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Guy Parmelin eletto in Consiglio federale

Il vodese è il 116esimo consigliere federale della storia.

SWI swissinfo.ch

12:12

Il 116esimo consigliere federale della storia

Nato il 9 novembre 1959, Guy Parmelin di professione è agricoltore-viticoltore. È entrato in Consiglio nazionale nel 2003.

Quando è iniziata la campagna per la successione di Eveline Widmer-Schlumpf, l’esponente dell’Unione democratica di centro non godeva dei favori del pronostico. Più consensuale, più «malleabile» secondo alcuni rispetto al suo principale avversario Thomas Aeschi, Parmelin ha potuto contare mercoledì sui voti provenienti dalla sinistra.

Aeschi, spinto dal leader del partito Christoph Blocher, ha probabilmente intimorito molti parlamentari per il suo profilo di stampo spiccatamente neoliberale.

Accettando l’elezione, Parmelin si è detto «felice e fiero che il suo cantone sia di nuovo rappresentato in Consiglio federale» e in un discorso pronunciato nelle quattro lingue nazionali, ha promesso che difenderà con forza anche gli interessi della Svizzera centrale e della Svizzera italiana.

Con l’elezione di Parmelin, la Svizzera francese ha ora tre rappresentanti in Governo, una situazione che si era prodotta per l’ultima volta tra il 1999 e il 2006. La Svizzera italiana, dal canto suo, non ha più nessun rappresentante dal 1999. 

Il profilo smartvote del neoeletto:

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)


11:58

Il nuovo consigliere federale si chiama Guy Parmelin

Il vodese Guy Parmelin è stato eletto mercoledì in Consiglio federale. Il rappresentante dell'Unione democratica di centro ha ottenuto 138 voti in occasione del terzo turno dell'elezione.

 (Keystone)
(Keystone)

Il suo principale avversario, il consigliere nazionale del canton Zugo Thomas Aeschi, si è dovuto accontentare di 88 voti, mentre il ticinese Norman Gobbi 11. 

11:43

Parmelin a un passo dall’elezione, Gobbi quasi fuori dai giochi

Risultati del secondo turno

Schede distribuite 244 / bianche 5 / valide 239

Maggioranza assoluta: 120

  • Guy Parmelin 117
  • Thomas Aeschi 78
  • Norman Gobbi 30
  • Altri 14
Guy Parmelin (sulla destra), in compagnia di Toni Brunner, sta pregustando la vittoria. (Keystone)

Guy Parmelin (sulla destra), in compagnia di Toni Brunner, sta pregustando la vittoria.

(Keystone)


11:24

Guy Parmelin in testa al primo turno

Schede 245

Bianche 2

Maggioranza assoluta per essere eletti 122 voti

Hanno ottenuto voti:

  • Guy Parmelin 90
  • Thomas Aeschi 61
  • Norman Gobbi 50
  • Thomas Hurter 22
  • Viola Amherd 16
  • Altri 4

11:20

Chi occuperà il settimo seggio?

 (rsi.ch)
(rsi.ch)

Il Consiglio federale si presenta per il momento così. Chi tra Parmelin, Aeschi o Gobbi andrà ad occupare l'ultima poltrona libera?

11:00

I giochi seri possono iniziare

Dopo la scontata rielezione dei sei membri del Consiglio federale che si ripresentavano, l’Assemblea federale ha iniziato a dibattere sulla successione della ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.

 (Keystone)
(Keystone)

«Il nostro paese è confrontato con grandi sfide. Abbiamo bisogno di ritrovare la concordanza», ha dichiarato il capogruppo dell’UDC Adrian Amstutz, chiedendo ai parlamentari di votare per uno dei tre candidati ufficiali e ridare così due seggi al suo partito, il più importante del paese.

Un principio – quello della concordanza – su cui ha insistito anche Ignazio Cassis, capogruppo del Partito liberale radicale. Una concordanza messa a dura prova dalla «crisi istituzionale» apertasi nel 2007 con l’elezione di Eveline Widmer-Schlumpf. Per chiudere questa crisi, Cassis ha indicato che il suo partito sosterrà uno dei tre candidati ufficiali dell’UDC. 

Il diritto dell’UDC ad avere un secondo seggio è stato sostenuto anche da Filippo Lombardi, capogruppo del Partito popolare democratico, e dai suoi omologhi del Partito borghese democratico e dei Verdi liberali. Al pari di Cassis, Lombardi ha però criticato la clausola di esclusione adottata dall’UDC (esclusione dal partito di un candidato non ufficiale che accetta l’elezione).

«Dal punto di vista del PS riteniamo che il seggio di Eveline Widmer-Schlumpf vada attribuito al centro», ha dal canto suo affermato il capogruppo socialista Roger Nordmann, negando che in questi ultimi otto anni vi sia stata una crisi istituzionale. «È assolutamente illusorio pensare che l’UDC diventerà più moderata, pur con due rappresentanti in governo», ha affermato Nordmann, mettendo in guardia il PLR e i partiti di centro.

Molto critico nei confronti dell’UDC anche il verde Balthasar Glättli, che ha accusato in sostanza il partito di non rispettare le minoranze e lo Stato di diritto.

10:35

Anche Berset riconfermato brillantemente

 (Keystone)
(Keystone)

Il ministro dell’interno Alain Berset, che affrontava la sua prima rielezione, ha ricevuto 210 voti. Il socialista è entrato in Consiglio federale nel dicembre 2011, subentrando a Micheline Calmy-Rey.

