Passare direttamente al contenuto
Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]
Live blog

La Svizzera elegge il suo parlamento

Minuto per minuto

SWI swissinfo.ch

21:03

L’UDC si avvicina al 30%

Dalla seconda proiezione della SSR, non emergono sostanziali cambiamenti rispetto alla prima. L’UDC passa da 54 a 65 seggi in Consiglio nazionale, conquistandone 11 e superando il suo miglior risultato del 2007. Un dato è però da sottolineare: rispetto alla prima proiezione, il partito guidato da Toni Brunner crescerebbe di più in termini percentuali, sfiorando il 30% (+2,9% rispetto al 2011).

Il PLR conferma la leggera progressione, con tre seggi in più (a 33) e un aumento percentuale dell’1,2% al 16,3%.

Sostanzialmente stabili PS (-2 seggi a 44, malgrado una progressione dello 0,2%), PPD (-1 a 28), PBD (-1 seggio a 8). Il Partito evangelico conserva i suoi deputati, così come la Lega dei ticinesi.

Le più forte perdite sono da annoverare nel campo ecologista: i Verdi liberali passano da 12 a 6 rappresentanti, mentre i Verdi perdono 5 seggi attestandosi a 10 deputati.

 (Polis)
(Polis)


20:41

La Quinta Svizzera ha ormai il suo eletto

L'ex ambasciatore svizzero a Berlino Tim Guldimann è stato eletto in Consiglio nazionale. L'esponente del Partito socialista, che si presentava a Zurigo, è arrivato in quarta posizione sulla lista del PS. Si tratta del primo candidato espatriato eletto in parlamento.


20:30

Le reazioni dei partiti

«Il flusso migratorio verso l’Europa, la politica d’asilo e i rapporti con l’UE sono temi con i quali saremo confrontati nel corso della prossima legislatura. Sono anche dossier che coinvolgono da vicino la cittadinanza e questo forse spiega il risultato per il nostro partito»: così il presidente dell’UDC Toni Brunner ha commentato ai microfoni della televisione svizzero tedesca SRF il trionfo del suo partito alle elezioni federali.

Soddisfatto naturalmente anche l’altro vincitore della giornata, il presidente del PLR Philipp Müller. «Siamo andati ancora meglio di quanto ci aspettavamo», ha dichiarato. Müller ha poi appoggiato la richiesta dell’UDC di avere un secondo consigliere federale: dovremmo far sì che la forza politica più importante in Svizzera sia meglio rappresentata in governo, ha in sostanza affermato Müller. Viste le forze in presenza nel futuro parlamento, il seggio dell'esponente del PBDEveline Widmer-Schlumpfè quindi più che mai minacciato.

Una minaccia che sembra non preoccupare più di quel tanto la segretaria generale del PBD Nina Zosso: «Eveline Widmer-Schlumpf ha ottime possibilità di essere rieletta e allo stadio attuale i partiti di centro continuano ad avere diritto a due consiglieri federali».

Il presidente del PS Christian Levrat ha dal canto suo fatto buon viso a cattivo gioco: «Non credo si possa parlare di una sconfitta, almeno per quanto concerne il mio partito. Nell’insieme penso che si possa parlare di un ritorno alla legislatura tra il 2007 e il 2011. Nel 2011 UDC e PLR avevano perso 13 seggi, oggi ne hanno riconquistati 14».

Tra i grandi sconfitti, il presidente dei Verdi liberali Martin Bäumle ha detto di «assumersi la responsabilità della disfatta». Una disfatta che «non giunge del tutto inattesa. Sapevamo che c’erano dei rischi e abbiamo comunque combattuto».

Delusione è stata espressa anche da Christophe Darbelley, presidente del PPD: «Che ci sarebbe stata una svolta a destra era chiaro, ma in queste proporzioni non me lo aspettavo».

La sua omologa dei Verdi, Regula Rytz, si è detta invece preoccupata per il futuro della politica ecologista, meno per il risultato del proprio partito, che incassa una seconda sconfitta consecutiva: «Stando ai cicli che abbiamo vissuto fin qui, nel 2019 dovremmo tornare a vincere».

19:56

La vittoria dell’UDC sulla stampa italiana

«Avanza la destra nazionalista», «In Svizzera trionfa la destra anti-immigrati»… La vittoria dell’Unione democratica di centro non è sfuggita alla stampa italiana, che sottolinea come l’immigrazione sia stata al centro della campagna elettorale.

Una vittoria – scrive Il Sole 24 Ore – che «potrebbe avere riflessi anche sui rapporti con l’Unione Europea nel suo complesso e con i singoli paesi dell’UE, Italia compresa». Ricordando l’accettazione dell’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», che sta di fatto rimettendo in discussione gli accordi bilaterali con l’UE, Il Sole 24 Ore annota che per il governo svizzero le discussioni con Bruxelles «saranno ora ancor più difficili».

Il Corriere della Sera sottolinea da parte sua l’elezione di Magdalena Martullo-Blocher, figlia del leader dell’UDC Christoph Blocher: «In molti hanno paragonato la sua ascesa a quella di Marine Le Pen, leader del partito francese di estrema destra nazionalista Front National e figlia del fondatore del movimento, Jean-Marie Le Pen».

