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Legge sul servizio informazioni


«Si rende il sistema più rapido, diretto ed efficace»


Di Olivier Pauchard, Palais fédéral, Berne


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Alexandre Vautravers è uno specialista di questioni di sicurezza regolarmente sollecitato dai media. (rts.ch)

Alexandre Vautravers è uno specialista di questioni di sicurezza regolarmente sollecitato dai media.

(rts.ch)

La nuova Legge federale sul servizio informazioni suscita timori per quanto concerne la protezione della sfera privata. Per lo specialista delle questioni di sicurezza Alexandre Vautravers, questo testo – sul punto di essere accettato dal parlamento – contiene miglioramenti indispensabili per il lavoro dei servizi segreti.

Per gli oppositori, principalmente a sinistra dello scacchiere politico, la nuova Legge sul servizio informazioni fa risorgere lo spettro di una sorveglianza generalizzata dei cittadini. Professore associato all’Università Webster di Ginevra e capo redattore della Rivista militare svizzera, Alexandre Vautravers ha un’analisi molto meno negativa.

swissinfo.ch: Quali sono a suo avviso i principali miglioramenti?

Alexandre Vautravers: Permette di far chiarezza su un certo numero di strumenti a disposizione dei servizi d’informazione, in particolare i mezzi investigativi. Fino ad oggi, questi erano disponibili solo in teoria, poiché erano necessarie diverse procedure d’autorizzazione molto complesse, per via amministrativa o giuridica. Con questa nuova legge, il sistema diventa più rapido, diretto ed efficace.

Inoltre autorizza un certo numero di investigazioni o di strumenti per condurre delle inchieste, che prima erano esplicitamente vietati.

swissinfo.ch: Può farci un esempio concreto?

A.V.: Finora era praticamente impossibile utilizzare un nome fittizio per svolgere un’inchiesta. È facile immaginare ciò che significa… Si ha una sola vita, dei famigliari possono essere inquietati e posti in una situazione molto difficile. Quindi, evidentemente, se la propria identità e vita privata possono essere svelate, si riflette due volte prima di intraprendere certi passi. Penso che sia un progresso immenso e decisivo.

swissinfo.ch: I servizi di informazioni sono quasi sempre e dappertutto criticati. Perché?

A.V.: Ogni servizio è confrontato con le stesse critiche. Si può constatare che quando vi è un problema, gli altri Stati generalmente non battono il chiodo, poiché tutti sono coscienti che può succedere dappertutto. Non conosco un solo paese democratico dove non vi è stato un dibattito di fondo sui servizi di informazioni. Ed è un aspetto piuttosto salutare.


Traduzione di Daniele Mariani, swissinfo.ch

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