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Arrestate sette persone in attesa d'estradizione


La FIFA al centro di due inchieste penali per corruzione, in Svizzera e negli USA


A pochi giorni dalla rielezione annunciata di Sepp Blatter per un 5o mandato, la FIFA si ritrova nell'occhio del ciclone. (Keystone)

A pochi giorni dalla rielezione annunciata di Sepp Blatter per un 5o mandato, la FIFA si ritrova nell'occhio del ciclone.

(Keystone)

Sette funzionari della FIFA e di altre organizzazioni affiliate sono stati arrestati a Zurigo su richiesta delle autorità statunitensi. Sospettati di aver accettato bustarelle per oltre 150 milioni di dollari, sono stati posti in detenzione preventiva in vista di un’estradizione. Il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato dal canto suo un'inchiesta penale contro ignoti relativa all'assegnazione dei Mondiali di calcio 2018 e 2022.

Il pubblico ministero di New York accusa i dirigenti del calcio di aver pagato e accettato tangenti e provvigioni nascoste a partire dagli anni Novanta. Gli indagati avrebbero ottenuto denaro in cambio dei diritti di trasmissione, di commercializzazione e di sponsorizzazione di tornei di calcio negli Stati Uniti e in Sud America, stando a un comunicato dell’Ufficio federale di giustizia (UFG). L’accordo, così come i preparativi, sarebbe stato concluso negli Stati Uniti e parte del denaro sarebbe transitato da banche americane. L’UFG ha fatto bloccare i conti presso diverse banche elvetiche attraverso i quali sarebbero transitate le tangenti e ha ordinato di acquisire i relativi documenti bancari.

La polizia zurighese, su ordine dell'UFG, procederà a una serie di interrogatori. Se gli indagati acconsentiranno all’estradizione negli Stati Uniti, sarà applicata una procedura accelerata. Se si opporranno (sei di loro lo hanno già fatto), l'UFG chiederà agli Stati Uniti di presentare una domanda formale di estradizione entro il termine di 40 giorni previsto dal trattato bilaterale di estradizione.

Parallelamente, il Ministero pubblico della Confederazione ha annunciato mercoledì di aver aperto un'indagine penale contro ignoti relativa all'assegnazione dei Mondiali di calcio 2018 (Russia) e 2022 (Qatar). Ipotesi di reato: amministrazione infedele e riciclaggio di denaro, attraverso conti bancari elvetici.  A tale scopo, le autorità svizzere hanno sequestrato dati elettronici e documenti presso la sede principale della FIFA. Dieci persone che avevano partecipato alla selezione di Russia e Qatar saranno interrogate come «persone informate sui fatti», indica l'MPC in una nota.

Il procedimento aperto dall'MPC fa seguito a una denuncia sporta dalla stessa FIFA contro ignoti nel mese di dicembre 2014. La FIFA figura dunque come «parte lesa» in questa inchiesta, spiega l’MPC. L’arresto e l'estradizione dei sette dirigenti della FIFA erano stato invece richiesti dalle autorità statunitensi, nell'ambito dell'assistenza giudiziaria internazionale. 

«Una corruzione istituzionalizzata»

Complessivamente, le persone messe sotto accusa negli Stati Uniti sono 14, di cui sette sono state arrestate in Svizzera. 

  • Eugenio Figueredo, vicepresidente della Confederazione sudamericana di calcio (CONMEBOL) e della FIFA, cittadino uruguaiano
  • Eduardo Li, presidente della Federazione di calcio della Costa Rica e funzionario della FIFA, cittadino costaricano
  • José Maria Marin, membro esecutivo della CONMEBOL, cittadino brasiliano
  • Julio Rocha, ex presidente della Federazione di calcio del Nicaragua e funzionario della FIFA, cittadino nicaraguegno
  • Costas Takkas, ex segretario generale della Federazione di calcio delle Isole Cayman, cittadino britannico
  • Jeffrey Webb, presidente della Confederazione di calcio del Nord, Centro America e Caraibi (CONCACAF) e vicepresidente della FIFA, cittadino britannico
  • Rafael Esquivel, presidente della Federazione di calcio del Venezuela (FVF) e membro esecutivo della CONMEBOL, cittadino venezuelano

«Siamo colpiti dall’ampiezza del fenomeno e dal fatto che ha coinvolto praticamente tutta la FIFA», ha affermato un responsabile della giustizia americana al New York Times, il primo a rivelare la notizia. «Apparentemente tutta la federazione è stata infiltrata. È come se la corruzione fosse stata istituzionalizzata».

Lo scoppio dello scandalo era nell'aria da tempo. Gli agenti dell'FBI indagano oramai da tre anni. Ma a imprimere un'accelerazione all'azione delle autorità americane - raccontano i media USA - sarebbe stata in particolare la decisione dell'ex procuratore Michael Garcia, che di recente ha preso le distanze dalla FIFA dopo essere stato assunto dall'associazione per svolgere un'indagine interna. Indagine al termine della quale i vertici della FIFA hanno parlato dell'inesistenza di fatti che provino la corruzione. Conclusioni da cui l'ex procuratore si è dissociato.

