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Alain Berset con la moglie alla cerimonia di apertura del festival

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

Se è vero che il 2015 è stato un anno di successo per l'industria cinematografica elvetica, per esempio con i film "Heidi" e "Una campana per Ursli", per far sì che ciò continui bisogna rendere il cinema svizzero più competitivo.

Lo ha detto il consigliere federale Alain Berset, parlando ai media in occasione della 69.esima edizione del Festival del film di Locarno.

Non bisogna illudersi, quello dello scorso anno è un successo isolato, ha affermato. Per proseguire su questa via, sono state prese delle misure mirate, come ad esempio una promozione all'estero più specifica e nuovi accordi di coproduzione con Paesi chiave.

In seguito all'esclusione nel 2014 dai programmi di promozione cinematografica MEDIA, dopo l'approvazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, la Svizzera ha adottato una serie di misure per compensarne gli effetti più negativi.

Berset ha ricordato l'introduzione, lo scorso primo luglio, della Promozione degli investimenti cinematografici in Svizzera (PICS), che ha lo scopo d'incentivare le coproduzioni con la Svizzera e la produzione cinematografica nel nostro Paese. Nella stessa data, è anche entrata in vigore la nuova ordinanza del Dipartimento federale dell'interno (DFI) sulla promozione della presenza internazionale dei film elvetici.

Ivo Kummer, responsabile della sezione Cinema all'Ufficio federale della cultura (UFC), ha però ricordato che siccome una produzione dura di regola da due a tre anni, si potrà stilare un bilancio significativo solo dopo questo arco di tempo.

Soldi ben investiti, aiuto anche per turismo

Kummer si è però detto convinto che i soldi sono stati ben investiti. Con i tre milioni di franchi della Confederazione si è generato un valore aggiunto di circa 17 milioni. Di questi ne trae profitto l'industria di produzione cinematografica ma anche, per esempio, il turismo.

Nell'ambito della promozione cinematografica, l'UFC ha anche stipulato un accordo con l'agenzia Swiss Films. Ciò dovrebbe aiutare a rendere più visibili i film svizzeri ai festival e facilitare l'accesso di queste pellicole sul mercato internazionale. Isabelle Chassot, direttrice dell'UFC, ha parlato di una strategia coordinata perseguita dalla Confederazione.

"Curare le lingue nazionali"

Il capo del DFI ha inoltre colto l'occasione per ribadire l'importanza di dare alle lingue nazionali il giusto spazio nella scuola dell'obbligo, ricordando che il 6 luglio è stata avviata la consultazione sulla revisione della legge sulle lingue. "Un Paese, che si definisce plurilingue, deve anche curare le lingue nazionali", ha detto. "Un dibattito basilare sulle lingue nazionali è indispensabile".

Berset ha poi sottolineato la priorità data nel messaggio sulla cultura 2016–2020 all'insegnamento dell'italiano al di fuori delle regioni italofone. Entro la fine dell'anno la Confederazione lancerà una serie di misure per il sostegno di progetti pilota destinati a migliorare l'insegnamento della terza lingua nazionale, progetti per lo sviluppo di formazioni bilingue e manifestazioni legate alla lingua e alla cultura italiane.

sda-ats

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