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Secondo UBS risultano penalizzati soprattutto i settori del commercio al dettaglio e del turismo (foto d'archivio).

Keystone/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Il barometro delle piccole e medie imprese (PMI) di UBS è leggermente migliorato in ottobre rispetto a settembre, passando da -0,35 punti a -0,16 punti, mentre quello delle grandi imprese è calato in modo frazionale da -0,23 a -0,24.

Entrambi i barometri si attestano al di sotto della media pluriennale.

Le aspettative pessimistiche relative agli ordinativi e al livello di produzione indicano che la ripresa dell'industria resta molto fragile. Soprattutto le aziende orientate all'esportazione subiscono, come in passato, gli effetti del franco forte. Molte imprese industriali hanno registrato nei mesi scorsi un aumento del fatturato: la situazione in termini di utili, scrive UBS, è invece rimasta precaria.

Valutazioni analoghe per i fornitori, grandi e piccoli, di servizi, che nei prossimi mesi si aspettano prezzi al ribasso persistenti. Risultano penalizzati soprattutto i settori del commercio al dettaglio e del turismo, visto "l'intenso contesto concorrenziale generatosi a seguito del forte apprezzamento del franco svizzero sull'euro nel 2011".

Nel settore dell'edilizia le PMI hanno subito un ulteriore deterioramento della redditività, mentre per le grandi imprese la situazione si è stabilizzata, sebbene ad un livello basso, per la prima volta dal primo trimestre del 2015. Il giudizio sull'andamento degli affari è comunque il peggiore dal secondo trimestre del 2010.

sda-ats

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