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Andreas Zuellig, presidente di Hotelleriesuisse

KEYSTONE/PHOTOPRESS/DOMINIK BAUR

(sda-ats)

Le regioni di montagna sono confrontate a grandi sfide nei settori dell'energia, dell'edilizia e del turismo. Bisogna definire zone prioritarie dove intervenire invece di distribuire aiuti a pioggia, secondo il presidente di Hotelleriesuisse.

"Nelle regioni di montagna tre settori sono in pericolo", ha detto Andreas Züllig in un'intervista alla SonntagsZeitung. Il settore energetico non copre più i costi dell'energia idraulica, quello della costruzione è limitato dall'iniziativa sulle residenze secondarie e il turismo soffre per il franco forte. Senza dimenticare che l'agricoltura deve affrontare un cambiamento strutturale.

È necessario avere una "visione d'insieme dell'arco alpino". "Le questioni legate alla pianificazione dello spazio, dell'energia, dell'agricoltura e del turismo devono superare le frontiere cantonali ed essere discusse a livello federale". Le misure di sostegno dovrebbero rispondere a un piano preciso, invece di distribuire aiuti a pioggia.

Per Züllig "alcune regioni o luoghi non possono più essere sostenuti". "Non si può pensare che ogni valle possa essere dotata di una rete stradale, o collegata con i trasporti pubblici o beneficiare di un ponte per 200 abitanti", ha aggiunto.

Il presidente di Hotelleriesuisse cita ad esempio i Grigioni. A suo avviso lo sviluppo dovrebbe concentrarsi su quattro spazi economici: Alta/Bassa Engadina, Arosa/Lenzerheide, Davos/Klosters e Flims/Laax. I fondi disponibili verrebbero utilizzati con uno scopo preciso grazie al suo "piano Marshall".

sda-ats

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