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L’auto elettrica corre già sulla corsia di sorpasso


Di Armando Mombelli, Riva San Vitale


Le tre versioni della Lampo, prototipi realizzati da Marco Piffaretti per mostrare le potenzialità dei veicoli elettrici. (protoscar.com)

Le tre versioni della Lampo, prototipi realizzati da Marco Piffaretti per mostrare le potenzialità dei veicoli elettrici.

(protoscar.com)

I veicoli elettrici conquistano un spazio sempre più grande al Salone dell’auto di Ginevra: quasi tutti i costruttori presentano quest’anno un loro modello. Per Marco Piffaretti, uno dei pionieri svizzeri dell’elettromobilità, entro 20 anni la metà delle vetture in circolazione saranno elettriche. Intervista.

Già da una trentina d’anni, Marco Piffaretti sta cercando di “mettere il sole nel motore”. A 22 anni ha fondato la Protoscar, un’azienda d’ingegneria che sviluppa soluzioni tecniche e di design nel campo della mobilità ecologica. Tra il 2009 e il 2011, l’impresa ticinese, che lavora a Riva San Vitale, ha presentato al Salone internazionale dell'auto di Ginevra tre modelli della Lampo, un’automobile elettrica sportiva, in grado di accelerare in 4,5 secondi da 0 a 100 km/h.  

Salone dell’auto di Ginevra 

Il Salone dell’auto di Ginevra è stata la prima grande fiera automobilistica internazionale a promuovere le tecnologie a propulsioni alternative. 

All’85esima edizione, in programma dal 5 al 15 marzo, vengono presentate un centinaio di autovetture con un grado di efficienza che rientra nelle nuove norme dell’UE (emissioni da 0 a 95 grammi di CO2 per km). Oltre la metà di questi veicoli sono elettrici o ibridi. 

Dopo il successo della Tesla, che ha iniziato la sua produzione nel 2008, in questi ultimi anni tutte le grandi case automobilistiche hanno sviluppato delle auto elettriche di ogni gamma. 

A metà febbraio è stato reso noto che anche la Apple intende avviare dal 2020 la produzione di un’auto elettrica, in cui integrerà le sue applicazioni informatiche. Un altro colosso americano, Google ha annunciato invece di voler mettere a punto un auto ecologica che si guida da sola. 

swissinfo.ch: Di auto elettriche si parla già da molto tempo. Come mai solo negli ultimi anni tutte le grandi case automobilistiche hanno iniziato a produrre questi veicoli?

Marco Piffaretti: Il grande balzo in avanti si è avuto nel 2009, quando si è cominciato a utilizzare anche per le auto le batterie al litio, che venivano già impiegate per i computer e i telefonini. Questa nuova soluzione tecnica ha permesso di avere prestazioni due o tre volte migliori di prima. Anche il motore elettrico è stato ottimizzato, è diventato più leggero ed efficiente, però la grande accelerazione è stata resa possibile dalle batterie al litio, che garantiscono ormai un’autonomia da 100 a 400 chilometri a seconda dei modelli. 

Grazie a questi progressi oggi l’auto elettrica offre un rendimento ben migliore di quello di un’automobile con un motore a combustione: i veicoli elettrici consumano in media un quarto di energia rispetto alle autovetture paragonabili a benzina o gasolio. 

swissinfo.ch: A cosa è dovuto questo miglior rendimento? 

M.P.: Il motore a combustione, che utilizziamo da un centinaio d’anni, è un sistema di per sé poco efficiente, dal momento che crea moltissimo calore di scarto: i gas di scarico possono raggiungere 900 gradi. L’automobile a combustione è una stufa su quattro ruote! Per evitare che il motore fonda, questo calore va evacuato tramite un sistema di raffreddamento. In pratica solo un quarto dell’energia del carburante è impiegato per far funzionare l’automobile, mentre il resto se ne va via sotto forma di calore. 

Il motore elettrico, invece, raggiunge al massimo un centinaio di gradi. Quasi tutta l’energia serve a far funzionare il veicolo. Inoltre, quando si frena o si va in discesa, con l’auto elettrica si recupera energia. Il motore funziona da dinamo e contribuisce a riempire la batteria.

swissinfo.ch: E quali sono invece gli svantaggi? 

M.P.: L’unico grande svantaggio è il prezzo di acquisto, tuttora superiore del 30 – 40% rispetto all’auto a combustione. La differenza è dovuta alla batteria, che rappresenta circa un terzo del costo di un’auto elettrica. Questo prezzo non è solo legato ai materiali, ma anche alla qualità del manufatto, che deve sopportare vibrazioni e grandi sbalzi di temperatura per una decina d’anni. La trazione elettrica consente di risparmiare molti soldi in termini di costi di gestione, ma al momento dell’acquisto è come se si comperasse un’auto a combustione con 20'000 litri di benzina... 

swissinfo.ch: Lei ha messo a punto la Lampo, un’auto elettrica con prestazioni paragonabili a quelle di una Ferrari o di una Lamborghini. Per quale motivo ha sviluppato un prototipo simile?

