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Dibattito sul clima in parlamento Anche gli automobilisti dovranno mettere mano al portafoglio?

fumo che esce da un tubo di scappamento

Il traffico motorizzato è il settore che genera più emissioni in Svizzera.

(Keystone)

Ora si vedrà se gli appelli di Greta & Co. saranno ascoltati dai politici svizzeri. Il parlamento sta discutendo sulla revisione della legge sul CO2 e deve decidere dove, come e quanto bisogna ridurre le emissioni. Tra i punti più controversi c'è la tassa su benzina e diesel.

Con circa 15 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, il traffico motorizzato è il settore che genere più emissioni in Svizzera. Da anni, i politici dei partiti borghesi si sono battuti - con successo - contro l'introduzione di una tassa sul CO2 applicata ai carburanti. Per i combustibili fossili quali l'olio da riscaldamento e il gas, la nuova leggeLink esterno prevede invece un aumento della già esistente tassa sul CO2.

"La tassa sui carburanti è necessaria"

Tra i politici liberali, quasi nessuno ha voluto bruciarsi le ali sostenendo una sgradita tassa sul CO2 applicata ai carburanti a poche settimane dalle elezioni federali.

Tra le eccezioni c'è Jürg GrossenLink esterno, deputato alla Camera del popolo per il Partito dei Verdi liberali (PVL). "Chiederemo di introdurre una tassa sul CO2 anche sui carburanti", afferma a swissinfo.ch. Il presidente del PVL conta di avere il sostegno dei Verdi, dei socialisti e di parte del Partito liberale radicale, il quale scriveLink esterno in una presa di posizione che una tassa globale di incentivazione su benzina e diesel "sarebbe una buona idea"

Per Jürg Grossen, una tassa sul CO2 applicata anche ai carburanti "è necessaria e bisogna agire ora, se vogliamo davvero perseguire una politica climatica onesta e sensata".

L'efficacia di questa misura è dimostrata dalla tassa applicata dal 2008 su olio da riscaldamento e gas (attualmente 96 franchi per tonnellata di CO2). Dal 1990, le emissioni generate da questi combustibili sono calate di quasi il 30%.

Svizzera: neutralità climatica entro il 2050

La Svizzera si è impegnata a dimezzare le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, nel quadro dell'Accordo di Parigi sul clima. A fine agosto, il governo ha comunicato l'intenzione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ciò significa che la Svizzera non dovrà emettere più di quello che potranno assorbire i pozzi naturali (foreste) e tecnici di CO2. Si tratta per ora di una dichiarazione d'intenti e non di un impegno vincolante.

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Nessuna paura dei 'gilet gialli'?

Secondo il presidente del PVL, la tassa sulla benzina dovrebbe ammontare allo stesso livello, ossia circa 25 centesimi al litro.

Jürg Grossen non teme che la Svizzera sarà confrontata con un'opposizione simile a quella dei 'gilet gialli' in Francia. "Venticinque centesimi sono inferiori alle oscillazioni naturali [del prezzo della benzina]. Ciò significa poche centinaia di franchi all'anno". Inoltre, secondo quanto previsto da Jürg Grossen, una parte dei proventi verrà ridistribuita alla popolazione tramite una riduzione dei premi dell'assicurazione malattie, così come avviene per la tassa sui combustibili.

Le richieste dei Verdi si spingono ancora più in là. Balthasar Glättli, a capo del gruppo parlamentare, ha affermato alla Televisione svizzera di lingua tedesca SRF che ci vorrebbe un aumento di 40-50 centesimi per litro di benzina.

L'attuale disegno di legge, sul quale il Consiglio degli Stati è entrato in materia lunedì, prevede una tassa compresa tra i 10 e i 12 centesimi al litro, che gli importatori e produttori di carburanti scaricheranno probabilmente sugli automobilisti in Svizzera.