Per La Repubblica, «la stabilità del sistema non lascia intravedere grandi sorprese, ma l'esito del voto potrebbe comunque risultare molto significativo per gli equilibri interni del sistema partitico elvetico; un ulteriore spostamento verso destra anche di pochi seggi in parlamento potrebbe infatti modificare la distribuzione delle poltrone dell'esecutivo fra i vari partiti, a vantaggio dell'Udc, il partito della destra più conservatrice e antieuropeista di Christoph Blocher».

19:04

La prima proiezione nazionale conferma la vittoria dell’UDC

La forte progressione dell’UDC trova conferma nella prima proiezione nazionale. Il partito della destra conservatrice conquista 11 seggi in Consiglio nazionale, superando il record del 2007 e attestandosi a 65 mandati. Meno marcato l’aumento dal punto di vista percentuale: l’UDC passa infatti dal 28,6 al 28%.

L’altro vincitore della giornata è il PLR, che guadagna 3 seggi, passando da 30 a 33.

Nel campo dei perdenti vi sono soprattutto i Verdi liberali, che vedono dimezzare la loro rappresentanza in parlamento: dai 12 seggi nel 2011, passano a 6 mandati. Perdono pezzi pure i Verdi, che passano da 15 a 10 seggi.

Più contenuto il calo per il PS (-2 seggi a 44), il PPD (-1 a 28) e il PBD (-1 a 8).

Da notare anche il ritorno in parlamento dell’estrema sinistra, che conquista un seggio nel canton Neuchâtel.

 (polis/SSR)
(polis/SSR)


18:09

L’UDC potrebbe battere il suo record

A spoglio ultimato in 13 cantoni, l’Unione democratica di centro conquista cinque seggi supplementari in Consiglio nazionale, mentre i Verdi liberali ne perdono tre. Gli altri partiti sono più stabili: +1 per il PLR, -1 per il PS, i Verdi e il PPD. Il PBD dal canto suo non perde e non guadagna nulla.

Aggiungendo i risultati provvisori in 11 cantoni – 24 quindi in totale – l’UDC arriverebbe a 11 seggi in più, stando a un conteggio dell’Agenzia telegrafica svizzera. Con 64 seggi, l’UDC supererebbe il record del 2007 (62). Il PLR ne conquisterebbe dal canto suo 5. In perdita di velocità gli altri partiti: -6 per i Verdi liberali, -4 per i Verdi, -3 per il PS, -2 per il PPD e -1 per il PBD.

17:54

Una cinquantina di candidati possono già festeggiare

17:37

Due presidenti di partito soddisfatti

«L’ondata migratoria preoccupa la gente. In Svizzera la problematica dell’asilo non è risolta. La questione dei veri rifugiati e dei rifugiati economici non è stata regolata», ha commentato Toni Brunner, presidente dell’UDC, in un’intervista alla televisione svizzero-tedesca SRF. Il suo partito si profila come il grande vincitore di queste elezioni federali e potrebbe superare il risultato storico del 2007 (28,9%), avvicinandosi al 30%.

Il presidente del Partito liberale radicale Philipp Müller dal canto suo non vuole per ora gridare vittoria. Interrogato sui compiti a venire del nuovo parlamento, ha affermato: «Vogliamo che gli accordi bilaterali con l’Unione Europea siano mantenuti. Non possiamo essere in conflitto con 500 milioni di persone che vivono attorno a noi».

16:59

«L’UDC è riuscita a sbarazzarsi della sua immagine di lupo cattivo»

Intervistato da Le Temps, il politologo ticinese Oscar Mazzoleni, specialista della destra conservatrice, ha affermato che da un lato «l’UDC ha potuto trarre beneficio dal clima d’inquietudine causato dall’ondata migratoria verso l’Europa, anche se in Svizzera non vi è stato il caos annunciato dalla destra».

«L’aspetto nuovo – ha aggiunto Mazzoleni – è però soprattutto il cambiamento di direzione strategico. Quattro anni fa, l’UDC aveva condotto una campagna molto offensiva, mirando soprattutto a un aumento dei seggi in Consiglio degli Stati. Questo clima aggressivo non aveva convinto l’elettorato moderato. Questa volta, l’UDC è riuscita a liberarsi dell’immagine mediatica che gli era rimasta appiccicata addosso, a sbarazzarsi della sua immagine di grande lupo cattivo. Soprattutto tra i giovani, con dei videoclip improntati sull’autoderisione».

16:37

La figlia di Blocher vince la sua scommessa

Magdalena Martullo-Blocher ce l’ha fatta: la figlia del leader dell’UDC Christoph Blocher, che si presentava nei Grigioni pur non essendo mai stata domiciliata in questo cantone, è stata eletta in Consiglio nazionale. Nel contempo il suo partito ha conquistato un seggio supplementare, passando a due. Malgrado una forte perdita, il PBD è riuscito a conservare il suo seggio, così come il PPD e il PS. Sul fronte degli sconfitti, i Verdi liberali, che perdono il loro rappresentante.

