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L'ultimo allarme Novichok a Salisbury sarebbe in realtà una farsa inscenata dalla coppia.

KEYSTONE/EPA/NEIL HALL

(sda-ats)

Prende una piega fra il bizzarro e il farsesco la vicenda del nuovo fantomatico allarme Novichok che domenica sera ha seminato il panico a Salisbury, cittadina già teatro del tentato avvelenamento dell'ex spia russa Serghiei Skripal e di sua figlia Iulia.

La polizia britannica sospetta infatti questa volta una burla di cattivo gusto, un possibile inganno truffaldino, dietro il misterioso malore denunciato da Anna Shapiro e Alex King, moglie e marito, la coppia di sedicenti vittime smascherate adesso nei panni d'instancabili cacciatori di pubblicità.

I due sono stati dimessi ieri dall'ospedale. E i medici hanno escluso che fossero stati intossicati non solo da un un agente di tipo Novichok, come quello che risulta essere stato usato nel caso Skripal, ma anche da altre sostanze: incluso il veleno per topi a base di stricnina che essi stessi avevano tirato in ballo. Di qui la decisione della Wiltshire Police di far virare l'indagine verso la pista di un'ipotetica simulazione: con tanto d'interrogatori delle due presunte parti offese.

La Shapiro, vistosa ex modella 30enne di radici russo-sovietiche, ma naturalizzata dapprima israeliana e quindi britannica, in un'intervista corredata da foto osé che s'era affrettata concedere al sensazionalista Sun di Rupert Murdoch (intervista nel frattempo cancellata alla chetichella dal sito del giornale) aveva tentato di accreditarsi come figlia d'un generale a riposo dell'esercito russo e niente meno che come potenziale bersaglio di Vladimir Putin in persona.

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SDA-ATS