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Elezioni 2015


Una campagna elettorale da decine di milioni di franchi


Di Timo Grossenbacher, Anna Wepfer, Angelo Zehr, SRF, e Valentin Tombez, RTS


La televisione svizzera ha chiesto ai partiti la somma investita in vista delle elezioni federali del 18 ottobre. Secondo le indicazioni raccolte (mancano però quelle di un terzo delle sezioni cantonali), il costo complessivo della campagna elettorale si situerebbe tra i 50 e i 60 milioni di franchi.

Annunci sui giornali, santini, manifesti, pubblicità a tutti i fuochi si moltiplicano in vista del 18 ottobre, quando si definirà la nuova composizione del Consiglio nazionale (camera bassa del parlamento) e del Consiglio degli Stati (camera alta).

Per tentare di capire quanto i partiti e i candidati investono in questa campagna, la RSI (in collaborazione con SRF, RTS, RTR e Swissinfo) ha chiesto loro di chiarire quanto spendono e da chi giungono i finanziamenti. Un terzo delle sezioni cantonali, soprattutto Unione democratica di centro (UDC) e Partito liberale radicale (PLR), si è rifiutato di rivelare il dato o di rispondere. Le altre hanno invece accettato di partecipare all’inchiesta svelando i loro budget.

Ponderando le cifre comunicate dai partiti cantonali ed incrociandole con le spese assunte dai partiti nazionali nonché dai singoli candidati (alcuni hanno risposto alla domanda tramite smartvote), pur con tutta la prudenza del caso dovuta al fatto che si tratta di dati non verificabili, si giunge a concludere che la campagna elettorale 2015 in totale costerà tra i 50 e i 60 milioni di franchi, pari ad un investimento di oltre 200'000 franchi per ciascuno dei 245 seggi in ballo (il 246esimo è stato assegnato ad aprile dalla Landsgemeinde di Appenzello Interno confermando il senatore Ivo Bischofberger).

Cercasi trasparenza

Alla ricerca di trasparenza, i colleghi di RTS e SRF nelle scorse settimane hanno interpellato le segreterie di 193 sezioni partitiche cantonali sottoponendo loro un questionario. Il 68% lo ha compilato, almeno parzialmente. Il 23% ha risposto rifiutandosi di fornire cifre. Il restante 9% ha invece ritenuto di non rispondere malgrado diversi solleciti.

Il risultato dell’inchiesta è sintetizzato nell’analisi visuale qui sotto. Lo strumento interattivo permette di visualizzare i dati riguardanti tutte le sezioni e di filtrare i risultati per cantone e per partito. Il dettaglio permette inoltre di capire da quali fonti giungono i finanziamenti.

Centro-destra abbottonato, centro-sinistra quasi senza veli

Il partito maggiormente trasparente si è rivelato il Partito socialista (PS). Le risposte fornite da 23 sezioni su 25 (92%) nonché dal partito nazionale permettono di stabilire con una notevole precisione il probabile ammontare delle risorse a disposizione per la campagna. Il PS nazionale parla di 1,4 milioni, mentre le sezioni ne annunciano complessivamente 4 per un totale di 5,5.

Di poco inferiore a quella del PS anche la trasparenza dei Verdi (17 su 20, pari all’85%) che complessivamente affronteranno una spesa di circa 2 milioni (1,7 dalle casse cantonali e 220'000 franchi da quelle nazionali).

Nel centro-destra la trasparenza non è invece generalizzata, ma dipende fortemente dalle sezioni cantonali. Il PLR è il partito che si è rivelato più reticente a fornire il dato richiesto: 9 sezioni su 25 hanno svelato il proprio budget e pertanto risulta molto difficile fare una stima della cifra globale a disposizione della campagna liberale-radicale (il partito nazionale prevede un costo di 3-3,5 milioni).

Situazione simile anche in casa UDC. Il partito nazionale non comunica cifre e lo stesso fa la metà delle sezioni (13 su 26). Di poco superiore il tasso di risposta da parte del partito popolare democratico (PPD) con un 54% di sezioni trasparenti (13 sulle 24 che presentano candidati).

Il Ticino tra i più trasparenti

Analizzando i tassi di risposta delle sezioni a livello di macroregioni emerge un nuovo “röstigraben” legato alla maggiore o minore propensione alla trasparenza. Nella Svizzera tedesca a non diffondere il dato riguardante il budget della campagna è stato il 30% delle sezioni. In Romandia la percentuale è notevolmente inferiore attestandosi al 6%.

Con 6 risposte su 8 (esclusi Verdi e Verdi liberali) il Ticino si colloca nel solco della Svizzera francese avendo un tasso di trasparenza del 75% grazie alle risposte di PLR, Lega, PPD, PS e POP (Partito operaio e popolare). Sotto il 70% invece i Grigioni con 4 risposte su 6 (mancano PLR e UDC).

I maggiori budget

I budget più considerevoli per la campagna sono a Ginevra e a Berna, dove complessivamente sono state annunciate spese totali da parte delle sezioni di 1,67 e 1,64 milioni. In realtà il maggiore investimento si avrà a Zurigo dove la spesa è ferma a poco più di 1,5 milioni poiché UDC, PLR e PPD si sono rifiutati di indicare l’esborso per le rispettive campagne.

Il solo PS zurighese ha dichiarato che in vista del 18 ottobre ha preventivato 600'000 franchi. Un esborso che, su per giù, rappresenta il costo di tutta la campagna in atto in Ticino dove - sommando le cifre fornite da PS (180'000 franchi coperti al 90% da donazioni private), PPD (170'000), PLR (70-100’000), UDC (80'000), Lega (50'000) e POP (2'000) - si arriva a un totale di 550-580'000 franchi.

Fate quello che dico, ma non...

La campagna per le federali, oltre che dai partiti nazionali e cantonali, è finanziata direttamente anche dai candidati. Finora 300 pretendenti ad un seggio in Consiglio nazionale (stando ai dati raccolti da smartvote) hanno dichiarato un investimento complessivo di 2,3 milioni di franchi. Ciò che, facendo le proporzioni, potrebbe lasciare intendere che i 3'800 e rotti aspiranti alla Camera bassa stanno affrontando una spesa attorno ai 30 milioni.

Una cifra alla quale vanno aggiunti i costi di chi ambisce agli Stati. L’11% dei candidati ha svelato il proprio budget. Sommandoli si arriva a 426'000 franchi. In totale si può quindi ipotizzare una spesa totale attorno ai 4 milioni.

Si tratta di dati da prendere con le molle poiché la trasparenza anche sui costi affrontati individualmente non regna sovrana. E ciò malgrado la grande maggioranza di chi corre per un posto a Berna in teoria si proclami per la trasparenza sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali.

Le risposte date dai candidati al questionario di smartvote indicano che il 66% dei candidati al Nazione e il 58% di quelli agli Stati si dice a favore dell’adozione di una legge specifica che permetterebbe alla Svizzera di evitare di essere costantemente criticata dal Gruppo di Stato contro la corruzione del Consiglio d'Europa (GRECO) e dall’OSCE per l’assenza di regole sul finanziamento della politica.


Traduzione di Diego Moles, RSI

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