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Giornata mondiale della salute La depressione colpisce sempre di più, ma resta un tabù



Per chi soffre di depressione, il fatto di poterne parlare con qualcuno rappresenta già un primo importante passo verso la guarigione. 

Per chi soffre di depressione, il fatto di poterne parlare con qualcuno rappresenta già un primo importante passo verso la guarigione. 

(swissinfo.ch)

La depressione è la prima causa di morbilità nel mondo, davanti alle malattie cardio-vascolari. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sarebbero oltre 300 milioni le persone colpite. Solo la metà però viene curata in modo adeguato. Attraverso una campagna mirata, l’OMS intende rompere il tabù che circonda ancora questa malattia.

Secondo le ultime stime dell’OMS, oltre 300 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione, ossia il 18% in più rispetto al 2005. Cifre preoccupanti, che hanno spinto l’organizzazione internazionale a lanciare una campagna di sensibilizzazione, con l’obiettivo di aiutare chi soffre a parlarne. Uscire dall’ombra è infatti il primo passo verso la guarigione.

Le malattie mentali, e soprattutto la depressione, sono ancora circondate da un profondo tabù, sottolinea il dottor Shekhar Saxena, direttore del dipartimento salute mentale e abusi di sostanze psicoattive all’OMS. “La perenne stigmatizzazione associata alle malattie mentali è la ragione per la quale abbiamo deciso di lanciare la campagna “Depressione: parliamoneLink esterno”.

La collega di dipartimento Capucine de Fouchier quantifica le conseguenze di questa mancanza di riconoscimento: “La perdita economica causata dalle persone che soffrono di disturbi depressivi e stati ansiosi, e che non vengono curate, è stimata a mille miliardi di dollari l’anno. Investire un dollaro nella presa a carico della depressione e dei disturbi di salute mentale, permetterebbe di guadagnare 4 dollari in termini di salute pubblica e produttività”.

Una tabù dal sud al nord

L’80% circa delle persone depress si trova nei paesi in via di sviluppo, dove il sistema sanitario è molto più fragile rispetto all’Europa. “È proprio per questa ragione che è essenziale aiutare questi paesi a sviluppare un sistema di assistenza ad hoc”. I costi non sono alti, ma una simile misura avrebbe un forte impatto, afferma Capucine de Fouchier.

Anche nei paesi ricchi, il 50% circa delle persone colpite da depressione non viene curato. “In media solo il 3% del budget pubblico in campo sanitario è investito per la salute mentale. Cifra che scende a meno dell’1% nei paesi a basso reddito e che si attesta al 5% circa in quelli a reddito elevato”, sottolinea l’OMS. E questo malgrado la consapevolezza che la depressione può avere un impatto negativo sullo sviluppo dei giovani, ricorda Capucine de Fouchier.

Contattato da swissinfo.ch lo psichiatra ginevrino Christophe Dallon sottolinea che anche la Svizzera non sfugge a questa problematica. “Spesso le persone che arrivano nel mio studio soffrono di depressione da molto tempo. È un grande problema, poiché più rapidamente si assiste chi soffre, più alte sono le possibilità di combattere la depressione. Bisogna ricordare che in Svizzera, il 60% delle persone che beneficiano di una rendita dell’assicurazione invalidità soffre di una malattia psichica”.

La depressione rappresenta anche una delle principali cause di suicidio. Ogni anno circa 800mila persone nel mondo si tolgono la vita: il suicidio è la seconda causa di morte nei giovani nella fascia 15-29 anni. 


Traduzione dal francese, Stefania Summermatter

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