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Perquisizione alla moschea An'Nur di Winterthur

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

La Federazione delle organizzazione islamiche di Zurigo ha sospeso l'associazione culturale An'Nur. La decisione è stata presa venerdì, due giorni dopo gli arresti nella moschea di Winterthur (ZH).

"Siamo scioccati che un imam possa incitare alla violenza in una della nostre case di Dio", ha dichiarato il presidente della federazione, Mahmud El Guindi, in un'intervista pubblicata dalla SonntagsZeitung. Il comitato direttivo ha deciso all'unanimità di sospendere l'associazione An'Nour fino a nuovo ordine e si distanzia dalle dichiarazioni dell'imam.

"Esigiamo dai nostri membri il riconoscimento dello stato di diritto e della democrazia svizzera". La sospensione è un avvertimento all'associazione, ha precisato aggiungendo che "tutti hanno diritto a una seconda opportunità".

A suo avviso lo scopo della federazione non è punire i comportamenti illegali. "Vogliamo riportare gli elementi radicali sulla giusta via e questo esige a volte tolleranza".

El Guindi è contrario alla chiusura della moschea An'Nur poiché "non esiste una base legale". Per evitare casi simili bisogna meglio definire e proteggere la carica di imam. "Come federazione, dobbiamo formulare esigenze per i predicatori nelle moschee", ha detto precisando che probabilmente l'imam arrestato non ha le qualifiche richieste.

La polizia cantonale zurighese ha perquisito mercoledì la moschea An'Nour di Winterthur e posto in detenzione preventiva un imam etiope che aveva incitato a uccidere i musulmani non praticanti e un altro uomo. Sono sospettati di pubblica istigazione a un crimine o alla violenza. Altri due uomini fermati dalla polizia sono stati rilasciati.

sda-ats

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