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Tempo di bilanci per il Consigliere federale Ueli Maurer, prossimo a lasciare il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), per passare alle finanze.

Durante il tradizionale incontro con i media di fine anno, tenutosi ad Adelboden (BE), il ministro UDC si è detto contento di aver assicurato una certa solidità finanziaria all'esercito, anche se nel corso del suo settennato non sono mancati i momenti difficili, come il "no" popolare all'acquisto dei nuovi caccia da combattimento.

Il fatto che l'esercito disponga ora di più mezzi rispetto a qualche anno fa è secondo Maurer un grande successo. "Per i prossimi anni il bilancio della truppa non rischia più di finire a scadenze regolari sotto il tiro del Parlamento", ha dichiarato .

L'esercito può infatti ora pianificare per un periodo di 4 anni, sapendo di poter contare su un credito di 20 miliardi per questo lasso di tempo. "Abbiamo dovuto lottare per giungere a questo risultato", ha affermato ai giornalisti giunti nella località turistica dell'Oberland bernese.

In un primo momento, il Consiglio federale aveva proposto un tetto inferiore ai 5 miliardi l'anno, ma grazie al sostegno del Parlamento è stato possibile alzare il limite di spesa.

La maggior sconfitta per il consigliere federale UDC, che lascerà a fine anno il suo posto al consigliere federale eletto UDC Guy Parmelin, è stato il no alle urne al nuovo jet da combattimento Gripen.

Un dossier, ha tenuto a precisare Maurer, ereditato dal suo predecessore (Samuel Schmid, il cui nome non è stato mai pronunciato, rappresentante democentrista nell'esecutivo, poco in sintonia con i vertici del partito, n.d.r).

Il progetto è partito nel 2004 e fin da subito i costi sono stati stimati troppo al ribasso, ha precisato Maurer. Dai due miliardi iniziali si è infatti saliti a 3,5-5,5 miliardi. "Per questo ho allontanato il capo dell'armamento", ha aggiunto.

In generale, al momento di subentrare a Schmid nel 2009, il DDPS si trovava in pessimo stato. La logistica non funzionava e la truppa non era equipaggiata completamente: insomma, mancava una guida. "Una situazione drammatica e pericolosa per l'esercito", ha spiegato.

Al momento, invece, lo stato della truppa è buono. Anche se è spesso stato deriso per aver detto di volere il miglior esercito del mondo, Maurer ha difeso questa sua visione: nella politica di sicurezza non conto arrivare piazzati, ma vincere.

Ha approfittato della presenza dei media nella località turistica per sottolineare ancora una volta l'importanza della nuova legge sul servizio informazioni, testo contro il quale è stato lanciato il referendum, e su cui si voterà al più presto il 5 giugno 2016. A detta del consigliere federale zurighese, la normativa è la risposta appropriata alle nuove sfide e al pericolo rappresentato dal terrorismo.

Quanto al prossimo passaggio alle finanze, Maurer ha negato che il partito lo abbia spinto a rilevare il dipartimento di Eveline Widmer-Schlumpf. Per quanto attiene al futuro dell'attuale comandante dell'esercito, André Blattmann, quest'ultimo gode al momento di tutta la sua fiducia. Spetterà al suo successore al DDPS, Guy Parmelin, decidere se riconfermarlo o meno. Maurer ha tuttavia spiegato che ci saranno senz'altro dei cambiamenti all'interno del Dipartimento.

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sda-ats

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