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Hooliganismo


Euro 2016, una «festa rovinata»




Dopo gli scontri tra hooligan russi e inglesi a Marsiglia, che hanno fatto almeno 35 feriti, la stampa svizzera si interroga sulle misure di sicurezza prese dalle forze dell’ordine francesi e sulle ragioni di questa esplosione di violenza.

Dopo le violenze a Marsiglia, l'UEFA ha minacciato l'Inghilterra e la Russia di esclusione dal torneo se i loro tifosi dovessero rendersi responsabili di altri disordini. (Reuters)

Dopo le violenze a Marsiglia, l'UEFA ha minacciato l'Inghilterra e la Russia di esclusione dal torneo se i loro tifosi dovessero rendersi responsabili di altri disordini.

(Reuters)

«Ancora una volta, le forze dell’ordine si sono dimostrate impotenti di fronte a un’orda di delinquenti che ha preso in ostaggio il calcio per esprimere la sua barbarie», scrive lunedì Le Matin.

Un’impotenza che interpella Le Temps, secondo cui bisogna «interrogarsi sull’attitudine delle forze dell’ordine francesi, di cui la maggior parte degli esperti sottolinea da settimane la spossatezza e gli interventi sempre più duri». Il giornale romando ricorda che nei giorni che hanno preceduto i Campionati europei di calcio sono stati segnalati diversi casi di violenze da parte della polizia nei confronti di manifestanti e giornalisti.

«Diversi esperti britannici di hooliganismo hanno affermato che gli incidenti avrebbero potuto essere in parte evitati se i poliziotti francesi non avessero brandito i loro manganelli e sparato dei gas lacrimogeni. Vero? Falso? In questo inizio di competizione […] la necessità di agire in maniera differenziata e con sangue freddo deve in ogni caso essere riaffermata con forza», prosegue Le Temps.

«E se fossero state delle granate?»

«Sognavo un altro mondo», titola dal canto suo La Liberté. «Sì, sognavamo tutti di una parentesi salutare, una parentesi durante la quale per un mese, solo per un piccolo mese, avremmo pensato solo allo sport. Alla semplice felicità di essere assieme. Senza odio, violenza, razzismo, senza tanfo sociale né religioso. Dolce utopia!».

Riferendosi agli atti di violenza avvenuti anche all’interno dello stadio Vélodrome di Marsiglia, il giornale di Friburgo si interroga poi sulle misure di sicurezza: «Malgrado le perquisizioni, dei fumogeni e dei petardi sono passati attraverso le maglie della sicurezza. E se fossero state delle granate o delle cinture esplosive?».

Le Matin dà prova di un certo fatalismo, affermando che i violenti ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. «La storia lo dimostra: i poteri politici non hanno medicinali contro questo cancro».

Tuttavia, per il quotidiano romando una soluzione potrebbe essere «di escludere tutti i tifosi stranieri e di cedere la totalità dei biglietti ai residenti del paese organizzatore». Il prossimo Euro del 2020, però, «si terrà in 13 paesi…».

«Molto più di uno sport»

L’Aargauer Zeitung ricorda dal canto suo che «il calcio è molto più di uno sport». Gli Europei in corso in Francia «ci fanno prendere coscienza che il calcio offre ormai solo una distrazione molto limitata nella vita quotidiana. Su questa ‘festa del calcio’ si è stesa un’ombra, un’ombra fatta da tutte le contraddizioni sociali, politiche e nazionali».

Di chi è la colpa? Della Francia che si è concentrata troppo sui rischi d’attentato e sui conflitti sociali e ha dimenticato l’hooliganismo? Dell’Inghilterra? Della Russia? «Ma in fin dei conti non è tutta la nostra società ad essere responsabile di queste derive? Una società in cui il fossato tra ricchi e poveri non smette di allargarsi, dove i disoccupati e i disillusi sono sempre più numerosi – conclude La Liberté. Dei disillusi che trovano una scappatoia nei comportamenti estremi, come quelli di Marsiglia e di Nizza». 

Bisogna punire le squadre nazionali per le violenze dei loro tifosi? Dite la vostra. 

swissinfo.ch

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