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Musica, arte, sorgenti termali, sport e naturalmente cibo e vini locali. Ogni anno la comunità di Hepburn Springs/Daylesford, in Australia, celebra l'eredità lasciata dai pionieri svizzeri e italiani in occasione della Swiss Italian Festa.

Il comitato è riunito al gran completo al ristorante Palais di Hepburn Springs. Prima di decidere cosa ordinare per cena, ci sono importanti questioni da discutere. L'edizione di quest'anno della Swiss Italian Festa è stata spostata dal consueto mese di aprile a ottobre. Il programma è da definire e gli sponsor vanno contattati.

«In aprile ci sono già numerosi avvenimenti e il clima è spesso imprevedibile. Meglio posticipare alla primavera [australiana]», dice Jenny Beacham, membro del comitato organizzativo.

Il programma della Festa, spiega il suo presidente Robert McDonald, intende proporre una vasta offerta di eventi alla comunità locale, ai discendenti dei primi immigrati e a tutti i visitatori della regione.

Sventolio di bandiere

Organizzata per la prima volta nel 1993, la Swiss Italian Festa è nata con lo scopo di promuovere e celebrare la storia e la cultura di Hepburn Springs e Daylesford (80 km ad ovest di Melbourne).

Come indica il nome, l'accento è posto sull'eredità degli svizzeri e degli italiani (principalmente lombardi e piemontesi) giunti in questo angolo di mondo nella seconda metà dell'Ottocento Soltanto dal Ticino e dal Grigioni italiano sono emigrate oltre 2'000 persone, per lo più poveri contadini in cerca di fortuna nelle miniere d'oro australiane.

Da piccola sagra di paese, la Swiss Italian Festa è cresciuta col passare degli anni ed oggi è uno dei principali eventi della regione. Per una decina di giorni all'anno, le tranquille cittadine dello Stato del Victoria sono trasformate dal vivace sventolio di bandiere rossocrociate e tricolori italiani.

«Nel 2008 la Festa è stata seguita da 14'000 persone. Un'affluenza notevole, se consideriamo che la popolazione di Hepburn e Daylesford è di circa 6'000 abitanti», sottolinea Beachman.

«Non sono al corrente delle celebrazioni in altre parti del mondo... ma credo che il nostro sia, nel suo genere, il festival più grande al di fuori dalla Svizzera e dall'Italia», ritiene Beacham.

Grazie per l'acqua

Musica, tornei di bocce e di calcio, esposizioni, escursioni in luoghi significativi, visite di edifici storici e ovviamente specialità culinarie del Ticino e del Nord Italia. Alla Swiss Italian Festa ci sono tutti gli ingredienti per immergersi nella cultura importata dall'Europa.

«Nelle scuole della zona - afferma Jenny Beacham - i bambini imparano l'italiano quale prima lingua straniera. La Swiss Italian Festa è un'occasione per coinvolgere gli alunni e illustrare loro il capitolo dell'emigrazione dell'Ottocento».

Al tavolo del ristorante di Hepburn Springs sono però l'unico a parlare italiano. Discutendo con i membri del comitato mi accorgo per di più che nessuno ha un legame con la Svizzera o l'Italia. Perché allora tanto interesse per gli "swiss italians"?

«Bella domanda», risponde Robert McDonald, di origini scozzesi. «Direi che semplicemente condividiamo una grande passione per questa cultura. Molti di noi sono stati in vacanza in Ticino, nella valle Poschiavo oppure a Milano».

«Siamo molto fieri dell'eredità lasciata dalla gente venuta in Australia alla ricerca dell'oro o per sfuggire alle persecuzioni politiche nelle loro regioni natie. Ci hanno lasciato un'architettura e una cultura caratteristica. Siamo poi molto grati a queste persone per aver scoperto e preservato le sorgenti termali, una delle principali attrazioni del luogo».

Razzi per i migranti

Il direttore del museo di Daylesford la pensa invece in modo diverso. Secondo David Endacott, il motore della Festa non è tanto l'interesse per la storia, quanto il tornaconto degli operatori turistici.

«Quella che all'origine era una celebrazione alla riscoperta delle origini - ritiene - è diventata una manifestazione con parecchi interessi economici e commerciali in gioco».

«È vero», conferma Clare Gervasoni, profonda conoscitrice della comunità italofona di Hepburn Springs/Daylesford. «Ora l'organizzazione della Festa è in mano a gestori di guesthouse e hotel».

Se non fosse stato per questa gente, sottolinea tuttavia Gervasoni, in passato membro del comitato organizzativo, l'evento sarebbe probabilmente scomparso. «Di soldi ne giravano pochi e si lavorava su base volontaria. Il solo modo per mantenere la Festa è stato di avere i fondi dalle autorità; ma per ottenere i finanziamenti è necessario organizzare eventi di spessore e disporre dei posti e delle infrastrutture adatte».

La Swiss Italian Festa, conclude Clare Gervasoni, rimane ad ogni modo un appuntamento importante. «Oggi c'è pure uno spettacolo pirotecnico: chissà cosa avrebbero detto i migranti, sa avessero saputo che 150 anni più tardi si sarebbero sparati dei fuochi d'artificio per celebrare la loro venuta».

Luigi Jorio, swissinfo.ch, di ritorno da Hepburn Springs

Macaroni Factory

Nel programma della Swiss Italian festa - che nel 2009 si svolge dal 9 al 18 ottobre - non manca mai la visita al vecchio pastificio di Hepburn Springs, diventato il simbolo della comunità italofona della zona.

La Old Macarony Factory è stata costruita nel 1859 dai fratelli Lucini, originari di Intra sul Lago Maggiore.

Non soltanto si tratta della prima fabbrica di pasta dell'Australia, ma è pure la costruzione italiana più antica del continente.

L'ex stabilimento è oggi una meta turistica ed un ristorante in cui sono servite le ricette portate dall'Italia oltre un secolo fa.



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