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La moschea è situata a Petit-Saconnex, a Ginevra.

KEYSTONE/DOMINIC FAVRE

(sda-ats)

L'imam assunto recentemente dalla moschea di Ginevra non entrerà in funzione come previsto in gennaio. Il suo contratto è stato revocato per evitare qualsiasi polemica, ha indicato oggi alla RSR il direttore della Fondazione culturale islamica Ahmed Beyari.

Quest'ultimo ha così confermato la notizia data dalla Tribune de Genève.

Youssef Ibram "è una buona persona, ma ho dovuto dare la priorità all'interesse collettivo, rispetto all'interesse individuale. Ho dunque deciso di rinunciare alla sua assunzione", ha dichiarato Beyari alla radio romanda RSR.

Il futuro imam - ha precisato - "dovrà essere una persona moderata, colta, istruita, ben educata, socievole, aperta, buon conoscitore dei valori svizzeri, del vivere insieme, dell'integrazione positiva, capace in particolare di aiutare i giovani musulmani ad essere buoni cittadini".

Formato in Arabia Saudita, Ibram era stato assunto una prima volta a Ginevra nel 1982, venendo poi licenziato nel 1991 per i suoi discorsi contro l'intervento statunitense in Iraq. Si era dunque spostato nella Svizzera tedesca, dove aveva sollevato un polverone in seguito ad un'intervista pubblicata nel 2004, in cui dichiarava di non poter prendere posizione contro la lapidazione delle donne adultere, in quanto pratica prevista dalla sharia, la legge islamica. Aveva sostenuto successivamente che le sue dichiarazioni erano state private del loro contesto.

Costretto a lasciare la moschea Zayed di Zurigo dove celebrava in quel periodo, era tornato a Ginevra per quattro anni, prima di dimettersi e di trasferirsi in Francia, a Parigi e Lione. Da un anno e mezzo, il 62enne predica a Volketswil (ZH), dove ha tentato di aprire un asilo islamico, progetto che è stato definitivamente bocciato ad inizio mese dal Tribunale federale.

sda-ats

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