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Ferrovia attraverso le Alpi


Gottardo, un tunnel senza confini




Tunnel del Gottardo, un'opera raccontata anche dai reportage e dalle fotografie dei giornalisti stranieri. (Reuters)

Tunnel del Gottardo, un'opera raccontata anche dai reportage e dalle fotografie dei giornalisti stranieri.

(Reuters)

Tra i più grandi cantieri della Svizzera, il tunnel di base del San Gottardo suscita interesse e curiosità anche all’estero. Centinaia di reporter stranieri hanno raccontato come gli svizzeri hanno scavato la galleria ferroviaria più lunga del mondo. A un anno dalla sua inaugurazione, swissinfo.ch ha raccolto le impressioni di alcuni di loro.

«Ricordo di aver percorso un lungo cunicolo di accesso al tunnel e di essere sceso in profondità. L’ascensore era più lungo dell’altezza dell’Empire State Building», racconta Roff Smith, fotogiornalista e autore di un reportage per il National Geographic.

Una festa da 12 milioni

I festeggiamenti per l’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo si svolgeranno dal 2 al 5 giugno 2016.

Il governo svizzero intende invitare 1‘200 persone tra parlamentari svizzeri ed esteri, ministri, capi di Stato e rappresentanti di istanze internazionali.

Il costo della manifestazione, a cui partecipano sponsor e le Ferrovie federali svizzere, è di circa 12 milioni di franchi.

È stato incredibile «trovarsi nel cuore di un’enorme montagna, con migliaia di piedi di roccia sopra alla testa, in un tunnel di 57 km scavato attraverso le Alpi», scrive in una email inviata a swissinfo.ch. Il reporter americano è stato in particolare colpito dal «miracolo» delle enormi frese meccaniche e dall’ingegno dei responsabili dello scavo. «Sono riusciti ad avanzare all’interno di una montagna e a incontrarsi con una deviazione di appena pochi millimetri».

Vito Tartamella, giornalista della rivista mensile italiana di scienza e tecnologia Focus, ha avuto l’occasione di visitare il cantiere nel 2014. Ad averlo affascinato è stata la gestione dell’acqua all’interno della galleria.

«Durante lo scavo l’acqua è stata fonte di grande preoccupazione. Ma al contempo è anche una risorsa», osserva. L’acqua calda proveniente dal tunnel verrà infatti utilizzata quale fonte di riscaldamento e per un allevamento di pesci e crostacei nei pressi del portale nord. «È un modo per valorizzare ancor di più l’opera», secondo Vito Tartamella.

Centinaia di giornalisti nel tunnel

«L’interesse all’estero è stato molto grande», rileva Ambros Zgraggen, responsabile del servizio stampa di Alptransit, la società responsabile del progetto. BBC, CNN, National Geographic, Discovery Channel, televisione giapponese ed ecuadoregna, … sono centinaia i giornalisti stranieri che hanno visitato il cantiere, indica a swissinfo.ch. L’attenzione, puntualizza, si è manifestata soprattutto al momento della caduta dell’ultimo diaframma, nel 2010.

Come era prevedibile, i giornalisti più numerosi sono giunti dall’area germanofona e dall’Italia, dice il portavoce di Alptransit. «Il progetto del secolo, per le sue dimensioni, suscita parecchio interesse in Germania, che sta pure portando avanti grandi progetti quali Stoccarda 21 [progetto ferroviario e urbanistico nell’omonima città tedesca, ndr] o l’aeroporto di Berlino».

Il tema della mobilità, prosegue Zgraggen, è un aspetto sentito, soprattutto al sud della Germania, una regione particolarmente confrontata con la problematica dei trasporti.

Appassionato di treni e gallerie, Vito Tartamella fa notare che lo sviluppo del Gottardo è un tema molto seguito anche dai residenti della Lombardia. «Vuoi per turismo o per ragioni professionali, il fatto di abbattere così tanto i tempi di percorrenza, ad esempio per recarsi a Zurigo, è qualcosa di grande interesse», osserva.

