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François Hollande

KEYSTONE/AP/CHRISTOPHE ENA

(sda-ats)

Francia senza tregua. Nel corso di un intervento di un'ora sui temi legati alla democrazia e al terrorismo, il presidente francese, François Hollande, ha riferito che diversi attentati sono stati sventati in questi ultimi giorni sul territorio della République.

Nel Paese in stato d'emergenza ormai presidiato da quasi un anno da migliaia di militari in strada due persone, un uomo e una donna, sono stati fermati a Montargis in relazione al ritrovamento, vicino alla cattedrale di Notre-Dame, di un'auto con sette bombole di gas.

La coppia ventiseienne è stata interrogata dalla polizia anti-terrorismo di Parigi. Ieri erano stati fermati un uomo di 34 anni e la sua compagna di 29. Tutti e quattro i sospetti sono attualmente in stato di fermo. La polizia è ancora a caccia delle due figlie radicalizzate del proprietario dell'auto che invece è stato rilasciato ieri sera nonostante fosse già noto alle forze dell'ordine per fatti lontani di proselitismo.

"Al termine della lotta, la democrazia trionferà, non ho alcun dubbio", ha assicurato Hollande nel lungo discorso di un'ora davanti alle telecamere, che molti hanno interpretato come il primo passo verso la corsa all'Eliseo della prossima primavera. "Farò di tutto per proteggere i francesi", ha aggiunto Hollande, il presidente più impopolare della storia della Quinta Repubblica, assicurando che "i terroristi verranno braccati, ridotti, e annientati".

Nell'auto ritrovata presso la cattedrale parigina - sull'Ile de la Cité, uno dei siti più turistici della capitale - c'erano bombole di gas e - a quanto si apprende da fonti della radio France Info - anche di bidoni di gasolio stipati nel cofano. La prima coppia era stata fermata martedì in un'area di parcheggio autostradale del sud della Francia, nei pressi di Orange, con tre bambini. La seconda coppia è stata fermata ieri sera nel dipartimento del Loiret, a sud di Parigi.

Almeno una delle due coppie era "ben nota" all'antiterrorismo per forti simpatie con gli ambienti islamisti radicali.

Intanto, Salah Abdeslam, l'unico superstite dei commando di jihadisti che uccise oltre 130 persone il 13 novembre 2015 tra Saint-Denis, il Bataclan, e gli altri locali del centro di Parigi, ha rifiutato ancora una volta di rispondere al giudice istruttore nel terzo tentativo di interrogatorio da quando, il 27 aprile, è stato estradato in un carcere francese dal Belgio.

"Ha esercitato il suo diritto al silenzio", ha detto al termine dell'interrogatorio il legale del terrorista, Frank Berton, proprio mentre Hollande si rivolgeva alla nazione per garantire che la guerra al terrore sarà implacabile.

Da parte sua, la magistratura austriaca ha messo sotto accusa due uomini in connessione con gli attacchi parigini dell'anno scorso. I magistrati inquirenti li accusano di far parte di un'organizzazione terroristica. Nel suo discorso fiume dalla Salle Wagram di Parigi, in occasione di un colloquio organizzato dalla Fondazione Jean Jaurès e dal think tank Terranova, due organismi vicini al Partito socialista, Hollande ha poi evocato le polemiche dell'estate sul burkini.

"La laicità - ha tenuto a chiarire - non è la religione dello Stato contro le religioni. Fino a quando sarò presidente non ci saranno leggi di circostanza inapplicabili e incostituzionali". Un modo per rispondere alla destra dell'ex presidente Nicolas Sarkozy che invece invoca una legge ad hoc per la messa al bando del burkini.

sda-ats

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