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Forum per il dialogo bilaterale


L'immigrazione al centro dei dibattiti tra Italia e Svizzera a Milano


Di Michele Novaga e agenzie, Milano


Il ministro degli esteri Didier Burkhalter incontra i giornalisti al termine del forum per il dialogo tra la Svizzera e l'Italia. (Keystone)

Il ministro degli esteri Didier Burkhalter incontra i giornalisti al termine del forum per il dialogo tra la Svizzera e l'Italia.

(Keystone)

Solo con un atteggiamento pragmatico si potrà conciliare il principio della libera circolazione con il freno all’immigrazione deciso dal popolo svizzero il 9 febbraio 2014. Lo ha affermato a Milano il ministro elvetico degli esteri Didier Burkhalter in occasione della terza edizione del Forum per il dialogo bilaterale tra Italia e Svizzera. È invece stato cancellato l’incontro previsto con Paolo Gentiloni.

La via bilaterale è un successo sia per la Svizzera che per l’Unione europea, ha dichiarato il consigliere federale Didier Burkhalter. Per questo, ha aggiunto, va sottolineata l’importanza delle consultazioni in atto tra il governo elvetico e la Commissione europea per trovare una soluzione alla questione della libera circolazione delle persone. Una questione che pesa come un macigno sulle relazioni tra Berna e Bruxelles.

 Il 9 febbraio 2014, il popolo svizzero ha infatti accolto a stretta maggioranza l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”, che esige l’introduzione di tetti massi e contingenti all’immigrazione. L’applicazione del testo è però un rebus ancora irrisolto per la Svizzera, poiché si scontra con la libera circolazione delle persone, un principio che Bruxelles ha più volte definito “non negoziabile”. A Milano, Didier Burkhalter ha lanciato un nuovo appello in favore di soluzioni pragmatiche per conciliare volontà popolare e libera circolazione delle persone.

E proprio a questo tema era dedicato uno dei workshop organizzati nell’ambito del terzo Forum per il dialogo bilaterale tra Italia e Svizzera. Ex segretario di Stato presso il Dipartimento federale degli affari esteri, Franz von Däniken ha ricordato l’importanza degli accordi bilaterali. Questi “non sono messi in dubbio e possono essere ulteriormente rafforzati attraverso collaborazioni transfrontaliere puntuali”.

“In una fase storica caratterizzata da marcati flussi migratori verso l’Europa, la risposta deve essere coordinata a livello europeo. Ma anche a livello bilaterale è auspicabile la creazione di un tavolo di confronto permanente tra le autorità competenti di Italia e Svizzera”, ha dichiarato Franz von Däniken.

Per Didier Burkhalter anche di fronte alle attuali sfide migratorie è necessario dar prova di pragmatismo. La Confederazione è uno dei paesi al mondo con il più alto tasso di immigrazione, ha fatto notare, evocando anche il delicato tema degli oltre 300'000 frontalieri che lavorano in Svizzera. "È una fortuna per il nostro sviluppo economico, ma anche una vera e propria sfida", ha rilevato.

Più vicini anche su fiscalità, ricerca e trasporti

Organizzato dall’Ambasciata svizzera in Italia, da quella italiana in Svizzera e dalla rivista Limes, il Forum ha riunito a palazzo Clerici 80 rappresentati dell’economia, dei media, della politica, delle scienze e della cultura. Per il Vicedirettore generale per l’integrazione europea, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi, si tratta “di un’importante piattaforma di dialogo tra Italia e Svizzera, paese che pur non essendo parte dell'UE riveste un’importanza fondamentale. Tanto che il suo allontanamento appare inconcepibile”.

A Milano, il ministro svizzero degli esteri avrebbe dovuto incontrare il suo omologo italiano Paolo Gentiloni, per un colloquio bilaterale incentrato sulle relazioni transfrontaliere, in particolare in ambito fiscale e in materia di frontalieri. Paolo Gentiloni è stato però trattenuto a Vienna per il vertice sulla crisi siriana.

Malgrado ci siano ancora diversi ostacoli nelle relazioni tra Italia e Svizzera, i due paesi hanno sottolineato “la ferma volontà” di lavorare assieme. E alcuni successi sono già stati registrati, come lo storico accordo fiscale, che dovrebbe favorire la regolarizzazione degli averi depositati da cittadini italiani nelle banche svizzere.

Questo accordo ha semplificato il dossier finanziario, secondo quanto emerso dal workshop dedicato al tema.

“Ora si apre una nuova era per la finanza in cui è necessario valorizzare gli strumenti e le competenze già esistenti, adottando e riscoprendo soluzioni finanziarie come la cartolarizzazione e i fondi di credito e correggendo alcuni effetti collaterali di normative come i vincoli imposti agli investimenti”, hanno detto gli esperti.

Importante anche la questione dei trasporti, con l’apertura del tunnel di base del San Gottardo. Per gli esperti del settore è necessario far conoscere l’importanza strategica di quest’opera e attivare altri attori, come i sindaci delle città dell’asse nord-sud.

Al Forum si è discusso anche di ricerca. I presenti hanno evidenziato l’importanza di sfruttare le opportunità offerte dalla dimensione del mercato italiano e dall’efficacia del modello accademico e organizzativo svizzero, attraverso ad esempio la creazione di borse post-doc.

Perché, come ha sottolineato Didier Burkhalter a conclusione dei lavori, “Il mondo si costruisce anche e soprattutto con i propri vicini. Quel che facciamo qui insieme lo facciamo per gli uomini, le donne e i bambini di oggi come pure per le generazioni future”.


swissinfo.ch

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