M.P.: Nel 2009, quando abbiamo presentato la prima Lampo al Salone di Ginevra, l’auto elettrica era vista più che altro come un mezzo adatto alla mobilità urbana, per alleviare problemi quali l’inquinamento o il rumore notturno. Con la Lampo abbiamo voluto dimostrare che si tratta invece di una soluzione per tutti i tipi di veicoli, dai camion fino all’auto sportiva. Tenendo conto del prezzo della batteria, attualmente è più facile ottenere un pareggio dei costi, se si fanno molti chilometri. Dal profilo finanziario, l’auto elettrica si presta quindi piuttosto come veicolo per i pendolari o come vettura di alta gamma. Questo spiega in parte il successo della strategia seguita dalla Tesla. 

La Lampo ci serve inoltre come laboratorio per sperimentare delle tecnologie che proponiamo ai nostri clienti. Ad esempio sistemi di ricarica rapida, che consentono d’immagazzinare in 7 minuti l’energia sufficiente per 100 chilometri, e di ricarica intelligente, che tengono conto della disponibilità di energia fotovoltaica e dei carichi della rete. 

swissinfo.ch: Secondo degli studi, nel 2035 la metà delle autovetture in circolazione saranno elettriche. È un obbiettivo realistico, tenendo conto del più alto prezzo di acquisto? 

M.P.: Sì, vi è ormai una crescente volontà, anche da parte dei politici, di promuovere la mobilità sostenibile. L’UE, ad esempio, ha emanato delle prescrizioni che costringono i costruttori di automobili a ridurre sostanzialmente le emissioni di CO2 (meno di 95g/km entro il 2021). Diversi paesi stanno inoltre introducendo degli incentivi. In Francia il governo ha deciso di imporre un prelievo sul gasolio, che verrà ridistribuito sotto forma di premio di 10'000 euro a chi compera auto elettriche. In Norvegia già oggi le auto più vendute sono elettriche. È in corso una grande svolta e questo obbiettivo sarà forse raggiunto, in alcuni paesi, già prima del 2035. 

swissinfo.ch: E in Svizzera? 

M.P.: Finora non vi è purtroppo una vera politica federale di incentivi in favore della mobilità elettrica. La Confederazione ha introdotto il programma “Minergie” per promuovere i risparmi energetici per gli edifici, ma non vi è nulla di equivalente per le autovetture, che generano quote altrettanto grandi di emissioni di CO2. 

swissinfo.ch: Il sensibile calo del prezzo del petrolio non rischia di frenare l’elettromobilità? 

M.P.: Può essere un freno temporaneo, ma non potrà ostacolare l’avvento dell’elettromobilità. Per la concezione e lo sviluppo di automobili si ragiona generalmente in termini di 5 o 10 anni e in questo periodo il prezzo del petrolio tornerà quasi sicuramente a livelli ben più alti. 

swissinfo.ch: Per poter decollare, l’elettromobilità avrà bisogno di una nuova infrastruttura, di una vasta rete di impianti di ricarica. A che punto siamo? 

M.P.: Finora gli Stati hanno lanciato soprattutto delle iniziative per promuovere lo sviluppo delle auto elettriche, ma non per predisporre l’infrastruttura di ricarica adeguata. Vi sono però sempre più città e regioni che cominciano a chiedersi come affrontare questa nuova sfida: ad esempio, quante colonne di ricarica saranno necessarie nei prossimi anni e quali scelte tecniche vanno fatte. Tra le attività principali della nostra azienda vi è quella di realizzare degli studi, in cui indichiamo il fabbisogno futuro di infrastruttura di ricarica per auto elettriche e ibride per città e regioni. Abbiamo già sviluppato dei “masterplan” per le città di Zurigo e Stoccarda, come pure per i Cantoni Ticino e Ginevra, e contiamo di poterne presto elaborare degli altri, anche fuori dalla Svizzera. 

swissinfo.ch: Tra i suoi clienti vi sono anche grandi case automobilistiche. Come mai si rivolgono alla sua azienda? 

M.P.: Diciamo che a livello mondiale non vi sono molte aziende, come la nostra, che da trent’anni si occupano di mobilità elettrica. Trent’anni fa chi sviluppava auto elettriche era considerato un po’ un pazzo. Il petrolio costava poco e non ci si preoccupava molto dell’ambiente. Non vi era la consapevolezza che il nostro pianeta, in fondo, lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli e un giorno dovremo ridarlo in condizioni non peggiori rispetto a come l’abbiamo trovato. 

Marco Piffaretti 

Nato nel 1965 a Bellinzona, Marco Piffaretti ha studiato design d’automobili alla Scuola d’arte applicata di Torino e presso l’Art Center College of Design di La Tour de Peilz, nel Canton Vaud. 

Ha cominciato ad appassionarsi per la mobilità sostenibile partecipando nel 1986, da studente, al Tour de Sol, la prima corsa del mondo per veicoli a energia fotovoltaica, organizzata in Svizzera.

Nel 1987 ha fondato la Protoscar, una ditta di ingegneria e design, con sede a Rovio, nel Canton Ticino, specializzata nello sviluppo di auto a propulsione alternativa e di veicoli ecologici. 

Dal 1994 al 2001 è stato inoltre direttore del programma VEL1 a Mendrisio, un progetto promosso dalla Confederazione con l’obiettivo di introdurre 400 veicoli elettrici in un comune di 10’000 abitanti. Dal 2012 è direttore di Infovel, il centro di competenza per la mobilità sostenibile del Cantone Ticino.

swissinfo.ch

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