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Sessione delle Camere federali Sei iniziative popolari sotto la lente del Parlamento

Beratung der Zuwanderungsintiative im Nationalrat.

Per approdare sui banchi del parlamento le iniziative popolari devono essere munite di almeno 100'000 firme valide.

(Keystone)

Nel corso della sessione autunnale del Parlamento, iniziata lunedì, le Camere dovranno chinarsi su sei iniziative popolari. Lo spettro spazia dai corni delle mucche a una proposta di sopprimere il canone radiotelevisivo, un attacco frontale contro la SSR. Una piccola panoramica.

In Svizzera ogni iniziativa popolare munita delle 100'000 firme necessarie deve essere presa in esame dal governo e dal parlamento. Le Camere federali assumono in quest’ambito tre compiti importanti per il buon funzionamento del sistema democratico: valutare se il testo è valido, esprimere una raccomandazione di voto al popolo e, se del caso, presentare una controproposta. 

Durante questa sessione, che ha preso inizio lunedì a Berna, i parlamentari sono chiamati ad occuparsi di ben 6 iniziative popolari: 

“Sì alla protezione della sfera privata”: depositata nel 2014, questa iniziativa vuole ancorare il segreto bancario nella Costituzione federale per garantire il rispetto della sfera privata all’interno del paese. Questo pilastro del sistema bancario svizzero è stato ormai soppresso per quanto riguarda l’esterno, dato che anche la Svizzera ha dovuto adottare lo scambio automatico d’informazioni fiscali secondo gli standard dell'OCSE. Gli ambienti di destra vogliono però salvaguardare il segreto bancario a livello nazionale.  

“Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo” (Abolizione del canone Billag): consegnato da ambienti di destra nel 2015, questo testo esige la soppressione del canone radiotelevisivo. Secondo i suoi promotori, la SRG SSR – ossia l’ente pubblico radiotelevisivo di cui fa parte anche swissinfo.ch – dovrebbe fornire solo programmi che non possono essere proposti da media privati. La SRG SSR considera invece che, senza i fondi provenienti dal canone, non sarebbe più in grado di adempiere al mandato governativo d’informazione e di formazione dell'opinione pubblica nel sistema svizzero di democrazia diretta. 

"Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione" (Iniziativa RASA): depositata due anni fa, l’iniziativa chiede l’abrogazione degli articoli 121a e 197 n. 11 della Costituzione federale, che prevedono l’introduzione di contingenti per limitare l’immigrazione. Lo scopo principale dei promotori dell’iniziativa è di mantenere gli Accordi bilaterali con l’Unione europea (UE). Secondo il governo, questa iniziativa è inopportuna, dato che il Parlamento ha già adottato una normativa per attuare i nuovi articoli costituzionali senza compromettere gli Accordi bilaterali. 

“Per la dignità degli animali da reddito agricoli” (Iniziativa per vacche con le corna): questa iniziativa, inoltrata l’anno scorso, chiede alla Confederazione di promuovere mediante incentivi economici forme di produzione rispettose dell’ambiente e degli animali. In particolare, dovrebbero essere sostenuti solo i detentori di vacche, tori, capre e becchi riproduttori, a cui non sono state tagliate le corna. 

“Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti”: depositato nel 2015, questo testo esige che la Confederazione promuova un’agricoltura contadina indigena, rimunerativa e diversificata, che fornisca derrate alimentari sane e confacenti alle aspettative sociali ed ecologiche della popolazione. Per favorire una produzione conforme alle norme sociali e ambientali svizzere, il governo deve riscuotere dazi sull’importazione di prodotti agricoli non conformi a tali norme e può vietarne l’importazione. 

“Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale!” (Iniziativa Moneta intera): consegnata due anni fa, questa iniziativa mira a trasformare radicalmente l’odierno sistema monetario, affidando alla Banca nazionale svizzera il monopolio dell’emissione di moneta scritturale. Di conseguenza, le banche commerciali non potrebbero più offrire crediti finanziati da depositi a vista (conti correnti). Con questa riforma, gli autori dell’iniziativa si aspettano un sistema bancario e finanziario più stabile.


Traduzione di Armando Mombelli

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