni linguistiche, i giovani si riuniranno il 5 agosto a Berna per i festeggiamenti del centenario dell’OSE. 

“Il campo di vacanze è fantastico, sto bene qui”, dichiara la 15enne Lea proveniente da Montpellier, a sud della Francia. La giovane svizzera dell’estero si dice interessata alla cultura svizzera e, per questa ragione, ha scelto il campo di vacanze estive dell’OSE “cultura, storia & politica”. Ieri i giovani hanno visitato Ginevra. “Ho trovato il Palazzo delle Nazioni unite molto interessante. Molto bello e molto grande”. 

Oggi, assieme ai responsabili del campo di vacanze, i 23 giovani residenti all’estero visitano la regione dei Tre laghi di Bienne, Morat et Neuchâtel. Li incontriamo sopra Neuchâtel presso il Centro Dürrenmatt, il museo dedicato a uno dei maggiori scrittori svizzeri del 20esimo secolo. Da qui si può approfittare tra l’altro di un panorama mozzafiato sul lago della città neocastellana.

Anche il 18enne Alessandro, proveniente da La Spezia, afferma di apprezzare il programma culturale del campo estivo dell’OSE. “È bello. Trovo appassionante la parte culturale. Non volevo più fare solo sport, ma conoscere meglio la Svizzera e anche le regioni francofone, ciò che facciamo oggi”. Alessandro partecipa già per l’ottava volta a un campo di vacanze dell’OSE. “Anche se parliamo tutti una lingua diversa, riusciamo comunque a capirci”, sottolinea Alessandro. 

Julie Isabel, una 15enne che risiede in Germania, spiega che ha deciso di prendere parte al campo estivo perché la Svizzera è la patria di suo padre. “È quindi in parte anche la mia patria. Sono qui per scoprirla”. Dice di rallegrarsi soprattutto per le serate in discoteca e la Festa nazionale del 1° agosto. 

Dalle quattro regioni linguistiche 

I 129 giovani si sono ritrovati il 23 luglio in quattro campi situati nelle quattro regioni linguistiche del paese: a Dangio nella Valle di Blenio (Canton Ticino), Sur-En in Engadina (Canton Grigioni), Estavayer-le-Lac sul lago di Neuchâtel (Canton Friburgo) e nella città di Basilea. Da qui, assieme ai loro 40 monitori, i quattro gruppi si spostano per diverse tappe in altre località, in direzione di Berna. Nella capitale federale parteciperanno il 5 agosto ai festeggiamenti per il 100esimo anniversario dell’OSE e avranno la possibilità di condividere la loro esperienza in Svizzera.

Altri campi di vacanze per giovani espatriati 

Oltre all’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE), anche l’organizzazione partner, la Fondazione per i giovani svizzeri all'estero (FGSE), offre dei campi di vacanze per i giovani espatriati. 

Durante l’estate 2016 sono in programma una dozzina di campi nelle diverse regioni linguistiche della Svizzera. 

Quest’anno partecipano a questi campi circa 340 giovani e ragazzi svizzeri residenti in ogni parte del mondo. 

I giovani svizzeri all’estero hanno così “la possibilità di imparare a conoscere la Svizzera in modi diversi e sotto aspetti diversi”, spiega Angela Husi, responsabile del progetto “Campi di vacanze per il centenario” presso l’OSE. “Per questo motivo abbiamo previsto tematiche diverse nei quattro campi di vacanze”. 

Scegliendo i campi di partenza del viaggio verso Berna nelle quattro regioni linguistiche del paese, l’OSE ha inoltre voluto offrire ai giovani l’opportunità di familiarizzarsi con la multiculturalità del paese. “Le quattro regioni linguistiche sono una particolarità della Svizzera”, ricorda Angela Husi. I giovani possono in tal modo andare anche “alla ricerca delle loro radici in una delle quattro regioni svizzere”. 

Scambio culturale 

Il programma dei campi estivi è alquanto fitto. Questa mattina i giovani hanno visitato il centro culturale del Museo Omega della Swatch a Bienne (Canton Berna). Dopo la tappa al Centro Dürrenmatt il loro viaggio prosegue verso Delémont nel Canton Giura.

"Le giornate sono in parte piuttosto dure, dato che viaggiamo molto. Ma i giovani sono molto interessati e molto motivati. E hanno un buon rapporto tra di loro”, rileva il 21enne Manuel Navas di Berna, uno dei monitori. Partecipa a questa esperienza nell’ambito del suo servizio civile, che rappresenta un’alternativa al servizio militare obbligatorio in Svizzera. 

Anche il suo collega Samuel Hidalgo Staub, uno studente 24enne di Berna, sta prestando per la seconda volta servizio civile. “Pure io ero uno svizzero dell’estero e ho partecipato una decina d’anni fa a un campo di vacanze come questo in Svizzera. Per me è fantastico poter offrire un momento piacevole a questi giovani in occasione del centenario dell’OSE e intendo mostrare loro il più possibile della cultura svizzera”. 

Come Samuel, di origini a metà spagnole, anche la maggior parte degli altri monitori hanno legami con altri paesi. Proprio come i giovani che partecipano a questi campi di vacanze. “Portano tutti con loro esperienze diverse dai loro paesi di residenza”. Una cosa particolarmente interessante, assieme al fatto che tra i giovani si sentono parlare così tante lingue diverse. "Hablan castellano, they speak English, ils parlent français, natürlich auch Hochdeutsch, il y a de tout." 

Lea, la giovane svizzera proveniente dal Sud della Francia, ha assunto un compito supplementare durante questo viaggio verso Berna. Assieme a altri sette giovani partecipanti è stata formata da swissinfo.ch per fare un video sui momenti salienti del campo di vacanze e per tagliare le immagini. Questo video verrà presentato il 5 agosto sulla Piazza federale a Berna. È contenta di aver accettato questa sfida. “È un compito difficile, ma mi fa piacere farlo”.


Traduzione di Armando Mombelli, swissinfo.ch

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