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Reddito di base incondizionato La soddisfazione degli sconfitti della democrazia diretta

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Baden in einem Meer von acht Millionen Fünfrappen-Münzen vor dem Bundeshaus in Bern.

Otto milioni di monete da 5 centesimi scaricati sulla piazza davanti alla sede del parlamento e del governo svizzero a Berna: nel 2013, l'azione dei promotori del reddito di base aveva suscitato grande eco mediatico a livello internazionale. 

(Stefan Bohrer / Flickr)

A un anno circa dalla votazione popolare, l’idea di un reddito di base incondizionato non suscita quasi più alcun interesse nell'opinione pubblica in Svizzera. Non è così invece in altri Paesi: in Finlandia è in corso un progetto pilota, nello Stato federale tedesco Schleswig-Holstein il tema è stato inserito nel programma del governo di coalizione, mentre negli Stati Uniti due personaggi di spicco dell’era digitale hanno abbracciato questa causa.

L’oggetto n. 601Link esterno è stato respinto a larghissima maggioranza. Il risultato del voto è stato tra i più netti della storia delle votazioni popolari in Svizzera. L’iniziativa popolare «Per un reddito di base incondizionato» ha raccolto il 5 giugno 2016 solo il 23% di consensi, mentre è stata bocciata dal 77 per cento dei votanti.

Questo articolo fa parte di #DearDemocracyLink esterno, la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta.

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In nessuno dei 26 cantoni svizzeri la modifica della Costituzione federale ha trovato una maggioranza. I promotori dell’iniziativa intendevano sostituire le prestazioni delle assicurazioni sociali o dell’aiuto sociale con un reddito di base incondizionato. In altre parole, tutte le persone in Svizzera avrebbero ricevuto un’entrata mensile di 2500 franchi.

Le reazioni quasi entusiastiche degli iniziativistiLink esterno dopo il voto hanno da una parte sorpreso e dall’altra irritato gli osservatori. «La democrazia non è un gioco a premi», ha indicato Daniel Häni, la mente dell’iniziativa, aggiungendo che «il dibattito sarebbe proseguito a livello internazionale».

A più di un anno da questa «brillante sconfitta», Häni non ha cambiato idea. Il risultato del 5 giugno 2016 merita rispetto, ricorda il 51enne imprenditore che dal 2000 gestisce il più grande Kaffeehaus della Svizzera. «Il reddito di base incondizionato unisce il cuore con il pensiero liberale», sostiene Häni. L’indomito idealista ammette però che al momento il tema non gode di grande attenzione in Svizzera.

Daniel Häni, promotore dell'iniziativa per un reddito di base incondizionato. 

(Keystone)

Non è così invece in altre parti del mondo. «La nostra iniziativa ha favorito il dibattito a livello mondiale», dice un convinto Häni, che viene invitato regolarmente come oratore nei Paesi germanofoni in Europa. Gli altri promotori dell’iniziativa popolare, come l’artista e cineasta Enno Schmidt viaggiano per il mondo e sono delle pedine importanti per la diffusione dell’idea di un reddito di base incondizionatoLink esterno.

La democrazia come specchio della società

Häni indica che il successo parziale della sua iniziativa si spiega con l’affinità tra l’idea del reddito di base incondizionato e la pratica della democrazia diretta moderna. «Ambedue hanno a che vedere con l’autodeterminazione, un diritto che accomuna la sinistra e la destra», dice Häni. «La democrazia è lo specchio della società. Non è fine a sé stessa, bensì ci dice ciò che vuole la gente».

Grazie allo sviluppo dei diritti popolari, in Svizzera è possibile discutere sugli interessi contrapposti di lavoro retribuito e libertà individuale. Per catturare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, i promotori del progetto di legge hanno avuto alcune brillanti e spettacolari trovate. Per esempio, il 4 ottobre 2013 in occasione della consegna delle firme presso la Cancelleria federale un camion ha vuotato otto milioni di luccicanti e dorati cinque centesimi sulla Piazza federale; un cinque centesimi per ogni cittadino, questo il messaggio veicolato dalla messinscena.

Una settimana prima della votazione in Svizzera, a Berlino, dinnanzi alla Porta di Brandeburgo, alcuni attivisti hanno esposto uno striscione lungo 450 metri con la domanda rivolta al mondo intero: «What would you do if your income were taken care of?» – «Che cosa faresti se avessi un reddito garantito?».

Queste azioni indicano che il comitato d’iniziativa in Svizzera ha toccato un argomento che interessa anche l’opinione pubblica a livello internazionale. Negli Stati Uniti, da tempo due delle maggiori menti della rivoluzione tecnologica hanno abbracciato la causa del reddito di base incondizionato: Mark ZuckerbergLink esterno e Elon MuskLink esterno, i fondatori di Facebook e Tesla.

In Finlandia è stato avviato nel gennaio 2017 un progetto pilota di due anni promosso dal governo: 2000 persone, estratte a sorte, ricevono per due anni 600 franchi al mese. L’unica condizione è che siano disoccupati di lunga durata.

Nello Schleswig-Holstein, il più settentrionale dei 16 Stati federali della Germania, il nuovo governo, la cosiddetta colazione Giamaica, ha inserito nel suo programma un progetto pilota per un reddito minimo garantitoLink esterno. Il governo dello Stato federale tedesco è composto di cristiani democratici, liberali e verdi.

Oltre a questo progetto pilota, in Germania ogni mese un cittadino è baciato dalla dea bendata e ottiene un reddito di base incondizionato di 1000 franchiLink esterno, finanziato attraverso un sistema di crowdfunding.

Anche il successo degli articoliLink esterno che swissinfo.ch ha dedicato al tema evidenzia un grande interesse a livello internazionale. Il dossier sulle votazioni del 5 giugno 2016 ha infatti registrato un’impennata di clic soprattutto per gli articoli pubblicati in lingua italiana, giapponese e russa.

Variopinta coalizione di contrari e favorevoli

Come in Svizzera, anche all’estero si assiste alla formazione di nuove coalizioni favorevoli e contrarie composte da esponenti di varie correnti politiche. I promotori del reddito di base incondizionato sono solitamente degli imprenditori social-liberali, artisti e difensori della democrazia. I contrari sono invece spesso dei sindacalisti e politici di stampo conservatore e attivi in ambito finanziario.

In Svizzera, questo progetto visionario ha sollevato grandi dubbi e ha suscitato una certa insicurezza nella popolazione. Per questo motivo anche all’estero l’idea di un reddito di base incondizionato a livello nazionale sarà difficilmente realizzabile.

Il tema rimane tuttavia d’attualità. A dimostralo ci sono le sempre più ampie discussioni a livello internazionale e i numerosi progetti pilota. In un sondaggio rappresentativoLink esterno, svolto all'indomani della votazione popolare dall'Istituto di ricerca gfs.bern, il 62% delle persone interpellate sosteneva che, nonostante la netta bocciatura alle urne, in futuro si sarebbe ancora parlato di reddito di base. Una previsione che ha dato nuova speranza agli sconfitti del 5 giugno 2016.




Traduzione dal tedesco, Luca Beti

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