10:16

Johann Schneider-Ammann rieletto

 (Keystone)
(Keystone)

Entrato in governo nel novembre 2010, il bernese Johann Schneider-Ammann è stato riconfermato, ottenendo 191 voti. L’esponente del Partito liberale radicale, responsabile del Dipartimento dell’economia, sarà presidente della Confederazione nel 2016.

09:59

182 voti per Simonetta Sommaruga

 (Keystone)
(Keystone)

Simonetta Sommaruga è rieletta con 182 voti. L’esponente del Partito socialista, entrata in governo nel settembre 2010, è responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

09:39

Il ministro degli esteri plebiscitato

 (Keystone)
(Keystone)

Didier Burkhalter è rieletto con 217 voti su 244. Il neocastellano, membro del Partito liberale radicale, è entrato in governo nel settembre 2009. Dopo due anni a capo al Dipartimento federale dell’interno, è passato al Dipartimento federale degli affari esteri. 

09:22

Ueli Maurer riconfermato

 (Keystone)
(Keystone)

Ueli Maurer è rieletto con 173 voti su 245, il migliore risultato nella sua carriera in governo. L’esponente dell’Unione democratica di centro è entrato in Consiglio federale nel dicembre 2008. In questi sette anni è sempre stato a capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport.

09:02

Doris Leuthard brillantemente rieletta

 (Keystone)
(Keystone)

Doris Leuthard è rieletta con 215 voti su 245. L’esponente del Partito popolare democratico è entrata in governo nel giugno 2006 ed è a capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni.

08:49

Spazio alle rielezioni dei sei ministri che si ripresentano

L’Assemblea federale ha iniziato le operazioni di voto per rieleggere i sei consiglieri federali che si ripresentano.

La rielezione avviene in ordine di anzianità: Doris Leuthard, Ueli Maurer, Didier Burkhalter, Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Amman e Alain Berset.

08:34

L’Assemblea federale si congeda da Eveline Widmer-Schlumpf

La seduta per la rielezione del Consiglio federale si è aperta con l’omaggio alla ministra uscente Eveline Widmer-Schlumpf. La presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder ha lodato l’ottimo lavoro svolto dalla grigionese, eletta nel 2007 al posto di Christoph Blocher e poi esclusa dall’UDC, che l’ha accusata di «tradimento».

Nel suo discorso, la ministra uscente ha ringraziato i parlamentari per il sostegno ricevuto negli otto anni trascorsi in governo e soprattutto ha reso omaggio alle istituzioni svizzere e alla democrazia diretta, sottolineando l’importanza del rispetto delle minoranze e del dialogo.


08:06

Norman Gobbi fuori dai giochi?

Thomas Aeschi o Guy Parmelin: il duello per la successione di Eveline Widmer-Schlumpf dovrebbe riassumersi a questi due nomi. Secondo la stampa svizzera, il terzo candidato ufficiale dell’Unione democratica di centro, il leghista Norman Gobbi, è praticamente fuori dai giochi.

Martedì, dopo l’incontro con i tre candidati, il Partito socialista ha indicato che non darà alcun voto al consigliere di Stato ticinese. «La Lega denigra le istituzioni e la cultura politica svizzera. E Norman Gobbi a più riprese si è espresso in modo razzista», ha sottolineato il presidente del PS Christian Levrat in una nota diffusa martedì sera.

06:45

Elezioni del Consiglio federale, vademecum

I membri dell’Assemblea federale si riuniscono dalle 8 nella sala del Consiglio nazionale. Dopo la lettura delle lettere di dimissioni della ministra Eveline Widmer-Schlumpf e della cancelliera Corina Casanova, inizia la rielezione dei membri del Consiglio federale, in ordine d’anzianità. In questo caso sono sei: Doris Leuthard, Ueli Maurer, Didier Burkhalter, Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Ammann e Alain Berset.

L’operazione è di norma una semplice formalità. Il numero di voti ottenuti permette comunque di valutare la popolarità di ognuno di loro. Il voto avviene a scrutinio segreto. Ogni rielezione dura una ventina di minuti, ossia il tempo necessario per distribuire, raccogliere e fare lo spoglio delle schede in un’altra sala.

Spazio poi al piatto forte, ossia l’elezione del successore di Eveline Widmer-Schlump. Il primo a prendere la parola sarà il capogruppo dell’UDC, Adrian Amstutz, che difenderà la scelta dei tre candidati presentati dal suo partito. Durante i primi due turni di elezione, ogni parlamentare può votare chiunque. Per superare questo primo scoglio, bisogna ottenere almeno dieci voti. Dal terzo turno non è più ammessa alcuna candidatura e il candidato che ad ogni tornata ottiene il minor numero di voti viene eliminato. Si continua fino a quando restano solo due candidati. Per essere eletto il nuovo consigliere federale deve ottenere la maggioranza assoluta.

A volte succede che degli eletti non accettino l’incarico. L’esempio più recente è quello del socialista Francis Matthey, che nel 1993 ha rinunciato alla sua elezione per lasciare il posto a Ruth Dreifuss, seconda donna ad entrare in Consiglio federale.

Grandi manovre a Palazzo federale

Chi fra Thomas Aeschi, Norman Gobbi e Guy Parmelin entrerà a far parte del governo della Confederazione? Ci sarà un candidato a sorpresa? L'approfondimento della trasmissione della RSI 60 Minuti.