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Partecipazione politica La democrazia rende felici?

Più le cittadine e i cittadini possono partecipare alle decisioni politiche, più sono felici. Questo almeno dicono alcuni studi scientifici. La democrazia diretta dovrebbe dunque essere introdotta da tutti i paesi? Intervista a Isabelle Stadelmann-Steffen, professoressa di politica comparata.

I membri del comitato contro la cosiddetta «iniziativa per l’attuazione» si rallegrano per il no all’iniziativa il 28 febbraio 2016.

I membri del comitato contro la cosiddetta «iniziativa per l’attuazione» si rallegrano per il no all’iniziativa il 28 febbraio 2016.

(Keystone)

swissinfo.ch: La democrazia diretta rende felici?

Isabelle Stadelmann: Penso che la democrazia diretta abbia molti aspetti positivi. Ma sono piuttosto scettica sul fatto che possa determinare la felicità personale. Dal punto di vista scientifico i risultati non sono davvero solidi. Abbiamo fatto altre analisi basate sullo studioLink esterno a cui probabilmente si riferisce. Siamo arrivati a questi risultati: se si integra nell’analisi l’aspetto della soddisfazione nei confronti della democrazia, l’effetto positivo della democrazia diretta sulla felicità personale scompare. Mi sembra che sia un approccio più sensato. 

Questo articolo fa parte di #DearDemocracy, la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta.

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Se abbiamo la democrazia diretta e la gente la ritiene positiva, questo si ripercuote probabilmente sul modo in cui percepiscono la democrazia. Ma la connessione con la vita personale è improbabile se si considera che per la maggior parte delle persone la politica ha un ruolo piuttosto secondario.

Isabelle Stadelmann-Steffen è professoressa di politica comparata all'università di Berna.

(zvg)

swissinfo.ch: In relazione alla politica le persone sono però più felici se possono partecipare maggiormente alle decisioni, no?

I. S.: C’è una certa relazione, almeno in Svizzera. Non si può però generalizzare l’esperienza elvetica. Se dovessimo abolire la democrazia diretta in Svizzera, la gente sarebbe scontenta, perché le mancherebbe qualcosa. D’altro canto non si può ritenere che l’introduzione della democrazia diretta in un paese renda la gente più felice. Lo si vede anche guardando all’esempio Brexit: si è organizzata una votazione sperando in effetti positivi. Ma se si organizzano delle votazioni puntuali, senza inserirle nel sistema politico, si creano situazioni poco chiare. Non ci si è per esempio chiesti cosa sarebbe successo se la Scozia avesse votato in modo diverso dal resto della Gran Bretagna. E queste cose mi sembrano molto importanti. Non si può supporre semplicemente, in termini generali, che la democrazia diretta renda più felici.

swissinfo.ch: Quali obiezioni si possono muovere alla democrazia diretta?

I. S.: Uno degli svantaggi è la vulnerabilità rispetto al populismo. Spesso si constata che durante le campagne per le votazioni non si discute solo dell’oggetto in questione. Si discute di cose completamente diverse e si crea un collegamento con un determinato progetto di legge. È certamente uno dei difetti della democrazia diretta.

swissinfo.ch: Se come cittadina non potessi più partecipare alle decisioni su determinati temi, ma avessi solo la possibilità di eleggere dei rappresentanti, questo francamente mi renderebbe insoddisfatta. Come posso avere fiducia nel fatto che le politiche e i politici rappresentino davvero le mie idee?

I. S.: La questione è se Lei debba avere fiducia. Un elemento centrale della democrazia è che in un modo o nell’altro Lei può controllare i rappresentanti politici. In Svizzera il sistema si basa in effetti su una diffidenza generalizzata: che «quelli là a Berna» [il governo e il parlamento, ndr] facciano come gli pare, tanto poi noi [le elettrici e gli elettori, ndr] possiamo rimettere a posto le cose con iniziative e referendum. Ma anche in una democrazia rappresentativa Lei ha delle possibilità di controllo e forse anche gli strumenti più efficienti. La trasparenza e la responsabilità sono definite in modo molto più chiaro in un modello rappresentativo. Se in un paese basato sulla democrazia rappresentativa come la Germania lei elegge un governo e questo poi fa una politica che a lei non piace, lei può punire direttamente il governo non votandolo più. In Svizzera [dove il governo è composto di sette consiglieri federali di diversi partiti, ndr] è talvolta difficile sapere chi è responsabile. Questo si ripercuote negativamente sulle possibilità di punire determinate scelte politiche e di esprimere la propria sfiducia.

In che misura la partecipazione politica vi rende più felici? Discutete con noi nei commenti!

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Contattate l’autrice @SibillaBondolfi su FacebookLink esterno o TwitterLink esterno.


Traduzione dal tedesco, Andrea Tognina, swissinfo.ch

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