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Manifesta 11 I mestieri di Zurigo sotto la lente degli artisti

Zurigo accoglie per 100 giorni la biennale europea d’arte contemporanea ManifestaLink esterno, una piattaforma collettiva di esposizioni e di scambi culturali a livello continentale. Il tema scelto per l’11esima edizione di questa manifestazione, approdata per la prima volta in Svizzera, è “What People Do For Money”, ossia cosa fa la gente per guadagnare soldi? Una domanda a cui cercano di rispondere una trentina di artisti internazionali, tra cui lo scrittore Michel Houellebecq. 

Il controverso autore francese si è fatto radiografare presso la clinica medica Hirslanden di Zurigo. Radiografie della sua testa e della sua mano destra, estraniate artisticamente, sono ora appese presso il museo Helmaus, che si affaccia sulla Limmat. Nella Wasserkirche, una delle più vecchie chiese di Zurigo, l’artista russo Evgeny Antufiev espone invece degli oggetti del ricordo. Tra questi, una grande farfalla, sospesa in mezzo alla chiesa, che vuol essere un omaggio allo scrittore russo Vladimir Nabokov, collezionista di farfalle. 

“Gli zurighesi si identificano molto nel loro lavoro”: così il curatore e artista video Christian Jankowski ha motivato la scelta del tema di questa Manifesta in un’intervista accordata alla “Neue Zürcher Zeitung” (NZZ). Una trentina di artisti sono stati invitati ad illustrare una professione praticata a Zurigo, tra i circa mille mestieri diversi con i quali gli abitanti guadagnano i loro soldi. Con un’offerta così grande di arte non poteva mancare un pizzico di provocazione: lo scultore americano Mike Bouchet espone un’opera prodotta con 80 tonnellate di escrementi provenienti dall’impianto di depurazione Werdhölzli di Zurigo. 

ManifestaLink esterno, considerata una delle più grandi rassegne d’arte internazionali, viene organizzata ogni due anni in un’altra città europea. Per la sua 11esima edizione, che si tiene fino al 18 settembre 2016, sono attesi circa 100'000 visitatori da ogni parte del mondo che potranno dare uno sguardo alle opere di circa 130 artisti. 

Testo: Larissa Bieler, swissinfo.ch