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Il quartier generale della Commissione Ue a Bruxelles

Keystone/AP/Yves Logghe

(sda-ats)

L'attuazione dell'articolo costituzionale 121a sull'immigrazione di massa è stata al centro di un'audizione oggi a Bruxelles dell'ambasciatore svizzero presso l'UE, Urs Bucher, da parte di rappresentanti degli Stati membri dell'unione.

L'audizione gli ha fornito l'opportunità di esporre il tema della libera circolazione in un contesto ampio, ha affermato Bucher alla stampa al termine dell'incontro, precisando di aver evocato nel suo discorso la forte relazione fra Svizzera e UE.

La Confederazione è il terzo maggior partner per quanto riguarda gli scambi commerciali di merci, mentre per i servizi e gli investimenti è addirittura il secondo. "La Svizzera è un partner importante anche in materia di libera circolazione", ha rammentato, facendo riferimento agli 1,3 milioni di cittadini dell'UE che ci vivono e ai circa 300'000 frontalieri.

Al temine del suo discorso, a Bucher sono state poste molte domande sull'iter parlamentare relativo all'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. L'ambasciatore elvetico ha potuto rispondere in modo limitato, visto che non è ancora chiaro come si procederà.

Le reazioni alla proposta "light" del Consiglio nazionale sono state prudenti poiché sussistono ancora molti punti interrogativi, ha rilevato Bucher, precisando che non ci sono state domande sull'accordo quadro istituzionale.

Ogni due anni gli Stati membri dell'UE tracciano un bilancio sulle loro relazioni con i quattro Stati dell'Associazione europea di libero scambio (AELS): Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda. In questo contesto l'ambasciatore di ogni Paese dell'AELS viene invitato a un'audizione. La pubblicazione del relativo rapporto è attesa per il mese di dicembre.

sda-ats

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