La FIFA pronta a collaborare

«Al momento il presidente Sepp Blatter non è implicato nella vicenda (…) e non è tenuto a lasciare l’incarico», ha affermato durante la conferenza stampa il portavoce della FIFA Walter De Gregorio. «La FIFA è pronta a collaborare (…)  e fornirà tutte le informazioni necessarie per fare luce sul caso».

«Questa inchiesta non è un bene per l’immagine della FIFA, ma permetterà di fare pulizia dopo quello che è successo negli ultimi anni», ha proseguito Walter De Gregorio, sottolineando che i Mondiali del 2018 e del 2022 si terranno regolarmente.

Nessun cambio di programma nemmeno per il congresso annuale della FIFA, previsto venerdì 29 maggio, durante il quale il presidente uscente Sepp Blatter, alla testa della federazione dal 1998, si presenterà per un quinto mandato. Unico sfidante, il principe giordano Ali Bin Al Hussein. 

La decisione della FIFA di non posticipare le elezioni è stata immediatamente criticata da Transparency International, secondo cui Blatter deve ritirarsi e il congresso va rinviato. «Questi scandali si sono sviluppati sotto la sorveglianza di Blatter», ha affermato il direttore dell'organizzazione non governativa Cobus de Swardt. 

Legami con i Mondiali in Qatar

Secondo Henry Peter, professore di diritto all’università di Ginevra, esiste probabilmente un legame di causa-effetto tra l’inchiesta americana e la scelta del Qatar per la Coppa del mondo 2022.

Nato a Visp (Vallese) nel 1936, Sepp Blatter è entrato nella FIFA nel 1975, come direttore dei programmi di sviluppo. Nel 1981 è stato eletto segretario generale, carica che ha ricoperto fino al 1990. Tra il 1990 e il 1998 è stato direttore esecutivo della federazione, per poi essere eletto presidente. Venerdì 29 maggio 2014 si presenta per un quinto mandato. 

«L’attribuzione dei Mondiali al Qatar in condizioni discutibili ha privato gli Stati Uniti e l’Inghilterra di questa competizione», ha affermato alla Radiotelevisione svizzera (RTS). Per quanto riguarda gli arresti su suolo elvetico, Henry Peter ritiene che la «Svizzera stia applicando semplicemente i trattati internazionali che esistono tra i due paesi».

Il fermo giunge a pochi giorni dal congresso annuale delle FIFA e rappresenta un brutto colpo alle speranze di rielezione di Blatter. «Si tratta di un attacco molto pesante, perché questa volta viene dall’esterno e non dall’interno dell’organizzazione. Sembra piuttosto difficile, in queste condizioni, procedere a un’elezione credibile», conclude Henry Peter.

Nel mirino un’ex società del canton Zugo

Secondo Roland Büchel, parlamentare dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) che aveva denunciato la corruzione in seno alla FIFA, questi arresti riguardano probabilmente delle tangenti distribuite dalla ormai defunta società di marketing sportivo ISMM-ISL con sede a Zugo.

Nel 2008 il tribunale del canton Zugo aveva accusato diversi responsabili della federazione di essere implicati in uno scandalo di corruzione per diversi miliardi di dollari, relativo al fallimento di questa società. I nomi degli imputati erano stati rivelati soltanto nel 2012, su ordine del Tribunale federale. Tra questi figurava anche l’ex presidente Joao Havelange.

«Gli arresti di stamattina dimostrano una volta di più che quando gli Stati Uniti vogliono dei risultati, li ottengono», ha dichiarato Roland Büchel a swissinfo.ch.

«Già diversi anni fa avevamo chiesto alla FIFA di ripulire la federazione, quando ancora aveva tempo di farlo. Non ci è riuscita ed ora sembra che gli Stati Uniti lo stiano facendo al posto della FIFA e della Svizzera. È un peccato perché in questo momento tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla Svizzera». 

Nuove misure anti-corruzione

Per un gioco del caso, la prossima settimana il Parlamento svizzero discuterà di nuove regolamentazioni per rafforzare la lotta contro la corruzione in seno alle società sportive internazionali presenti su suolo elvetico. I deputati dovranno determinare se le bustarelle rappresentano un’infrazione penale perseguita in modo automatico, indipendentemente dallo statuto legale dell’organizzazione alla quale le persone coinvolte appartengono.

Nel dicembre 2014, il Parlamento ha inasprito le norme antiriciclaggio, piazzando i dirigenti della FIFA e altre organizzazioni nella categoria delle persone politicamente esposte, a fianco dei dittatori. Pagamenti in contanti di oltre 100'000 franchi saranno soggetti all'obbligo di diligenza.


swissinfo.ch e agenzie

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