15:55

Uno svizzero all’estero eletto in parlamento?

L’ex ambasciatore svizzero in Germania Tim Guldimann potrebbe essere il primo candidato espatriato ad essere eletto in Consiglio nazionale. Guldimann, in lizza per il Partito socialista nel canton Zurigo, arriva per il momento in sesta posizione, dietro ai cinque deputati socialisti uscenti.

Le proiezioni a Zurigo (cantone con il maggior numero di deputati) sembrano confermare la tendenza a livello nazionale, con UDC, PLR e PS in crescita (anche se per quest’ultimo partito l’evoluzione è piuttosto differenziata da un cantone all’altro) e i partiti di centro e i Verdi in difficoltà. A Zurigo, il PS conquisterebbe due seggi supplementari, passando a nove, l’UDC si confermerebbe il partito più importante (+1 seggio, 12 in totale) e il PLR ne guadagnerebbe pure uno (5). Perderebbero invece un seggio a testa i Verdi liberali (2), i Verdi (2) e il PBD (1). Il PPD e il Partito evangelico riuscirebbero dal canto loro a mantenere i loro seggi (rispettivamente due e uno).

Da notare che in questo cantone il caporedattore del settimanale di stampo conservatore Weltwoche, Roger Köppel, in lizza per l’UDC, sembra essere sulla buona strada per essere eletto in Consiglio nazionale. Il PS potrebbe dal canto suo ritornare per la prima volta in Consiglio degli Stati dopo 32 anni d’assenza. Il suo candidato, Daniel Jositsch, è in testa e potrebbe essere eletto già al primo turno.

Stando a un primo conteggio parziale, a livello nazionale l’UDC conquista finora sei seggi supplementari nella camera bassa, il PLR tre e il PS uno. I Verdi liberali, vincitori quattro anni fa, perdono invece ben cinque dei suoi attuali 12 seggi, i Verdi tre e il PPD uno.


14:44

Prima proiezione in Ticino

In Ticino la ripartizione dei seggi in Consiglio nazionale non dovrebbe cambiare. Stando alla prima proiezione, il PLR è in testa col 22,6% (2 seggi). Seguono Lega (22,1%, 2 seggi), PPD (20,6%, 2), PS (15,7%, 1) e UDC (12,2%, 1). Distaccati i Verdi, che conquistano solo il 2,9% delle preferenze.

Possibile sorpresa invece nel canton Friburgo, dove l'UDC potrebbe ottenere un secondo seggio in Consiglio nazionale a spese del PS. 

14:25

L'UDC sembra avanzare più del previsto

Dai primi risultati finali e dalle prime proiezioni, l'Unione democratica di centro sembra avanzare più di quanto prevedevano i sondaggi elettorali. Ad Appenzello esterno, l'UDC ha strappato il seggio che il Partito liberale radicale deteneva da tre legislature. 

Nel canton Lucerna, la prima proiezione attribuisce pure un seggio supplementare all'UDC, che guadagnerebbe il 3,5%. Vittorioso anche il Partito socialista, mentre Partito ecologista e Verdi liberali perderebbero un seggio ciascuno. 

 (polis)
(polis)

14:00

Solo per gli addetti ai lavori

In questa palestra del canton Berna, così come in centinaia di altri locali, le operazioni di spoglio sono in corso.

 (Keystone)
(Keystone)


12:24

Prime proiezioni nei Grigioni e ad Argovia

Nei Grigioni, il PLR guadagnerebbe un seggio a scapito dei Verdi liberali, mentre UDC, PBD, PPD e PS conserverebbero il loro, stando alla prima proiezione.

Nel canton Argovia, PLR e UDC conquisterebbero un seggio supplementare, mentre il PS ne perderebbe uno. L’UDC avrebbe così 7 seggi, il PLR 3, il PS 2 e uno ciascuno il PPD, i Verdi, il PBD e i Verdi liberali.

In entrambi i cantoni, l’UDC potrebbe registrare un balzo in avanti di circa il 4%. Nei Grigioni, il Partito borghese democratico passerebbe invece dal 20 al 14%. 

12:00

Gli svizzeri hanno votato

Si sono chiusi domenica a mezzogiorno i seggi per il rinnovo del parlamento svizzero. Quasi 3'900 candidati si presentano per i 200 posti in palio al Consiglio nazionale e i 46 del Consiglio agli Stati, un numero record. Tra di loro anche 1'308 donne, pari a una proporzione del 34,5%.

Secondo l’ultimo barometro elettorale della SSR, l’Unione democratica di centro dovrebbe conquistare il 27,9% dei voti, davanti al Partito socialista (19,2%) e al Partito liberale radicale (16,7%). I partiti di centro – Partito popolare democratico, Verdi liberali e Partito borghese democratico – dovrebbero invece registrare un calo. 

L'evoluzione dei partiti politici svizzeri


Parola d'ordine stabilità?

"Io non interverrei troppo": il sistema politico svizzero visto dal disegnatore Chappatte.

I sondaggi predicono una vittoria della destra