Quando il tunnel del San Gottardo entrerà in funzione (l’inaugurazione è per il 2 giugno 2016), e dopo l’apertura del nuovo tunnel del Monte Ceneri (2020), la durata di attraversamento delle Alpi si ridurrà di circa 45 minuti. Ci vorranno circa tre ore per viaggiare da Milano a Zurigo.

L’eccezione del Gottardo

La galleria di base del San Gottardo è l’elemento centrale della Nuova ferrovia transalpina (NFTA). Il progetto, che include anche il tunnel del Lötschberg, aperto nel 2007, intende favorire il trasporto su rotaia tra il nord e il sud dell’Europa. Per completare lo scavo ci sono voluti più di quindici anni e un investimento di oltre 12 miliardi di franchi.

Klaus C. Koch, giornalista della Süddeutsche Zeitung, sottolinea la rapidità con la quale è stata realizzata la galleria. Nei grandi progetti, scrive in un articolo del 2011, i ritardi sono consueti. Il tunnel di base del Gottardo ha invece «infranto la regola» e i lavori di scavo si sono conclusi con quasi un anno di anticipo.

Anche James Bedding, che ha visitato il cantiere nel 2013 per il quotidiano inglese Telegraph, si dice impressionato dalla pianificazione a lungo termine e dall’organizzazione della Svizzera. «Credo che sia appunto questa visione a lungo termine a colpire maggiormente la gente in Gran Bretagna, un paese in cui ci sono continue discussioni e litigi, soprattutto in materia di trasporti pubblici», afferma a swissinfo.ch.

Il freelance inglese cita l’esempio del tunnel sotto la Manica, terminato nel 1994: «I francesi hanno costruito la linea veloce tra Parigi e Calais già nel 1993. La Gran Bretagna ha invece aperto il suo tratto della linea solo nel 2007».

Coinvolgimento del popolo

Se il treno di Alptransit ha potuto procedere spedito, è anche perché ha beneficiato sin dall’inizio del sostegno del popolo svizzero, un approccio che suscita molto interesse in Italia, osserva Vito Tartamella.

«Il progetto è stato sottoposto a votazione popolare [e accettato nel 1992 con il 64% dei voti, ndr] e sono stati organizzati incontri con la popolazione più esposta. In questo modo si sono probabilmente evitati movimenti di protesta, anche violenti, come quelli che ci sono in Italia contro le linee ferroviarie ad alta velocità TAV», sottolinea il giornalista di Focus.

Il coinvolgimento della popolazione è un aspetto sentito anche in Russia, osserva Igor Petrov, responsabile della redazione russa di swissinfo.ch. «Le discussioni attorno alla necessità o meno di costruire tunnel sono di estrema attualità in Russia, dove i progetti edilizi vengono sempre condotti contro la volontà della gente», rileva.

Scalzati i giapponesi

Anche gli studi geologici, le tecniche di scavo, la gestione dei materiali e tutto ciò che riguarda il lavoro ingegneristico del Gottardo, sono temi che suscitano interesse nel mondo. In Sudamerica, ad esempio, la galleria svizzera è studiata come modello per la realizzazione di un tunnel stradale sotto le Ande, tra Cile e Argentina, spiega Oscar Vardé, presidente dell’Associazione argentina dei tunnel e degli spazi sotterranei.

Gli aspetti tecnici e la sicurezza incuriosiscono anche i giapponesi, assidui viaggiatori su rotaia, rileva Kuniko Satonobu, responsabile della redazione giapponese di swissinfo.ch. «Un importante giornale nipponico si è interessato al tunnel svizzero per interrogarsi su cosa fare in caso di incidente», osserva.

Quello che sembra interpellare maggiormente i nipponici tocca però l’orgoglio nazionale, rileva Satonobu. «I giapponesi sono fieri della loro tecnologia e adorano le classifiche. Il fatto che fra un anno il record del tunnel ferroviario più lungo del mondo non sarà più loro è motivo di una certa delusione, di imbarazzo».

I giapponesi hanno comunque motivo di rimanere orgogliosi. È infatti un treno nipponico ad aver registrato un nuovo primato di velocità con 603 km/h. Un valore irraggiungibile per i treni svizzeri, che nel Gottardo circoleranno “soltanto” a 250 km/h...



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