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Il "Grifone" svedese vola basso nei cieli svizzeri




I "Grifoni" svedesi sono stati scelti per sostituire le vecchie "Tigri" dell'esercito svizzero (Keystone)

I "Grifoni" svedesi sono stati scelti per sostituire le vecchie "Tigri" dell'esercito svizzero

(Keystone)

La scelta del modello svedese Gripen per il rinnovo della flotta aerea dell'esercito svizzero suscita interrogativi nella stampa elvetica. All'indomani della decisione, molti commentatori si domandano se spiccherà davvero il volo o se si schianterà in parlamento.

Il caccia svedese decollerà veramente in Svizzera? Parecchi giornalisti se lo domandano.

Taluni giudicano azzeccata la mossa del ministro della difesa Ueli Maurer. Come il commentatore del quotidiano ginevrino Le Temps, secondo il quale con questa scelta 'modesta e ragionevole', il ministro UDC (Unione democratica di centro, destra conservatrice) "mette il massimo di assi nella sua manica".

I giornali sono infatti unanimi nell'evidenziare che il prezzo ha pesato sulla scelta di Maurer di preferire il modello svedese ai concorrenti francese Rafale ed europeo Eurofighter. "Una scelta di una modestia tutta elvetica", scrive il commentatore dei quotidiani L'Express di Neuchâtel, L'Impartial di La Chaux-de-Fonds e La Liberté di Friburgo. "La Svizzera sceglie un aereo da combattimento a prezzo stracciato per proteggere le sue frontiere", rincara il vodese 24 Heures.

Parecchi vignettisti ironizzano persino paragonando l'acquisto presso il costruttore Saab a uno presso il gigante svedese dei mobili da assemblare da sé Ikea. Su diversi quotidiani troneggiano le caricature del ministro elvetico della difesa intento a leggere un manuale delle istruzioni e ad aprire grandi scatole con il simbolo dell'Ikea da cui estrae prezzi di aerei.

Maggioranza di scettici

Ma anche scegliendo la variante meno costosa, la partita del ministro della difesa è lungi dall'essere vinta, pronosticano in molti. La fattura dei 22 Gripen resta pur sempre salata: 3 miliardi di franchi o poco più che si dovranno trovare, verosimilmente con un piano di risparmio a scapito di altri dipartimenti.

Per Maurer la fase più difficile resta quella di convincere il parlamento, poi forse anche il popolo, che questi sacrifici meritano di essere fatti perché così sarà garantita la sicurezza e che vi saranno compensazioni tecnologiche ed occupazionali, osserva Le Temps.

Secondo il Tages Anzeiger, si tratterebbe addirittura di uno "schianto calcolato", visto che il Gripen rischia "già un grounding in parlamento". Il foglio zurighese ritiene che Maurer abbia probabilmente preso in conto questa possibilità, speculando sul fatto che "se i jet saranno rifiutati, gli resteranno più soldi per l'esercito".

Sulla stessa lunghezza d'ordine Der Bund, per il quale non è chiaro se Maurer "pensi realmente quello che dice", quando afferma di voler comperare rapidamente nuovi caccia per l'esercito svizzero. Al contrario, "con la scelta dell'aviogetto svedese, la probabilità che la Svizzera comperi nuovi aerei diminuisce", sostiene il giornale bernese.

"Cosa vuole veramente Ueli Maurer?", si domanda anche il commentatore dell'Express. Il giornalista neocastellano è però più ottimista del collega bernese sulle probabilità di successo di Maurer in parlamento.

Spira aria di referendum

Ma forse "il Gripen prenderà la grippe davanti al popolo?", si chiede il Blick. Infatti, la possibilità che alla fine vi sia una votazione popolare è giudicata concreta dalla stragrande maggioranza dei giornali.

Se per finanziare l'acquisto vi sarà un programma di risparmio, questo sarà sottoposto a referendum. Facoltativo, ma che la sinistra e i pacifisti impugneranno di sicuro, pronosticano i commentatori.

Proprio il fatto che probabilmente il popolo si esprimerà sull'acquisto, è definito "la vera buona notizia" dal commentatore dei quotidiani romandi L'Express, L'Impartial e La Liberté. "Il referendum potrebbe rientrare dalla finestra", scrive il 24 Heures, riferendosi alla manovra effettuata dal parlamento nella legislatura che si conclude in questi giorni per evitarlo.

Un'eventualità che la Neue Zürcher Zeitung evoca con una certa apprensione. "Socialisti e verdi, fianco a fianco con il Gruppo per una Svizzera senza esercito, metteranno in atto tutto il possibile per bloccare l'ammodernamento militare" della flotta aerea delle forze armate elvetiche, pronostica il quotidiano zurighese, secondo il quale "il velivolo non vola ancora".

contesto

Il governo elvetico ha annunciato il 30 novembre di avere scelto, su proposta del ministro della difesa Ueli Maurer, il caccia da combattimento Gripen, prodotto in Svezia dalla Saab, per sostituire i vecchi Tiger. In lizza c'erano anche il Rafale della francese Dassault e l'Eurofighter del consorzio europeo EADS/Cassidian.

In totale è previsto l'acquisto di 22 caccia. "Il costo globale, che tiene conto anche del rincaro, è stato stimato in 3,1 miliardi di franchi", ha dichiarato davanti ai media Maurer, precisando che molto probabilmente la fattura finale risulterà inferiore. "I primi aviogetti dovrebbero giungere in Svizzera a tappe a partire dal 2015 e per un periodo di due-tre anni".

Secondo il ministro della difesa, "il Gripen è il modello meno caro e quello che risponde meglio alle nostre necessità". "È vero che il Gripen non è il top disponibile sul mercato, ma per noi è perfetto, tanto più che a livello tecnico è pur sempre eccellente", ha precisato.

Il fatto che il Gripen costi assai meno dei jet concorrenti, "ci garantisce inoltre un certo margine di manovra per altri acquisti in ambito militare".

In merito al finanziamento, entro febbraio il Dipartimento federale della difesa dovrà presentare al governo un ventaglio di varianti. Il progetto di acquisto sarà in seguito proposto al parlamento nell'ambito del Programma d'armamento 2012.

Per consentire l'acquisto di nuovi aviogetti, il finanziamento di un effettivo dell'esercito di 100mila uomini, l'eliminazione delle lacune di equipaggiamento e il risanamento di immobili, nell'autunno scorso il parlamento ha incaricato il governo di aumentare a 5 miliardi, a partire dal 2014, il limite di spesa per l'esercito: si tratta di 600 milioni in più rispetto a quanto previsto nella pianificazione finanziaria per la legislatura 2013-2015.

Il Dipartimento federale delle finanze è stato incaricato di cercare i milioni supplementari, mediante nuove entrate o tagli di spese. Tali decisioni verranno adottate in occasione dell'adozione del Programma d'armamento 2012 e poi inviate in procedura di consultazione.

Un eventuale programma di risparmio, che sarebbe connesso dal profilo legale con il decreto sul credito per l'acquisto di velivoli da combattimento, sottostà a referendum facoltativo.

swissinfo.ch



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