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100 anni OSE


Un mosaico formato da centinaia di club




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Associazione ginnica in una colonia svizzera in Argentina. (Legado suizo en el Bicentenario argentino/Camara de Comercio Suizo Argentina, 2010)

Associazione ginnica in una colonia svizzera in Argentina.

(Legado suizo en el Bicentenario argentino/Camara de Comercio Suizo Argentina, 2010)

L’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE), imprescindibile quando si parla di espatriati elvetici, è un organo che riunisce centinaia di club svizzeri nel mondo. Quali sono i criteri per farne parte?

Agli occhi del profano, l’OSE, che celebra nel 2016 i cento anni di attività, può sembrare un’entità alquanto monolitica. In realtà, è caratterizzata dalla grande diversità dei suoi membri.

L’OSE riunisce quasi 750 associazioni e club svizzeri in tutto il mondo. Tra questi ci sono organizzazioni economiche, gruppi folcloristici, società di beneficienza, associazioni sportive o ancora club di Jass (gioco di carte tipicamente svizzero) e circoli di appassionati. «Il ventaglio di ciò che possono fare questi club è davvero molto ampio», constata Ariane Rustichelli, co-direttrice dell’OSE e responsabile della sua comunicazione.

Criteri da rispettare

Persino le sezioni all’estero di partiti politici possono essere riconosciute dall’OSE. Ci sono però dei limiti che non vanno superati. «Per essere approvato dal Consiglio degli svizzeri all’estero, un club non deve ad esempio fare della demagogia, essere una setta o qualcosa del genere», puntualizza Ariane Rustichelli.

Ci sono poi delle condizioni minime da rispettare. Innanzitutto, il club deve identificarsi nello scopo principale dell’OSE, che è di rafforzare i legami tra gli espatriati e la Svizzera. Inoltre, i club devono contare almeno sette membri, essere costituiti da almeno il 50% di cittadini svizzeri ed essere diretti da un comitato anch’esso composto per la maggior parte da svizzeri (la cittadinanza elvetica è addirittura obbligatoria per il presidente).

Infine, un’associazione che desidera far parte dell’OSE dev’essere affiliata all’organizzazione ombrello dei club svizzeri del paese in questione, ammesso che questa esista. «Queste organizzazioni ombrello nazionali sono molto importanti per noi siccome fanno il legame con tutti questi club», spiega Ariane Rustichelli.

Quest’ultima regola può tuttavia essere allentata. «L’OSE ha rivisto una parte dei suoi statuti e sicuramente accetterà dei club associati. Ciò significa che in alcuni paesi dei club potranno essere riconosciuti dall’OSE senza essere membri dell’organizzazione ombrello nazionale. L’unica differenza è che i club associati non potranno partecipare all’elezione dei delegati del Consiglio degli svizzeri all’estero», spesso descritto come il «parlamento della Quinta Svizzera», che si riunisce appunto venerdì 5 agosto a Berna.

Questa restrizione potrebbe tuttavia restare lettera morta. In futuro, l’OSE vorrebbe infatti ampliare la base elettorale a tutti gli svizzeri all’estero e sta lavorando sul dossier…

Il futuro passa dai giovani

Il futuro dell’OSE dipende anche dalla vitalità dei club che la costituiscono. Ma in Svizzera come all’estero, numerose associazioni faticano a trovare persone disposte a raccogliere il testimone. Attualmente, i membri sono solo tra il 2 e il 4% di tutti gli svizzeri all’estero, fa notare il presidente dell’OSE Remo Gysin nell’intervista a swissinfo.ch.

Per l’OSE, l’evoluzione è contrastata. «Va nei due sensi: alcuni club, il cui orientamento interessa meno i giovani, hanno tendenza a scomparire, mentre altri si ricreano di continuo. Il caso dell’Italia è in questo senso interessante poiché l’organizzazione ombrello ha creato una sezione per i giovani che dimostra molta vitalità», sottolinea Ariane Rustichelli.

I giovani, aggiunge, devono poter definire i temi che interessano loro e organizzarsi in modo autonomo. «Sono così interessati, ciò che permette di dare il cambio. È la constatazione che abbiamo fatto in Italia, ma anche con il parlamento dei giovani svizzeri all’estero. Quando i giovani prendono in mano la situazione, le cose funzionano».

La struttura dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero risponde alle necessità della nostra epoca oppure è completamente superata? Condividete le vostre considerazioni inviandoci un commento.


Traduzione dal francese di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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