La nuova immigrazione europea in Svizzera

La Svizzera è uno dei paesi al mondo con la più alta proporzione di stranieri: erano oltre due milioni a fine 2015, ossia il 25% circa della popolazione.  Ma chi sono questi uomini e donne, spesso al centro del dibattito politico? Otto su dieci provengono da un paese europeo; la metà da Italia, Germania, Portogallo e Francia. In questo dossier, swissinfo.ch vi racconta le loro storie, contestualizzandole con una serie di grafici interattivi e di analisi.

La nuova immigrazione europea in Svizzera – un dossier di swissinfo.ch
I giovani migranti si raccontano
“In Italia i ricercatori sono costretti a stare sotto il controllo dei professori affermati e non basta aver pubblicato lavori scientifici per dimostrare il proprio valore", racconta Alessandro Fammartino, che ha lasciato Torino per trasferirsi in Svizzera.
Poco più che trentenne, Joana P. ha lasciato il Portogallo per amore e per lavoro. Ma la Svizzera comincia già a starle stretta.
Elisa Lovecchio, 27 anni, ha un consiglio da dare agli svizzeri: ” Imparare a non lasciarsi spaventare dagli inconvenienti, perché non tutto nella vita può e deve essere tenuto sotto controllo”.
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Il profilo dei nuovi arrivati
Operai italiani in pausa, cantiere stradale di Walensee (Svizzera orientale), 1963.
"E sta per Europa, Emigrazione, Erasmus, Economia, Esodo, Espatrio. Partiamo dalla romantica ipotesi che i giovani migranti sud-europei gettino le fondamenta di un tessuto sociale europeo" - Jacopo Ottaviani, coordinatore del progetto.
José Sebastião è segretario sindacale dal 2008. 
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La politica degli stranieri
L'estensione della libera circolazione alla Croazia, ratificata venerdì dal governo, era stata approvata dal parlamento elvetico nel giugno di quest'anno.
La conoscenza di una lingua nazionale è essenziale per accedere al mercato del lavoro.
Per limitare l'immigrazione, a parità di esperienza e formazione, la preferenza dovrebbe essere data ai disoccupati residenti in Svizzera rispetto ai lavoratori provenienti da altri paesi. 
L'obiettivo principale dell'iniziativa non era di diminuire drasticamente l'immigrazione, afferma il consigliere nazionale UDC Hans-Ueli Vogt.
Il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann (a sinistra) con Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, lo scorso 15 gennaio a Bruxelles. Da oggi in poi le relazioni rischiano di essere più complicate.
La Camera dei Cantoni non ha voluto dare carta bianca al governo: l'estensione della libera circolazione alla Croazia potrà aver luogo solo quando sarà trovata un'intesa con Bruxelles per attuare il freno all'immigrazione deciso dal popolo svizzero. 
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