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il consiglio degli stati e la legge sul co2

L'effetto è maggiore a lungo termine

Più il prezzo è alto, più la domanda è bassa, dice una legge dell'economia. "Per la benzina, tuttavia, pochi centesimi non sono probabilmente sufficienti per attirare l'attenzione dei consumatori", afferma Massimo Filippini, professore al Politecnico federale di Zurigo che sta studiando gli effetti delle tasse di incentivazione. "Sarebbe più efficace un aumento dal 20 al 30%".

Gli studi di Massimo Filippini dimostrano che l'introduzione di una tassa moderata sul CO2 ridurrà soltanto in maniera limitata la domanda di benzina a corto termine. Sul lungo periodo, invece, il calo della domanda sarebbe più marcato in quanto le economie domestiche opterebbero maggiormente per vetture più efficienti dal profilo energetico o per i trasporti pubblici.

Che cosa dicono gli automobilisti alla stazione di servizio?

In un sondaggio non rappresentativo condotto da swissinfo.ch presso una stazione di servizio a Berna, alcuni automobilisti affermano che un aumento del prezzo della benzina cambierebbe le loro abitudini.

Le persone che dipendono dall'automobile, come l'uomo con la maglietta arancione intervistato nel filmato, sono tendenzialmente più contrarie al rincaro della benzina rispetto a chi vive in città, stando agli studi di Massimo Filippini. "L'introduzione di una tassa sul CO2 colpirebbe le regioni rurali e montane più duramente di quelle urbane, dove ci sono più alternative all'automobile, ad esempio una maggiore offerta di trasporti pubblici".

Il professore del Politecnico federale di Zurigo propone l'idea di un rimborso. "La tassa sul CO2 è una tassa di incentivazione. Ciò significa che i proventi sono ridistribuiti alla popolazione e all'economia. Per ridurre l'impatto regionale, le zone rurali e montane dovrebbero ricevere proporzionalmente più denaro".

Il presidente del PVL Jürg Grossen dubita però che le regioni periferiche siano svantaggiate da una tassa sul CO2 applicata ai carburanti. "Io stesso vivo in una regione rurale. Ci sono molte persone che dipendono dall'auto, ma che non viaggiano di frequente e si limitano a tragitti brevi".

In fin dei conti, sottolinea, l'obiettivo della tassa di incentivazione è che chi viaggia molto con un veicolo a motore paghi di più e che gli altri vengano sgravati grazie al rimborso.

Legge sul CO2 alla Camera dei Cantoni

La revisione della legge sul CO2 per il periodo post-2020 si è resa necessaria in seguito all'adesione della Svizzera all'Accordo di Parigi sul clima. A fine 2018, il progetto governativo è stato respinto dalla Camera del popolo.

Da lunedì 23 settembre 2019, la nuova legge è dibattuta dalla Camera dei Cantoni. Tra le misure più importanti si possono citare:

Olio combustibile e gas naturale

Tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili: aumento dell'aliquota massima da 120 a 210 franchi per tonnellata di CO2.

Traffico aereo

Tassa sui biglietti aerei compresa tra 30 e i 120 franchi. 

Traffico stradale

Riduzione delle emissioni dei veicoli nuovi da 130 a 95 grammi di CO2/km, in linea con le prescrizioni dell'Unione europea.

Tra le misure più controverse c'è l'ammontare della compensazione delle emissioni generate dal traffico a carico degli importatori di carburanti fossili. Secondo il governo, va compensato il 90% delle emissioni.

Tassa sulla benzina: fino a un massimo di 10 centesimi al litro entro il 2024, 12 centesimi al litro dopo il 2025.

Fondo per il clima: istituzione di un nuovo fondo alimentato, tra l'altro, da un terzo dei proventi della tassa sul CO2 e dal 49% di quelli della tassa sui biglietti aerei. Il fondo sarà impiegato per misure volte a ridurre le emissioni generate dagli edifici.

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Traduzione e adattamento dal tedesco di Luigi Jorio

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