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Il consigliere di stato ginevrino Pierre Maudet.

Keystone/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

La polizia constata violenze sulle donne sempre più brutali e immotivate. Il presidente del governo cantonale ginevrino Pierre Maudet auspica ora una "piattaforma nazionale" per far fronte al problema.

"Il numero degli attacchi non è aumentato, ma le aggressioni diventano più brutali. Spesso nascono dal nulla, senza motivo apparente. Questo fenomeno mi preoccupa", dichiara in una intervista al "SonntagsBlick" il consigliere di Stato ginevrino, che lo scorso aprile è stato anche nominato presidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP).

"Abbiamo manifestamente una generazione di uomini tra i 18 e i 30 anni di cui alcuni sono privi di qualsiasi inibizione", aggiunge Maudet citato dalla "NZZ am Sonntag". Spesso, dice ancora al "SonntagsBlick", sono in gioco droga e alcol. Si tratta però sovente anche di "uomini provenienti da culture patriarcali, che sono male integrati e considerano le donne come inferiori".

Secondo Maudet è necessario rafforzare la prevenzione e l'integrazione dei migranti, l'istruzione dei poliziotti in questo ambito e la collaborazione tra Cantoni, coinvolgendo giustizia e polizia ma anche istituti per l'aiuto alle vittime, ospedali e scuole. Una possibilità in tal senso sarebbe costituire una piattaforma nazionale, analoga alla task force contro la radicalizzazione islamica. Non sono invece necessarie leggi più severe. "Ci sono già. Devono però anche essere applicate dai tribunali".

Consigliere di stato PLR responsabile della sicurezza, Maudet si è espresso a seguito del fattaccio avvenuto nelle prime ore dell'8 agosto scorso davanti a un locale notturno di Ginevra, in cui cinque donne sono state prese a botte sulla pubblica via da un gruppo di uomini: la più grave è uscita dal coma giovedì sera. Gli autori del pestaggio, o perlomeno la maggioranza, sono stati stati identificati nella vicina Francia, dove abitano nella regione di Thonon.

Gli inquirenti ginevrini hanno chiesto a Berna di delegare alla magistratura francese la conduzione del procedimento, non essendo possibile una estradizione. La Procura di Annecy, contattata da "Le Matin dimanche", ammette tuttavia di "non avere elementi nuovi né evoluzione significativa da segnalare". Nessuno è stato finora arrestato: i picchiatori si sono resi latitanti. Secondo testimoni, almeno alcuni di loro sarebbero d'origine maghrebina.

L'aggressione di Ginevra e altri episodi minori denunciati dopo la Street Parade di sabato 11 agosto a Zurigo hanno suscitato un'ondata di indignazione in tutta la Svizzera. Manifestazioni si sono svolte in diverse città per denunciare la violenza contro le donne. Le donne del PS hanno presentato venerdì a Berna un piano con cinque misure da prendere, tra cui una campagna di prevenzione nazionale.

Sono però state criticate da colleghe di altri partiti per non voler affrontare il fatto che gli uomini stranieri sono sovrarappresentati rispetto agli svizzeri in questi episodi di violenza. Colleghe che a loro volta hanno chiesto dispositivi cantonali o nazionali per far fronte al problema.

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SDA-ATS